Archivio Febbraio 2007


Per proseguire sui temi dei post precedenti aggiungo altri elementi che possano servire anche questi ad approfondire tutte le tematiche.
Ciò che può complicare il rapporto di coppia sono i diversi sentimenti, non sempre facili che, in momenti diversi, si trovano a vivere i due componenti della coppia.
Situazioni di salute fisica, o psicologica; situazioni di lavoro sempre più complesse ed incerte; situazioni di rapporti non facili, per i motivi più diversi, con le famiglie di origine;difficoltà economiche ecc..

Quanto accennato sopra, unitamente a tanto altro, va ad inserirsi in un vivere quotidiano che già di per se non è facile:
orari di lavoro assurdi;
tempi di percorrenza che si ingigantiscono ogni giorno di più;
figli da sistemare;
cose pratiche, come fare la spesa preparare i pasti, pulire, lavare stirare ecc. ecc..

La storia personale di ognuno che man mano va svolgendosi nel suo mistero non sempre comprensibile interagisce con il quotidiano rendendo tutto molto complesso e difficile da districarsi.
Ogni cosa che accade, guarda caso, va ad influire sul rapporto dei due.
I nervosismi che si generano vivendo, le difficoltà personali, anche non volendo, si ripercuotono in modo diretto sul rapporto di coppia a tal punto che se ne percepisce un disagio che inevitabilmente porta a pensare che l?amore sia finito.

Invece basterebbe dialogare, basterebbe tenere sempre attivo il canale della comunicazione e mettere tutto in comune:
preoccupazioni, pensieri, desideri, aspettative, esigenze, proprio tutto.

La comunione, la condivisione, i collegamenti di continuità, hanno come primo effetto benefico il rafforzamento del rapporto e l?eventuale alleggerimento dei pesi.

Ma è tanto difficile arrivare a condividere ogni cosa?

Sembra proprio di si, visto che la maggior parte dei rapporti di coppia finisce per mancanza di comunicazione, di comunione.

Riferimenti: Foto mia

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Nel rapporto di coppia ognuno deve fare la sua parte, non si può fare la parte anche dell?altro/a!

Nella coppia tutti e due devono essere presenti, ognuno con le sue caratteristiche, possibilità, talenti, limiti.

Il rapporto non va molto avanti se uno dei due è assente totalmente o in parte. (salvo casi particolari, per motivi di salute o altro, nel qual caso valgono altri ragionamenti)!

Non ci si può illudere che uno dei due possa fare la parte dell?altro/a nella gestione delle cose, del rapporto intimo di coppia, della casa, dei figli.

La pienezza del rapporto è la reciprocità!

Se questa reciprocità, almeno come intenzione di base alla quale tendere, non si instaura si creano all?interno della coppia degli sbilanciamenti che fanno vacillare e sempre più spesso, interrompere il rapporto.

Si rischia anche che nel gestire il rapporto di coppia ognuno dei due si ?specializzi? in qualche settore ma l?impegno ed il coinvolgimento deve essere comunque di tutti e due.

La possibilità di ricominciare ogni giorno è una grande possibilità che viene data da ognuno ed a tutti e due insieme, per condurre il vivere essendo l?uno lo strumento di gioia per l?altra e viceversa.
Tutto questo per tutti i giorni che viene dato di vivere insieme.

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Nell?analisi delle caratteristiche peculiari delle donne e, conseguentemente degli uomini (così per gioco) spesso viene da osservare e/o sentire diverse tipologie di atteggiamenti che caratterizzano le donne e gli uomini a seconda del ruolo che impersonificano (si tratta ovviamente di una sintesi tanto per rendere l?idea):

Donna moglie:
cura poco il proprio aspetto;
si lascia prendere dalle cose da fare (sono tantissime le cose che fate a volte sono anche troppe)
spesso sono chiuse mentalmente e fisicamente (i cosiddetti mal di testa)

Donna amante:
cura al massimo il proprio fisico diventando attraente e desiderabile;
disponibilità completa, mentale e fisica;

Uomo marito:
non cura molto il suo aspetto, si lascia andare, si dedica poco alla casa, rimane spesso volentieri fuori casa, ecc.

Uomo amante:
è attento, delicato, cura molto il suo aspetto, si dedica alla persona amata, con la quale cerca di stare il più possibile!

Se l?uomo, o la donna, riescono ad impersonare entrambi i ruoli, a seconda delle circostanze e delle situazioni che si creano, ciò significa che in ognuno sono presenti le giuste capacità per cercare di essere come l?altra persona desidera e quindi fare tutta la propria parte per renderla/o felice.

Sì, perché lo scopo finale del rapporto tra due persone è quello di rendere felice l’altro/a, per rendere felici se stessi!

Qual è il fattore che riesce a stimolare l?uno o l?altro atteggiamento?

Da quanto detto ritorna prepotentemente all?attenzione che non è tanto il ruolo dell?uno o dell?altro quanto la capacità dell?uno o dell?altra di Amare.

Dal Vocabolario – Amante:? Che ama. Chi è legato ad un?altra persona da una relazione amorosa.?

La soluzione ai rapporti di coppia non vi sembra che potrebbe essere quindi, quella che ognuno diventi amante della persona amata?

Potrebbe sembrare un?affermazione paradossale e forse semplicistica!
Vi invito a pensarci bene, tralasciando la prima impressione e riflettendo a fondo:
amante della propria moglie, del proprio marito!

Riferimenti: Foto mia.

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Il post precedente finiva con questa domanda, che poteva sembrare inquietante, senza speranza:
la malinconia chi la tira via quando si è impossessata dell?intimo della persona?
Il contributo importante sia della grande Maria ( se la conosceste?..!!) che di Ju (sarebbe da conoscere) hanno portato luci importanti sull?argomento.
Maria ha parlato della necessità di accettare tali stati d?animo, contrastandoli con un impegno a fare qualche cosa di concreto che distolga l?attenzione; qualche cosa che piaccia e che rimetta in moto il senso di autostima (aggiungo).
La Ju ha espresso la necessità di essere circondati dall?affetto delle persone care!
Contributi importanti ai quali aggiungerei un altro pensiero.
Unitamente a quanto detto sopra, mi pare, sia essenziale tentare di avere un atteggiamento tale da non aspettarsi niente, sia dalla vita, che dalle persone.
Se non ci si aspetta niente tutto quello che viene diventa unico ed importante.
Se non ci si aspetta niente dalle persone si è liberi di poter dare gratuitamente senza pretendere ed allora i rapporti si rilassano e si arricchiscono di significati importanti che tanto aiutano.

Non aspettarsi niente, fatto in modo positivo logicamente, può aiutare a tirar via la malinconia dal cuore!

Riferimenti: Foto mia.

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A volte,se non si è vigilanti, un leggero sentimento di malinconia, quasi inavvertitamente, prende possesso della gestione del nostro vivere .
Lasciare la mente ed il cuore vagare in questo stato di pensieri che nascono dalla constatazione che le cose vanno diversamente da come desideriamo che vadano, nascono anche da non ?risposte?, desiderate e sperate invano, nascono da altro ancora, lasciare andare tutto ciò è ?pericoloso? perché poi si radicano solidamente e non è facile riprendere il comando del proprio pensiero.
Alcune giornate particolarmente ?NO?, unitamente ad una serie di eventi non facili, notizie serie,costatazione dell’imperfezione personale ed altrui, facilitano questi stati d?animo.
Quando si vivono questi momenti si possono osservare anche aspetti positivi perché si abbassano le ?difese?, si è più riflessivi, più attenti, più tolleranti, perché si percepisce cosa è veramente importante da ciò che lo è meno.
Il rischio qual è? E? quello che lasciandosi andare, non reagendo prontamente,plaudendo a questi altri aspetti positivi, questo sentimento malinconico prende possesso della nostra anima, si accomoda ben bene e poi chi lo tira più via?

Riferimenti: Foto mia.

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La gita programmata da Domenico detto Dono, ai laghetti di Percile, è stata in forse per le avverse previsioni meteo che mettevano pioggia per oggi, sin dalle prime luci dell?alba.
Svegliandomi presto ho potuto assistere al fare del giorno che si è presentato senza nuvole e con un bel sole che prendeva pian piano possesso del cielo. Qualche sms e qualche telefonata alle 7,30 per prendere la decisone di partire.
Mentre con la macchina scendevo a prendere la Via Salaria, direzione GRA (grande raccordo anulare di Roma) e quindi l?autostrada, una scritta su un muro, di fronte ad una via che faccio quasi tutti i giorni, ha attratto la mia attenzione (fino a questa mattina non ci avevo fatto mai caso, forse è stata l?assenza di altre macchine!):

?Tentiamo di essere felici, se non altro per dare il buon esempio!?

Mi è sembrata da subito di buon auspicio, adatta alla mattinata! (mi ha colpito al punto che la riporterò sul blog e , soprattutto, cercherò di farne tesoro)

Passato a prendere Michele, figlio di un mio amico (sarà il più giovane dell?escursione ed io il più vecchio!)mi dirigo verso il luogo dell?appuntamento. Traffico zero, (chi gira di domenica mattina presto?) e così arrivo in anticipo, rispetto all?appuntamento delle ore 9, al famoso (???si danno appuntamento tutti lì) casello di Vicovaro-Mandela.

Dopo un po? ecco arrivare altre macchine, una delle quali una vecchia Fiat 500L dalla quale scende, un po? frastornato, Domenico. Il viaggio da Roma in 500 non è stato dei più tranquilli, visto che ad un certo punto su una salita la macchina si é pure fermata perché non ce la faceva! Roba da chiodi!!
Qualche attimo per riprendersi e poi il saluto con tutti gli altri. Io tra l?altro avevo portato pure le mie famose castagnole che sono servite a fare festa (e colazione per molti) ed amicizia da subito (ogni volta oltre i soliti c?è sempre qualcuno che viene per la prima volta, questa volta pure un ragazzo Argentino ed uno Americano). Decidiamo di lasciare la 500 nel primo parcheggio possibile e proseguire con le altre macchine
Ci dirigiamo verso Percile. Un piccolissimo e grazioso paesetto a 500 slm (220 abitanti circa)!

Dopo una comoda strada asfaltata entriamo in paese, lo attraversiamo e subito inizia una strada bianca che conduce ad un cancello chiuso dove era previsto che dovessimo lasciare le macchine.

Sono le 10,15 del mattino, ci contiamo, siamo in 15! Bene, tutti in marcia!
Infiliamo un?apertura a lato del cancello che ci permette di scavalcarlo. Poco più avanti, però, nessuna apertura nella staccionata che ci avrebbe permesso di raggiungere la strada per il lago. Nessuna incertezza: dobbiamo cimentarci in un bel salto. Da subito si notano le prime doti atletiche di chi, con noncuranza, sale e salta e di chi, con fatica, cerca di passare tra i legni della staccionata, con torsioni da abile contorsionista. Chi in un modo, chi nell?altro, riusciamo tutti a superare l?ostacolo ed a riprendere il cammino su una strada larga e comoda. Si scende bene e velocemente e così alle 11 siamo già in riva al laghetto.
Nel frattempo il cielo si è coperto: le nuvole non promettono niente di buono. Vuoi vedere che le previsioni di pioggia sono azzeccate?
Infatti: manco facciamo in tempo ad ammirare il laghetto che una sottile pioggerella inizia a scendere. Mica ci lasciamo scoraggiare? No! Poche gocce che vuoi che siano per dei temerari come noi? (insomma, io sono il più vecchietto, devo pure pensare ai reumatismi!!)
Così, con alla guida il nostro prode Domenico, ci avventuriamo per un sentiero appena visibile e manco segnato alla ricerca dei resti di un insediamento antico situato proprio sopra al laghetto. Cammina, cammina, come nelle migliori favole che si rispettano, di resti di insediamenti manco l?ombra.
Il sentiero che percorriamo, tra l?altro, presenta alcuni tratti coperti da rami di vegetazione bassa e da rovi. Ed infatti un rametto di questi graffia il viso della nostra prode guida. Un graffio poco profondo che però inizia a sanguinare! Oggi abbiamo avuto prova (?.se ce ne fosse stato bisogno) che la nostra guida dà pure il sangue per noi!!
Proseguiamo ancora avanti, oramai sta diventando una questione di principio: tutti vogliamo vedere questi ruderi.
Intanto la pioggerella smette, poi riprende sino ad un piccolo accenno di grandine!
Per quella via capiamo che non andremo da nessuna parte perché la descrizione che abbiamo del posto dice che dovremmo vedere pure il lago ed invece stiamo scendendo e ci stiamo allontanando dal lago.
Presto detto: torniamo indietro anche perché inizia pure a grandinare.
Più avanti avevamo intravisto l?inizio di un sentiero in salita e così decidiamo di provare pure quello.
Questo accenno di sentiero va decisamente in salita e sembra il segno che forse potrebbe essere quello che cerchiamo. Infatti poco dopo intravediamo pure qualche segno bianco rosso e ciò ci incoraggia ad andare avanti.
Dopo un ultimo strappo di salita ecco davanti a noi ergersi un piccolo ammasso di roccia e vegetazione che a tutti pare sia quello che cercavamo. Ci avviciniamo ed in effetti tutto lascia immaginare che lì anticamente sorgeva qualche costruzione con la una bellissima veduta sul laghetto.
Ci fermiamo giusto il tempo per qualche foto e poi, visto che la pioggia continua e cominciamo a sentire i primi morsi della fame (??.lo sanno tutti che la montagna fa venire appetito! Sento qualcuno che sghignazza dicendo che forse dove eravamo non era proprio montagna, ma che vordì? la fame è fame!!).
Riscendiamo sino al laghetto e ci posizioniamo sulla riva, sotto gli alberi. Tutti ci diciamo che in estate questo posto dovrebbe essere un incanto!!

Consumiamo le cibarie più varie, qualcuno si è portato pure la maionese con la quale spalma i panini per poi farcirli con prosciutto cotto ed altro!!
Non può certo mancare la cioccolata di diversa qualità.

Si scherza e si ride, qualcuno si cimenta con qualche barzelletta. Il tempo passa veloce ed inizia pure una bella arietta fredda. Si decide di risalire verso le macchine. Questa è un?escursione strana: prima siamo scesi ed adesso dobbiamo risalire!! In genere succede al contrario.
Risaliamo velocemente anche perché ben rifocillati dalle cibarie.
Intanto non piove più e così, allegramente chiacchierando, torniamo alle macchine e mentre ci cambiamo un?idea trova il parere favorevole di tutti: fermarci nel piccolo paesino, in un bar, per un caffè ( si dice sempre così, poi si sente: io prendo una cioccolata calda; io un grappino!!).
In questo piccolo bar abbiamo portato lo scompiglio sia per il numero (15 persone tutte insieme forse in quel bar in inverno non le hanno viste mai) sia per la confusine dell?indecisione di cosa prendere .
Comunque la signora del bar, molto paziente, piano piano accontenta tutti!!
Si chiacchiera ancora un po?, poi io e Michelino, decidiamo di ripartire perché siamo quelli che dobbiamo fare più strada.
Salutiamo, usciamo fuori e?? sorpresa!! Troviamo la pioggia, quella seria, che, se ci avesse trovati per strada, ci avrebbe zuppati ben bene. Appena in tempo!
Il percorso di ritorno, inevitabilmente, lo facciamo sotto la pioggia.

Altri resoconti dell’escursione:

http://inviaggio-06.blogspot.com

http://domenicacondomenico.blogspot.com
Riferimenti: Foto mia.

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La figlia, (Veronica, venticinquenne) presa da una sana rivalità con il papà, poteva essere da meno?
Ieri il papà le castagnole, oggi lei, le frappe!!

Ebbene devo ammetterlo: sono più buone?.ma è ovvio, le frappe!!

Le nuove generazioni, quando si impegnano a fare(ce ne vuole perché si decidano), a realizzare qualche cosa, stanno sempre qualche passo in avanti rispetto a noi vecchietti!!

Se volete assaggiare (castagnole o frappe) ce n’é per tutti, approfittate, il carnevale sta per finire!!

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Le mie prime castagnole!
Non mi sono mai cimentato nei dolci!Chi mi conosce sa che preferisco cimentarmi in lasagne, risotti, fettuccine fatte a mano ecc..
Dolci no!
Oggi,tornato prima dal lavoro per assistere la malaticcia Annina, l’ispirazione:perché non tentare di realizzare la ricetta delle castagnole che mi sono appuntato sabato?
Detto fatto!
Accertato che tutti gli ingredienti erano a casa mi sono messo all’opera!
Nella foto il risultato.

Carissime donne, visto che il contributo di commenti, all’importante argomento del post precedente ristagnano un po’, per incoraggiarvi vi prendo per la gola, e vi invito ad assaggiare una castagnola!(poi però lasciate un commento al post “la donna”!)

A detta di figli e moglie, sembra che mi siano venute pure buone!

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La donna è una creatura meravigliosa, ma estremamente complessa!

Con linguaggio moderno si potrebbe dire che è dotata di un software altamente sofisticato e delicato, che risponde a delle logiche il più delle volte inspiegabili, spesso incomprensibili, a noi creature uomo!

Tale software, così delicato, è però installato su una ?macchina? molto resistete ad ogni sollecitazione e sovraccarico. C?è da rimanere stupiti pensando a cosa sono capaci di fare e/o sopportare.

Madre natura ha messo in un’unica creatura talmente tante funzioni che ha reso il tutto molto delicato, oserei dire fragilissimo.

Sicuramente tutta la quantità e la variabilità degli ormoni in circolo durante il mese, con cicli ripetitivi, influenzano gli stati d?animo, gli umori, gli atteggiamenti più diversi, però rimane il fatto che, spesso, capirne fino in fondo i pensieri e le azioni è molto complesso se non impossibile (mi pare che uno scrittore famoso dicesse che le donne non vanno capite, vanno amate)

Noi uomini dovremmo non dimenticare mai tali realtà!
Invece, spesso, lo facciamo e ci poniamo dalla parte di chi interpreta in modo errato alcuni stati d?animo(ci sarebbe molto da dire riguardo a questa affermazione, spero però che il solo averla accennata sia sufficiente per ognuno).

Vivere accanto a tali stupende creature dovrebbe stimolare in noi uomini la disponibilità, la comprensione, a volte la sopportazione in cambio di una dedizione, capacità di lavoro, di sentimenti, di amore difficilmente quantificabili.

Quando il ?software? gira regolarmente è uno spettacolo stare a contatto con questa meravigliosa creatura, la più bella della natura.

A volte succede, però,che questo ?software?, diverso per ognuna ma con delle caratteristiche comuni a tutte, per le motivazioni più diverse, non ultimi atteggiamenti sbagliati di noi uomini, si inceppa, ed allora la ?macchina? donna non risponde più a nessun tipo di logica ed inizia a sfornare atteggiamenti ritenuti strani e contrastanti.

Nei contatti di ogni giorno, in realtà diverse, vengo a conoscere situazioni che mi fanno continuamente riflettere.

Oltre alle variabili personali ci sono altre variabili importanti che influiscono in tanti atteggiamenti: il lavoro con tutto quello che comporta, responsabilità, orari, ambiente; la cura dei figli (spesso troppo sulle loro spalle); i parenti con il loro carico a volte pesante di situazioni; le amicizie e l?ambiente nel quale si vive.

Quali sono i meccanismi che scattano nel complesso e delicato software femminile?

Qualche risposta riesco anch?io, come uomo, ad ipotizzarla!

E? forse l?amore, comprensivo, delicato, attento, paziente dell?uomo a fare la differenza?

E? forse colpa di noi uomini che, quando rivestiamo il ruolo di mariti, smettiamo di avere quelle piccole e delicate attenzioni che poi portano conseguentemente gli atteggiamenti del partner come detto?

E? forse in un diverso approccio uomo-donna che invece, da sposati, dovrebbero avere una condivisione completa in tutto quello che sono chiamati a vivere?

E? forse il fatto che troppo spesso nelle famiglie, anche quelle giovani, si stabiliscono dei ruoli rigidissimi sulla scorta di vecchi retaggi secondo i quali le donne devono fare certe cose e gli uomini altre e questa realtà viene giustamente mal digerita?

Perché agli uomini è così difficile capire come amare la donna che ha accanto?

Non è certo facile rispondere a queste domande, a me che sono un uomo, e per questo chiedo il contributo di voi amiche bloggers.

Riferimenti: Foto mia.

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Lui:”La tieni tu domani?”

Lui:”Possibile che all?ultimo momento ti ricordi che hai impegni?”

Sempre lui un po? alterato:”Possibile che non riesci a dedicarci più di un sms?”

Avrete capito certamente che l?argomento era la figlia di due genitori separati!

Nelle separazioni (senza voler entrare nel merito di questo dolorosissimo argomento) i figli diventano merce di scambio, diventano dei ?pacchi? da passarsi , con dolore immenso di tutti, in particolare per i figli.

Le telefonate quando vanno bene diventano del genere di quella descritta.

Qualche giorno fa ho incontrato a passeggio una coppia giovane, separata da tempo, con uno dei due figli!
Stavo per fare una gaffe nel chiedere se si fossero rimessi insieme ( mi sembrava troppo bello), mi sono trattenuto. Continuando a parlare, tenendomi sul generale, ho scoperto che i rapporti tra di loro, all?inizio tesissimi, si erano distesi al punto che, incontrandosi casualmente, andavano a prendere un caffè insieme!
Il volto del loro secondo figlio, tra i due genitori, esprimeva tutta la gioia di questo non programmato incontro e di questi pochi momenti tutti insieme, come ai bei tempi!

Uno dei grandi dolori di questa epoca: la fragilità delle famiglie, con le conseguenze che ciò comporta sui figli!

Che ne sarà di queste generazioni di giovani che crescono così?

La speranza è che ?madre natura? trovi comunque delle compensazioni!</font

Riferimenti: Foto mia.

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