Archivio Ottobre 2006


segue

Dormiamo a casa della Sabi e dello Stè, in questa grande casa dove, dei tre figli, è rimasta sola la piccolina Olghina (19 anni ) perché gli altri due sono in giro per il mondo ( Meg in Francia come avete potuto leggere; Luca primogenito a studiare a Siena).

Questa notte, dopo 18 giorni, abbiamo dormito in un letto normale!

Ho dormito bene però, al solito, la sveglia è molto presto.
Ieri sera avevo attinto informazioni al fine di programmare una corsetta mattutina in un posto possibile. Le indicazioni puntuali ed esaustive dello Stè (come al solito) avevano indicato la possibilità di andare più avanti nella via, attraversare una strada importante e poi da lì sarebbe stato tutto tranquillo. Infatti così ho fatto, ed ho trovato un percorso molto tranquillo e molto bello in mezzo al verde e poi una bellissima pista ciclabile che fiancheggia un meraviglioso canale con l?acqua che scorre, addirittura pulita!
Non c?è niente da fare: qui al nord sono proprio più organizzati in tutto. Forse il clima non è dei migliori ma, tutto il resto funziona molto meglio!

Faccio la mia bella corsetta e torno a casa, tutti dormono ancora. Poco dopo iniziano ad alzarsi??.

Tutto avviene molto lentamente perché, in fondo, siamo ancora in vacanza.
Il programma della giornata è molto semplice: sistemazione del camper; un giretto al centro città; il pranzo da Marina e Narci che sono giunti a casa molto prima di noi; piccolo riposino e poi a Treviso per prendere l?aereo!

Ci diamo da fare ed in breve il camper è svuotato e sistemato almeno nelle operazioni più grossolane, la Sabi,(ovvero il generale dartsabifener, non ce lo scordiamo!)nei giorni successivi provvederà a fare tutti i meticolosissimi ritocchi necessari, da generale pignolo e da?..donna veneta!(se ne conoscete qualcuna potete ben capire!!)

Siamo completamente rilassati, facciamo le cose con calma, dobbiamo arrivare all?ora di pranzo. Chi lo sa le cose buone che ha preparato la super cuoca Marina!

Ci presentiamo a casa dei Narci con in mano dei buonissimi dolci acquistati nella migliore pasticceria di Vittorio Veneto.
Ci salutiamo come se non ci vedessimo da chi lo sa quanto tempo. Io e Annina visitiamo la casa perché è la prima volta che ne abbiamo l?opportunità. E?molto bella, arredata in modo sobrio ed armonioso, con cose moderne e cose antiche in un bellissimo abbinamento.
Hanno preparato una grossa tavolata apparecchiata di tutto punto.
Ci sediamo ed il pranzo è all?altezza della famosa cuoca che è la Marina, sia in qualità che in presentazione.

Chiacchieriamo allegramente di tante cose, lo spirito è ancora quello della vacanza.
Il tempo passa velocemente, ed arriva l?ora dei saluti almeno con i Narci. Lasciarsi, dopo tutti questi giorni vissuti a stretto contatto, è sempre un momento delicato di commozione reciproca.
Torniamo a casa dei Tranks per un riposino, necessario dopo l?abbondante pasto.

Anche questo tempo passa ed eccoci pronti per essere accompagnati all?aeroporto.
Il momento della separazione si avvicina inesorabilmente.
All?aeroporto, abbracci e baci con La Sabi e lo Stefano, commozione anche con loro, anzi maggiore perché abbiamo vissuto proprio insieme sotto lo stesso tetto e l?amicizia dura da anni e diventa sempre più bella.

In silenzio andiamo a fare le pratiche per l?imbarco e poi ci mettiamo in sala d?attesa di questo piccolissimo aeroporto. Poi il fatidico annuncio che invita i passeggeri a recarsi all?imbarco.
All?Annina ricomincia l?ansia da volo, il suo viso da rilassato e commosso, diventa tirato e preoccupato!
La mia mano destra subisce nuovamente la stritolata micidiale del tipo quella che ha subito nella partenza (si stava appena riprendendo).
Il viaggio brevissimo sembra durare un ?eternità perché incontriamo una leggera turbolenza e l?aereo viene scosso di frequente. Comunque riusciamo ad atterrare e questo incubo finalmente finisce.
Ad attenderci nostro figlio neo patentato!
Arriviamo a casa e la situazione ci appare meno drammatica di come l?avevamo temuta ed immaginata.
I figli se la sono cavata bene! Questo ci fa ben sperare sul fatto che presto piano piano inizieranno a prendere il volo!

Eccoci di nuovo a casa! Sono passati dei giorni molto belli, nei quali abbiamo vissuto esperienze belle, varie, riposanti psicologicamente, rilassanti.
Come ho detto all?inizio di questo racconto una vacanza diversa, nella quale una fetta importante è stata dedicata a visitare città, siti importanti, abbazie, chiese, ecc.
Abbiamo visitato una piccola porzione di questo enorme paese che è la Francia.
Per il poco visto ne siamo rimasti incantati dalla bellezza, dall?organizzazione, dall?efficienza che abbiamo trovato. Ho rivalutato il popolo francese (non è che mi fossero troppo simpatici) in particolare per l?attenzione che hanno per il bene comune, che è segno di un popolo unito, maturo, attento a quello che ha ed a quello che è cercando di conservarlo e renderlo più bello con l?impegno costante.
E poi, soprattutto, abbiamo avuto modo di conoscerci ancora meglio ed approfondire un amicizia bella, importante.

Qualcuno al quale ho raccontato questa vacanza mi ha chiesto: ma come avete fatto a così stretto contatto a fare in modo che non venissero fuori contrasti problemi ecc?
Già, secondo voi, tutti gli interessati, come abbiamo fatto?
E secondo voi amici lettori come abbiamo fatto?

PS
Essendo l?ultima puntata è doveroso ringraziare tutti quelli che hanno vissuto questa avventura.
Ringraziarli per la pazienza e la disponibilità messa in campo. Voglio ringraziare per non essersi arrabbiati per come scherzosamente li ho rappresentati in questi racconti.(capito mio generale?)
Logicamente ho cercato di descrivere la vita più direttamente vissuta pertanto non me ne vogliano di chi ho parlato meno, però nel mio cuore siete tutti presentissimi in un ricordo indelebile

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(racconto delle vacanze:ultimo giorno)

E? in pratica l?ultimo giorno, anche se c?è ancora domani quasi per intero, poiché abbiamo l?aereo nel tardo pomeriggio!

Se ricordate, la scorsa puntata è finita con l?arrivo in un parcheggio per Camper di San Remo perché non avevamo trovato di meglio!
Le poche ore di sonno sono disturbate da un rumore continuo di macchine che per tutta la notte transitano nella strada vicino al parcheggio: scopriamo, la mattina, trattasi della famosa Aurelia!
Alle 7,30 sono sveglio, comunque!
Giusto in tempo per salutare l?equipaggio B che riparte diretto a casa senza altre tappe; noi, invece, abbiamo in programma di passare a trovare un mio carissimo amico, che non vedo da tantissimo tempo e che vive in un piccolo borgo (Lusuolo) in Lunigiana dove ha messo su un?attività di Bed &Breakfast.

Dopo non molto sono svegli anche gli altri. Il posto dove ci troviamo è proprio brutto! Non è possibile fare colazione in quelle condizioni e così, su ordine del generale, sposto il mezzo in un luogo poco distante da dove, almeno, si può vedere il mare.
Facciamo colazione con calma e poi ci mettiamo in viaggio perché la strada da fare è molta.

Arriviamo ad Aulla dopo le 14.
Massimo ci raggiunge poco fuori dell?autostrada e dopo i saluti affettuosi e le presentazioni ci accompagna al borgo.
Che dire, un posto delizioso! Poche case, pochissimi abitanti (d?inverno non più di 12??.), in alto in mezzo al verde. Una casa antica, bellissima, con un terrazzo da dove si può ammirare un bel panorama con un piccolo neo: l?autostrada passa poco sotto!
L?ospitalità di Massimo e della sua compagna è a dir poco favolosa!
Ci accoglie offrendoci un delizioso pranzo di cose preparate da lui, molto appetitose.
Gli anni sono passati, però l?affetto che c?è stato tra di noi (con me e con Annina) non si è perso affatto e riemerge in tutta la sua bellezza.
Ricordiamo le avventure vissute insieme a Roma; ricordiamo tutti gli altri amici, di alcuni non sappiamo più niente, di altri invece, sappiamo le varie vicende della vita: nessuno è esente da dolori vari!

Massimo ci racconta alcuni tratti della sua storia più recente, della scelta che ha fatto di lasciare dapprima il lavoro di tipografo e poi di barman in vari locali a Roma, ed infine l?idea di trasferirsi in questo piccolo borgo con la sua compagna.
Ci parla delle difficoltà dell?andare avanti con questa attività, in particolare l?inverno, quando non sono molti i visitatori.
Conosciamo la sua compagna Chicca, simpaticissima e disponibilissima come Massimo, d’altronde.
Il tempo passa veloce, ma uno sguardo alle antiche foto che ci ritraggono insieme, che lui custodisce gelosamente, non possiamo non darlo.
I Tranks ridono allegramente nel vedere me e l?Annina trenta e più anni fa.
Rivedersi giovani fa sempre un certo effetto!!

Arriva il momento dei saluti e della foto ricordo che pubblico, così potete conoscere anche voi Massimo e noi tutti!

Ci rimettiamo in viaggio non senza un sentimento di commozione per il momento vissuto.
Il viaggio di ritorno a casa è ancora lungo e ci alterniamo alla guida facendo pochissime soste per giungere a Vittorio Veneto in un orario accettabile! Infatti, intorno alle 21 siamo a casa!

Dopo un periodo abbastanza lungo di peregrinazioni varie, eccoci nuovamente al punto di partenza! Anche quest?anno le vacanze sono terminate!

(Se a qualcuno interessasse approfondire la conoscenza di questo piccolo borgo, scrivo i riferimenti:
Lusuolo-Mullazzo (MS) ? Massimo e Chicca – Tel. 0187493174- 3283691214 ? 3388802401.
Ci sarebbero anche dei riferimenti mail ma l?ultima volta il loro PC era fuori uso e quindi conviene telefonare e chiedere.).

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(racconto delle vacanze penultima puntata)

Siamo in questo delizioso paesino (Manosque) che avevamo appena intravisto all?inizio della vacanza.
Oggi abbiamo un po? di tempo in più per visitarlo.
I tempi per ogni equipaggio sono diversi:il generale e Stè aspettano la figlia Meg e Boris; Narci e Marina partono subito; dopo poco anche io e l?Annina, ci avviamo verso il centro del paese, chiuso alle macchine.
Percorriamo una serie di stradine con negozietti incantevoli, c?è animazione ma non confusione! Ogni tanto una piazzetta interna tra le case con deliziosi bar con tavolini fuori.
Giriamo per queste bellissime vie, visitiamo due chiese molto belle, poi entriamo in qualche negozio (in queste occasioni la speranza è sempre quella che non si trovi niente che piaccia!!!).
Dopo poco incontriamo Mari e Narci e così decidiamo di fermarci in uno di questi bellissimi bar.
Sedere al tavolino di un bar è una cosa che mi piace ma che non facciamo
mai se siamo soli, in compagnia invece è diverso!
Ci sediamo per un caffé ma ecco che al Narci viene il desiderio di assaggiare una famosa bevanda francese che si chiama Pastisse (anice ed
acqua fredda). Al solo sentire parlare di anice mi vengono i brividi erché è una di quelle poche cose che, per il solo odore, mi viene un fastidio terribile. Per fortuna che il Narci è un po? distante e l?odore dell?anice non giunge sino al mio naso. In prima mattina l?anice, brrrrrr!!
Io ordino il solito caffé, anche se so che sarà di pessima qualità!
Dopo poco ci raggiunge tutta la tribù Tranks con la bellissima Meg e il simpaticissimo Boris.
Dopo un po? di chiacchiere sugli usi e costumi francesi con l?aiuto di Boris, riprendiamo il giro per negozi.
Io e Stè tremiamo all?idea che il generale incoraggiata dall?aiuto Annina possano fare razzia di indumenti vari. Ogni volta che usciamo da un negozio senza nulla di fatto, un sospiro di sollievo, ci guardiamo speranzosi:anche qui niente!
Alla fine del giro, tra taglie non giuste, altre di non piena soddisfazione, qualche prezzo troppo alto i ?danni? sono limitati.
Non ci va altrettanto bene in pasticceria!
Le due golose, forse deluse dai pochi acquisti si sfogano nell?acquisto di dolci vari che poi però saremo tutti a mangiare.
L?idea che è stata pensata è quella di mangiare tutti insieme in uno dei bellissimi giardini che ci sono nel paese.

Una bella carbonara che orami sta diventando una tradizione nelle uscite dei due equipaggi ad un certo punto del viaggio.
Troviamo un posto adatto al pic-nic, uno spazio all?ombra di enormi platani munito di tavoli, acqua, bagni pubblici.
All?Annina, per tradizione, viene affidato l?impegnativo compito di preparare la carbonara.
La pasta viene cotta metà sul fornello di un camper e metà nell?altro, oltre un kilo di pasta per far fronte alla fame dei giovani e direi anche dei meno giovani e golosi/e.
Quando bolle l?acqua si sincronizzano gli orologi e si butta la pasta nelle due pentole nello stesso momento.
Poi all?ora ?X? controllata da un controllore certificato si scola in contemporanea la pasta e dal camper dell?equipaggio B si trasporta, con la scorta, la pasta nel camper dell?equipaggio A dove l?Annina ha preparato il condimento.
Il risultato ci sembra soddisfacente tutti attendono affamati e posizionati in due tavoli vicini.
Si fanno i piatti velocemente per non far raffreddare la pasta. Si augura il buon appetito (di per sé l?appetito era già buono anche senza l?augurio comunque?) e le forchette iniziano a lavorare con vigore.
Il silenzio scende sulla festosa brigata! Qualche piccolo rumorino è dovuto solo al lavorio interrotto delle ganasce! Che in certe occasioni diventano quattro,ed infatti il noto proverbio: mangia a quattro ganasce!
Poi dopo una serie di forchettate un timido brusio che si amplifica man mano che passa il tempo:ammazza quanta è buona sta carbonara! Complimenti alla cuoca!

Anche quest?anno la carbonara è stata all?altezza della situazione.
Dopo aver bloccato la fame riprendono i discorsi in allegria e si continua consumando salsicce in padella cotte con vino bianco (la Sabi);bocconcini di pollo alla panna e verdure in padella (Marina). Il tutto innaffiato da un prosecco ed un pecorino (vino abruzzese sfoderato dal Narci;poi sidro fresco (Stè) e così via in allegria!
Il tempo passa velocemente, la Meg deve andare a lavoro e così ci si saluta ed il generale e lo Ste l?accompagnano.
Io e Narci intanto ci dedichiamo a rifornire il suo camper. Poi, al ritorno del generale facciamo tutti la doccia e scarichiamo e riforniamo l’altro camper.
Non facciamo in tempo a finire di raccogliere tutto che inizia un temporale estivo di forte intensità che ci accompagnerà per un bel pezzo di strada.
Riprendiamo il viaggio mesti per il dolore di aver lasciato la Meg e Boris e per il fatto che orami ci riavviamo verso casa, la vacanza è alla fine.

Alla guida il generale a fianco lo Stè, che si appennica poco dopo e così pure l?Annina. Io non riesco a dormire neanche la notte figuriamoci il giorno e così mi metto a fare una cosa utile per tutta la comunità:pulire i fagiolini.
Usciti da Manosque, dopo poco, smette di piovere ed il viaggio prosegue tranquillamente.
Tutti dormono all?infuori di me e del generale alla guida.
Dopo un bel po? qualcuno si desta, io intanto ho finito di pulire i fagiolini e mi guardo intorno.
Qualcuno non si ritrova con le indicazioni della strada ed inizia a fare domande del tipo ?dove siamo??. “Non mi sembra la strada giusta? ecc.. In breve ci rendiamo conto che abbiamo sbagliato strada e stiamo andando verso Marsiglia anziché verso Nizza!
Il generale stenta a crederci, non se ne capacita, eppure era lei alla guida! (meno male, siamo salvi, pensa se avesse sbagliato uno di noi!!BRRRRRRRRR)
Ma quello è, anche i Q”grandi ” sbagliano!
L?uscita di Marsiglia si avvicina inesorabilmente!!
Questo fatto desta tutti definitivamente e l?Annina si mette alla carta stradale per tentare di trovare una soluzione che in qualche modo non ci faccia tornare indietro completamente e ci riconduca sulla giusta via!
Individuiamo una strada alternativa per poi riprendere l?autostrada molto più avanti!

Da questo momento in poi inizieranno una serie di disavventure che ci preoccuperanno e ci faranno ridere a crepapelle!

Iniziamo questo interminabile tragitto per andare a riprendere l?autostrada direzione Nizza.
L?idea sarebbe di resistere sino ad arrivare a Cannes per fare tappa!

Mai idea fu più infelice!! !

Arriviamo a Cannes e ci impegniamo con tutti noi stessi nella ricerca di un posto dove fermarsi!

Un?idea malsana anche questa! !

Non un buco, non un piccolo spazio dove poter fermare il camper e fare un giro.
Passiamo al centro di Cannes dove ci sono tutti i grandi alberghi sulla Croiset. Niente, nessun parcheggio, manco a pagarlo oro!
Una confusione estrema!
Allora decidiamo di uscire e tentare fuori dal centro città.
Niente non c?è verso neanche fuori!
L?unico parcheggio che troviamo è quello di un supermercato vicinissimo ad una superstrada.
E? ora di cena e, non trovando di meglio, ci fermiamo per la cena.
Siamo stanchi,è tardi! Abbiamo fame, ed è bene riposare!
Ancora prima di iniziare a mangiare iniziamo a pensare che il posto dove siamo fermi, con il rumore proveniente dalla strada, non è adatto per passare la notte così, mangiamo velocemente e riprendiamo il peregrinare. (Gli Ebrei sotto la guida di Mosè hanno trovato prima di noi la terra promessa!!).
Proviamo più avanti a CAP D?Antibes!

Oggi non ne imbrocchiamo una! !

Eccoci nuovamente in viaggio alla guida lo Ste!
Arriviamo in questo posto che, a detta di molti, è molto bello, noi tutto guardiamo all?infuori del panorama, ci interessa uno spazio adatto per passare la notte.
Gira e rigira; gira e rigira. Niente! Neanche un foro!
Dopo diversi giri troviamo una strada che ci sembra un po? tranquilla verso l?esterno del paese. Andiamo avanti ad esplorare la zona con il camper più piccolo per non mettere in difficoltà con le manovre difficili l?equipaggio ?B? che ha un camper più grande. Il posto potrebbe andare bene. Torniamo indietro festosi e vediamo i Narci che stanno parlando con due persone. Arriviamo tutti sorridenti e rilassati per comunicare la buona notizia e scopriamo che queste due persone stannoo dicendo che quella zona non è raccomandabile per la sosta perché c?è una banda che rapina i camper e non solo. I Narci li vediamo intimoriti e convinti a non rimanere. Noi molto meno anche perché ci sembrava l?unica soluzione dopo tanto vagare.
Rassegnati riprendiamo la ricerca!
Tra il tanto girare ci sembra di aver perso l?orientamento e così la prima strada che ci si presenta davanti la imbocchiamo senza renderci bene conto della situazione (strada molto stretta che si incunea in mezzo a delle case antiche).
Andiamo avanti per po? poi, ad un certo punto, la strada sembra finire davanti ad una pensilina sotto la quale ci sono dei tavolini con persone tranquillamente sedute, non si vede altro se non qualche macchina parcheggiata a lato!
Il gelo cade su d noi!
Nella mia mente già mi prefiguro una scena tra il ridicolo ed il tragico: come chiedere alle persone di spostarsi per farci passare?
Quando il panico inizia a diffondersi tra di noi perchè non riusciamo a vedere una via d?uscita, alzo lo sguardo e vedo tra le macchine parcheggiate, sulla destra un possibile passaggio anche se molto stretto. Facciamo manovra e iniziamo questo lento cammino tra le macchine parcheggiate da un lato ed il muro dall?altro! Ci si entra al millimetro! I nostri due autisti, lo Stè e la Marina sono abilissimi!
Neanche finiamo questo breve tratto di strada, che ci permette di scavalcare i tavolini del bar, che vediamo in lontananza un cartello con un limite di acceso per l?altezza!
Nuovo gelo!
Lo Stè con voce roca, da ultima spiaggia, pronuncia una frase storica: o qui a sinistra c?è una strada che ci porta fuori o siamo nella merda!! Così dicendo svolta a sinistra e ci troviamo con il muro di una casa davanti: siamo nella merda!!
Panico e terrore assoluto! E Adesso? Siamo in una posizione che non riusciamo ad andare avanti e neanche a tornare indietro e blocchiamo il traffico!
La forza della disperazione mi fa scendere e correre in avanti per vedere se c?è un’altra soluzione!
Corro, sono allenato, e così vedo che sulla destra c?è una strada che va in salita al culmine della salita c?è una sbarra che limita l?altezza ma, miracolo, è alzata!
Torno indietro e vedo che anche gli altri avevano attinto informazioni. Non abbiamo altra scelta che proseguire per l?unica strada possibile.
Cerchiamo di muoverci velocemente perché già, le macchine dietro, iniziano a suonare. Prendiamo la strada in salita! E? molto stretta, ed un pensiero preoccupato va all?equipaggio ?B?; immaginiamo la Marina che guida concentrata ed il Narci intento alle imprecazioni!
Stè imperterrito, con la forza della disperazione va avanti cercando di fare attenzione a non urtare lateralmente.
Lo spettacolo sarebbe bellissimo se la fifa non si fosse impadronito di noi non sapendo che fine avremmo fatto!! Stiamo passando in una stradina che costeggia il mare da un lato e dall?altro le case. C?è una splendida luna che si riflette sul mare con un colore meraviglioso. Proseguiamo lentamente, ognuno con nel cuore la speranza che questo incubo finisca al più presto.
Poi,finalmente la strada sembra allargarsi, siamo usciti dalla zona antica e ci ritroviamo dove eravamo entrati!
Appena la strada lo rende possibile ci fermiamo a riprendere fiato!
Una fifa del genere non l?avevano mai provata i nostri camperisti nel loro lungo peregrinare per le vie del mondo.
La nostra fantasia, il nostro coraggio, sono stati messi alla prova!
Avevamo immaginato le conseguenze più terribili ed angoscianti: traffico bloccato! Intervento dei gendarmi! Ricorso all?elicottero per tirarci fuori da quel caos; arresto per interruzione di pubblico servizio e così via!

Il nervosismo procura anche tanta ilarità e così per scaricarci, giù risate ripensando alle varie scene vissute ed ai ?rosari? detti dal Narci in quella situazione di emergenza.
Siamo così contenti di averla scampata dalla disastrosa situazione che non facciamo altro che ridere!
Abbiamo capito alla fine che in quella zona un posto tranquillo sarebbe stato impossibile trovarlo!
Anche se è già tardi decidiamo di riprendere l?autostrada e di fermarci a dormire in un area di servizio.

Scopriremo a nostre spese che anche questa speranza non si verificherà.

Stè è così su di giri che non ha timore di continuare a guidare nonostante sia quasi mezzanotte.

Riprendiamo il viaggio.

Speriamo di riuscire a fermarsi nella prima area di servizio anche se non è molto vicina.
Passiamo la prima: piena zeppa di camion.
Andiamo alla successiva:chiusa per lavori!
Siamo proprio messi malissimo.
Oramai puntiamo direttamente verso un Camper Service conosciuto dal generale, fuori San Remo.
Ci dirigiamo in quella direzione sperando di riuscire a dormire qualche ora prima che faccia giorno.
Finalmente usciamo dall?autostrada e, dopo una serie interminabile di tornanti, scendiamo in questo posto che è pieno di camper.
Riusciamo a trovare un posto alla meno peggio e, finalmente, quasi alle tre del mattino ci mettiamo a dormire!
Siamo stravolti dalla stanchezza al punto che faccio fatica a prendere sonno.

Una serie interminabile di situazioni negative sono venute a sommarsi tutte insieme e ci ha provati nello spirito e nel fisico!

Però ce l?abbiamo fatta a superare tutte le avversità, senza scoraggiarci!

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Conosco un artista che vorrei far conoscere anche a voi.
Si chiama Remo Rapone.
Remo è, innanzitutto, un frate Francescano, un uomo di Dio, poi un pittore, scultore, realizzatore di mosaici ecc..
Un artista completo!
Il suo, è uno stile moderno, semplice, vivo nei colori e profondissimo nei significati.

L?artista, nella pittura ha un tratto particolare che lo caratterizza:un semplice segno che riproduce un uomo disegnato dagli uomini primitivi ritrovato sulle pareti di alcune grotte.

Mi sembra di capire (spero che sia lui stesso, conoscendo da poco questo mio spazio, a spiegare bene) che, la semplicità, unita ad un costante impegno per ricercarla, sia per l?uomo un impegno importante tale da pervadere tutte le azioni del vivere di ogni giorno!

Il segno, inoltre, mi sembra voglia identificare la presenza costante dell?uomo su questa terra come elemento centrale e fondamentale del creato.

Ha realizzato diverse opere, se vi interessa potete andare a vederle sul suo sito:

http://www.rapone.it/

L?ultima sua opera è una scultura su tufo, ve ne mostro la foto.

Riferimenti: Scultura in fase di completamento.

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(diario delle vacanze, ancora qualche puntata)
Svegliarsi questa mattina e godere dello spettacolo dell?alba in questa immensa valle è una sensazione indescrivibile.
Il sole lentamente si alza da dietro i monti, si libera dalla morsa della notte e prosegue il suo cammino nel cielo per illuminare e scaldare.
L?alba, è un fenomeno della natura al quale non facciamo più caso, presi come siamo, sin dal mattino dalla frenesia del lavoro e dalle mille cose da fare.
In vacanza forse possiamo recuperare una parte degli spettacoli che ci perdiamo durante l?anno soprattutto quando ci troviamo in posti dove è possibile farlo.
L?unico problema è quello di svegliarsi presto!
Tante situazioni, tanti gesti, che ripetiamo ogni giorno non facciamo più caso ma, sono utili, importanti, perché ogni giorno, anche se sembra uguale a se stesso, è sempre diverso ed unico.
Forse ieri non avevo parlato del mio mal di schiena che ad un certo punto è spuntato ed ha condizionato il pomeriggio, oggi non è diminuito però, per fortuna, non è neanche aumentato. Provo a fare degli esercizi che dovrebbero servire a sciogliere la contrattura.
Ieri sera, nel briefing notturno delle 22,30, si è deciso di tagliare alcune tappe che avevamo previsto per oggi e puntare decisamente verso Manosque, dove siamo stati all?inizio della vacanza dalla Meg (figlia del generale). Il proposito è quello di arrivarci già da questa sera, anche se i chilometri che dobbiamo percorrere sono molti.
Oramai la vacanza volge al termine ancora un paio di giorni e poi giovedì l?aereo per tornare a Roma.
Facciamo un?abbondante colazione, come al solito, la novità di oggi è che ieri abbiamo comperato il The sfuso come piace ai Tranks e questo è certamente qualche cosa che mette di buonumore sia il generale che il soldato semplice Stè!
Come primo impegno del giorno è la funzione SSC (svuotare acque grigie, svuotare acque nere, caricare acqua potabile). La guida del generale indica un Camper Service vicino alla stazione di Quillant.
Lo troviamo quasi subito anche se rimaniamo un po? delusi perché non è un gran che, abituati come siamo da giorni a posti molto meglio attrezzati. Comunque è gratis e quindi ci accontentiamo. C?è un solo rubinetto per il carico dell?acqua e la pressione è bassa. Mentre noi maschietti (relegati a ruolo di bassa manovalanza) facciamo tutte queste operazioni le femminucce (generali)ne approfittano per andare a trovare un supermercato ed approvvigionarsi delle cibarie. Riprendiamo il viaggio, non prima di aver bevuto un buon caffé, con l?intento di fermarci solo per riposare all?ora del pranzo, visto che dobbiamo fare almeno 170 km.
Attraversiamo, anche in questa occasione, un territorio al quale siamo quasi abituati ma che ci colpisce sempre:vigneti, campi di grano, granturco, boschi, deliziosi paesini e poi il bellissimo e suggestivo canale du midi. Trattasi di canale d?acqua non molto largo che scorre tra una interminabile fila di platani.
Ogni tanto vediamo dei grandi barconi che avanzano lentamente con a bordo persone che prendono il sole, leggono, prendono l?aperitivo ecc. Il generale che è sempre informatissimo (se no che generale sarebbe) ci spiega che c?è la possibilità di affittare un barcone munito di cucina e camere da letto e navigare per km, fermandosi dove si vuole nei pressi di paesini che sono possibili visitare anche con l?ausilio di biciclette che sono in dotazione alla barca.
Tutti iniziamo ad immaginare come sarebbe bello fare un viaggio simile e che ne parliamo a fa, ecco che il generale e l?aiutante iniziano a sognare e progettare un viaggio.
Per il pranzo è d?obbligo fermarsi lungo le rive di questo canale, ed infatti poco dopo troviamo un bellissimo ed ombreggiato posto vicinissimo al canale e sotto l?ombra. Il generale manovra il camper in modo che possiamo mangiare con la finestra che guarda il canale.
Anche questa è una di quelle cose meravigliose che è possibile fare con il camper.
Mentre pranziamo vediamo passare questi barconi che lentamente e silenziosamente (motori al minimo) risalgono il canale.
Il posto è cosi bello e suggestivo , riposante che preferiamo rimanere ancora un po? anziché ripartire subito per andare a visitare un altro posto che ci ha indicato il generale e che comunque ci farebbe perdere tempo, non si può vedere tutto.
Alle 16,30 ripartiamo puntuali per andare a prendere l?autostrada verso Nimens.
Fa caldo, non siamo più abituati, dopo i venticelli freschi dei giorni passati.
Ad un certo punto sull?autostrada troviamo uno di quei cartelli luminosi che indica:
uscita obbligatoria a Nimens.
Accidenti, deve essere successo qualche cosa di grosso.
E adesso?
Non ci si perde d?animo e con l?aiuto della cartina e la consulenza del generale si studiamo un percorso alternativo. E così usciamo dall?autostrada prima che inizi la fila che l?uscita obbligatoria, genera, meno male!!
Prendiamo strade alternative all?autostrada e dobbiamo fare attenzione alle numerose indicazioni per cercare di non sbagliare.
L?esigenza è anche quella di finire di fare la spesa e di fare gasolio;in Francia abbiamo notato che ogni grande supermercato è dotato di un distributore con prezzi concorrenziali. Nel piazzale del supermercato decidiamo di mangiare un panino al volo e ripartire visto che l?uscita dall?autostrada ci ha fatto perdere tempo.
Intanto si fa buio e seguire le indicazioni diventa più difficoltoso ma ce la caviamo egregiamente.
Continuiamo il viaggio ed ogni tanto ci conduciamo qualche genere di conforto: biscotti, succhi di frutta, birra.
La strada presenta continue curve e questo riduce ulteriormente la velocità. L?ultimo tratto è un continuo saliscendi ma, alle 22,30 arriviamo finalmente a Manosque ed in poco tempo troviamo l?area camping che avevamo visto sulla guida.
Siamo un po? stanchi ma felici di avercela fatta, nonostante qualche imprevisto, in tempi accettabili.

Per concludere la serata ecco che il generale estrae dal frigorifero un ?ogiva? (termine coniato dal generale per indicare un delizioso melone bianco che, appunto ha la forma di una ogiva).
Ci disseta e ci rinfresca, era proprio quello che desideravamo!!
Il generale è impareggiabile!
Allegramente ci prepariamo per la notte, domani un altro giorno ci attende!

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Nelle mie lunghe disquisizioni nel trattare i rapporti di coppia ho coniato diverse sigle come abbreviazioni di concetti molto profondi e difficili:

A.V.E.= Amore-Volontà-Eroismo

I.S.D.-C.C.C.=Impegno-Sacrificio-Dedizione
Comprensione-Condivisione-Costanza

Da qualche giorno, in seguito ad una serie di riflessioni e ragionamenti, provocati da difficoltà di alcune coppie intorno il pensiero si è soffermato su altre parole quali : dono, accoglienza, responsabilità, entusiasmo!

Più elaboro il pensiero e più mi sembra che queste parole esprimono concetti molto importanti, sono, o dovrebbero essere, capisaldi fondamentali nel rapporto di coppia!

Mi è apparso chiarissimo come la coppia deve rapportarsi secondo queste direttrici.
Ovvero incanalarsi in una via, ai lati della quale, a mo? di protezione, come un gard-rail che evita di uscire fuori strada, ci sono questi baluardi protettivi.

Accogliersi e donarsi, con il massimo impegno ma, comunque, con le caratteristiche naturali di ognuno (positive e negative) miscelate in una percentuale tale che la combinazione che ne scaturisce forma una miscela perfetta a beneficio di ambedue, della coppia!

Accogliere l?altro/a così com?è, con i suoi limiti e con i suoi pregi!
Donare tutto quello che si è, tutto quello che si ha, in modo che la coppia diventi sempre di più un?anima sola, un solo corpo.

L?impegno al dono, ed all?accoglienza, va messo in campo, si dall?inizio e deve durare per tutta la vita, da rinnovare ogni giorno non lasciandosi ?catturare? dalla ripetitività, dalla routine.

E poi la famosa responsabilità che ci ha fatto prendere sulle spalle un impegno con l?altra/o e che dovrebbe sostenere l?impegno a prendere sulle spalle le situazioni aiutandoci a portarle avanti senza che ne rimaniamo schiacciati!

Infine, come una ciliegina sulla torta, l?entusiasmo nello stare insieme che dovrebbe essere coltivato e rinnovato periodicamente.

Realizzare quanto detto è un impegno estremamente difficoltoso per i motivi che facilmente possiamo comprendere; in particolare il bisogno continuo che abbiamo di essere amati, accolti, che non ci porta a cercare di soddisfare per primi il bisogni che ha l?altra/o. Questo atteggiamento dell?aspettarsi che sia l?altro/a a fare il primo passo porta inevitabilmente a ripicche, i musi lunghi, insoddisfazione con tutto quello che ne consegue.
Se poi consideriamo che in ognuno di noi è sempre fortissima la spinta alla ricerca del proprio tornaconto, della soddisfazione dei propri desideri, anche a scapito dell?altro/a;
se consideriamo che la vita non fa sconti a nessuno e quindi le difficoltà personali di lavoro, di salute sono sempre presenti ;
se consideriamo che a volte quando si soffre si tende a chiudersi nel proprio dolore nella propria insoddisfazione;
ecco che il quadro si completa perché si addebita all?altro/a la colpa del proprio star male.
E quindi viene immediato il giudizio, la ripicca, l?incomprensione!
L?insoddisfazione diventa costante! Invece di porre l?attenzione alla responsabilità presa dall?inizio; invece di andare a reperire un po? di entusiasmo che aiuta a ricominciare, ecco che permettiamo che si instauri nel nostro cuore una sensazione di crisi. La crisi è come un infezione che si instaura nel nostro corpo umano e, se non curata da subito, piano piano, infetta tutti gli organi e l?unica soluzione diventa chirurgica: la separazione!

La separazione di due entità distinte e diverse che però si erano promessi amore eterno!

Voi pensate che quando si interviene chirurgicamente le cose restino come prima?
Certamente la vita riprende a scorrere ma la cicatrice del taglio rimarrà per sempre!

Mai arrivare a questi estremi: prevenire, curare potrebbe essere un altro motto che sottintende un impegno di ambedue.

Inserisco un ultimo elemento:
tutto e dico tutto deve essere fatto con l?impegno di ambedue! Nella coppia l?impegno di uno solo può andare bene per un certo periodo ma, poi, deve riprendere la reciprocità dell?amore che va e che ritorna!

Per concludere dico a me stesso ed a tutti quelli che leggeranno di non fermarsi ma di cercare sempre di:D.A.R.E.

Riferimenti: Foto mia.

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Quando il software si “impalla” ecco il ricorso ai vecchi sistemi per… allontanare la iella!!

L?espediente di un collega per far quadrare una contabilità?difficile!!

Il bello è, che ha funzionato, dopo settimane di altri tentativi!!

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(continua il racconto delle vacanze)

La notte è stata tranquilla, nessun rumore ha disturbato il riposo.
Contrariamente a quanto dovrebbe avvenire, quando sono molto stanco dormo meno, ed in fatti, alle 5 ho già gli occhi aperti.
Cerco di richiuderli non potendo alzarmi per non svegliare tutti gli altri.
Nel parcheggio dove abbiamo passato la notte c?è una grande tranquillità forse perché è domenica.
Alle 7,30 è sveglio anche Stè, mi dice che ieri sera aveva scoperto, lì vicino, una Boulangerie. Esco faccio pochi passi ed è proprio come mi ha detto, così mi approvvigiono di pane fresco e di cornetti caldi per tutti e due gli equipaggi. Faccio un giro nel paese ancora semiaddormentato, noto la facciata di una chiesa, mi avvicino e scopro che è dell?XI secolo in stile romanico, molto bella sia fuori che dentro. Cerco l?orario delle messe, c?è né una alle ore 8,30. Torno al camper e porto la notizia a chi può essere interessato.
Tra di noi c?è la libertà di credere e di non credere, di andare e non andare! Andiamo io e l?Annina in rappresentanza di tutti!
Gli altri, comunque vengono a visitare la chiesa. Finita la visita c?è poco altro da vedere e quindi possiamo ripartire.
La stanchezza di ieri non è stata del tutto smaltita e questo si nota dalla diminuita pazienza degli uni verso gli altri, forse sarebbe bene riposare ancora un po?.
Il clima tra di noi è più importante di tutta la vacanza,di tutte le cose belle che si possono visitare, oserei dire è la vacanza stessa!

E così ci fermiamo in un piccolo paesino S. LIZIER segnalato dalla cartellonistica come centro di interesse artistico.
In effetti ha una bellissima chiesa ed un ex palazzo vescovile.
Durante la visita si percepisce nell?atteggiamento di qualcuno la tensione accumulata e qualche atteggiamento di reazione esagerata ma, lentamente la tensione si allenta.
Per stimolare ed accelerare questo rilassamento cosa c?è di meglio di una buona spaghettata aglio olio e peperoncino? Così ci adoperiamo affinché il momento del pranzo sia come sempre un momento rilassante e gioioso.
Dopo pranzo, al fresco dei platani, nel parcheggio che abbiamo trovato consumiamo un altro momento di riposo e di rilassamento. Poi, sul tardi ripartiamo direzione FOIX.
Mentre ci avviciniamo intravediamo da lontano un castello ergersi su uno sperone roccioso e dominare tutta la piana circostante.
Entriamo nel paese sottostante e cerchiamo un parcheggio che riusciamo a trovare facilmente (questo fatto a distanza di tempo e considerando che in Italia non se ne trova uno neanche a pagarlo, mi stupisce ancora a distanza di tempo)e ì ci avviamo per visitare il castello.
Il parcheggio è ubicato al limitare del paese, quindi attraversando la strada siamo già nel centro abitato sottostante il castello. Dapprima la strada è in leggera salita per poi farsi sempre più ripida. Quando ci rendiamo conto che il tratto finale è ripidissimo ?ce se fa scura la vista? (ci viene un attimo di mancamento) come se dice a Roma! Abbiamo nelle gambe ancora la salita di ieri però, sino ad adesso non ci siamo tirati indietro di fronte a niente e quindi ci rassegniamo ed arranchiamo sino all?ingresso! Per la visita, manco a dirlo, si paga!
Appena entrati ed iniziamo a salire su una delle torri ci rendiamo conto che c?è ben poco da vedere se non il panorama dall?alto.
Per salire si percorre una strettissima scala a chiocciola, in ogni piano della torre si apre una grande stanza con all?interno vari allestimenti: armature; particolari costruttivi delle case del paese; descrizione della costruzione delle torri e poco altro ancora.
Sopra la torre il panorama è molto bello si vede tutto il paese sottostante ed i monti in lontananza. Una cosa mi colpisce: non c?è nessun tipo di protezione tra un merlo e l?altro,ci si può avvicinare con una facilità estrema e cadere sotto senza difficoltà. Mi viene un fortissimo disagio, e non mi avvicino, eppure non soffro di vertigini! Comunque, a parte le mie sensazioni è assolutamente pericoloso, mi viene da pensare ai bambini!
Visto che siamo lì visitiamo velocemente anche la seconda torre più bassa e poi riscendiamo un po? delusi e cerchiamo di riprenderci visitando il borgo sottostante. Ci consoliamo cercando di scattare un po? di foto anche se la luce non è delle migliori.
Ripartiamo alle 19,30 con l?intenzione di fare altra strada prima di fermarsi per la notte, questa sera vorremmo cercare di non cenare tardi!
Dopo un?oretta di viaggio, lungo la strada, troviamo un?area di pic-nic come se ne incontrano tante lungo le strade francesi. E? un po? in alto e, da dove siamo, si domina una vallata bellissima alla fine della quale le montagne. E? uno spettacolo incantevole reso ancora più bello dal bellissimo tramonto del sole.
Ceniamo con la vista di questo spettacolo della natura. Situazione questa che solo con il camper si può apprezzare.
Si conclude così una giornata un po? diversa dalle altre perché la stanchezza ha creato qualche piccolo momento di tensione, sarebbe stato strano se non fosse successo.
La cosa bella è che c?è la possibilità di ricominciare, e tutto diventa più bello.


Riferimenti: Foto mie.

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Con nel cuore una fortissima emozione mi accingo a tentare di raccontare cosa è avvenuto ieri sera in questo piccolo teatro di Bagni a Ripoli, alle porte di Firenze!

Tanta gente nel piccolo teatro all?Antella, sicuramente troppo piccolo per contenere tutte le persone che conoscevano Franco e che gli erano affezionati.
Qui, questa sera, tutto parla di lui, tutti parlano di lui: ognuno ha un ricordo personale importante, ad ognuno ha dato un pezzetto del suo immenso cuore!
C?erano le persone cosiddette famose, registi, attori, e poi c?era la gente comune, gli amici che in qualche modo gravitavano intorno al teatro e non, c?era la mamma ed un fratello ,sino alla sua carissima vicina di casa di Firenze che lui considerava la ?mamma fiorentina?.

Tutti insieme lì unicamente per ricordare, rivivere, rinnovare con la propria presenza un grazie grande a Franco per essere stato e per esserci ancora, nell?impegno a tenere sempre vivo questo ricordo.

Il piccolo teatro, già alle 20,30, era pieno. Noi, piccola delegazione del suo paese di nascita, ci mischiamo tra la folla. Rivedo alcuni volti di persone conosciute, grazie a Franco, tantissimi anni fa; il tempo è passato e si nota dai volti ma, per il fatto di essere lì, significa che Franco in qualche modo, in tutti questi anni, ci ha tenuti uniti.

Alle 21 si deve iniziare ma la gente continua ad arrivare ed è necessario aggiungere sedie ed aprire una piccola balconata in alto.

Presenta la serata uno dei fratelli Frazzi, Antonio, un regista che ha conosciuto Franco sin dagli inizi della sua carriera.
Dopo un breve saluto passa la parola al presidente dell?associazione ?Franco Di Francescantonio?, la signora Alessandra Povia Valdimiro che ha conosciuto Franco quando, 22 anni fa, ha iniziato la sua carriera a Firenze. Lei, come insegnante in liceo, ha invitato più volte Franco a fare lezione ai suoi allievi.
Spiega che lo scopo della serata è ricordare FRANCO e quindi di presentare l?associazione.
Lo scopo di questa associazione vuole essere quella di ?annullare? l?assenza di Franco creando un archivio che sia lievito per tanti giovani che lo conoscevano e che lo conosceranno.
Non è facile recuperare il materiale che parli di lui perché, come ogni uomo grande, era profondamente umile ed non ha mai pensato di mettere da parte, di conservare tante sue cose.

Franco era un artista completo (attore, ballerino, mimo, cantante) e deve essere conosciuto e fare da lievito per le nuove generazioni.

Interviene anche il sindaco di Bagni a Ripoli che dimostra tutta la sua gioia di mettere a disposizione il teatro ed i locali del teatro per l?associazione.
Anche il sindaco racconta ciò che gli ha permesso di conoscere Franco come artista e come uomo. Anche lui sottolinea la grande capacità di Franco di avvicinare e di entusiasmare i giovani. Afferma che lo scopo della serata non è certamente celebrare qualcuno che non c?è più ma iniziare qualcosa che si deve sviluppare per tenerne vivo il ricordo.

La parola ritorna ad Antonio Frazzi che presenta come si svolgerà la serata. Verrà proiettata la registrazione video di un?intervista fatta a Franco da una ragazza che ha preparato la sua tesi di laurea su di lui, quando era ancora vivo, fatto del tutto eccezionale visto che in genere cose simili si fanno quando l?artista è morto.
L?intervista sarà frammezzata da testimonianze di persone che hanno lavorato con lui.

Si spengono le luci! Parte il filmato, ed ecco le immagini di Franco, la sua calda e penetrante voce!

La commozione si percepisce tangibile in tutti. La sala cala in un silenzio profondissimo. L?attenzione di tutti è fortissima. Franco che parla di sé, delle sue origini, degli inizi della sua carriera.

Ascoltiamo tutti con una profonda ammirazione quanto dice, con spontaneità e naturalezza. Io, che lo conoscevo così bene, mi rendo conto quanto gli sia costato mettersi così in evidenza. Parlare di se stesso seduto in una poltrona, come in genere fanno i grandi personaggi, penso gli sia costato, e penso anche che lo abbia fatto unicamente per voler bene a chi glielo ha chiesto. Meno male, così possiamo avere di lui una testimonianza video importante.

Alcune considerazioni fatte da Antonio Frazzi dopo il primo brano dell?intervista:

-Franco aveva il dono della parola
-Franco non entrava nel personaggio, era il personaggio che diventava Franco (affermazione questa che da sola dovrebbe essere approfondita con una nuova tesi)
-Franco è stato un grandissimo perfezionista nel suo lavoro.

Ascoltiamo un pezzettino registrato in voce quando lui recitava con i GIANCATTIVI insieme ad Alessandro Benvenuti ed Athina Cenci. Un pezzettino divertentissimo che fa sorridere tutti..

Sarebbe dovuto essere presente alla serata anche Alessandro Benvenuti ma un guasto alla macchina, poco fuori Roma, lo ha bloccato; tuttavia, si riesce comunque a collegarsi con lui telefonicamente. E? un momento molto bello di emozioni e ricordi!

Vediamo un altro spezzone dell?intervista.

Viene chiamato a parlare di Franco il regista Beppe Menegatti , il marito di Carla Fracci.

Parole intense le sue:
?Franco era un uomo buono?!
Franco era un inventore, e come tale avrebbe dovuto avere di più, avrebbe dovuto avere più mezzi per riuscire ad esprimere con tranquillità le sue invenzioni!

Una forte emozione traspare dalla voce, mentre parla da tecnico del teatro ed esprime tutto il suo apprezzamento umano ed artistico.

Terza parte del video.

In questa parte emerge in modo inequivocabile la usa personalità umano artistica: ?Non mi piace, stare comodo, non mi piacciono le ?poltrone?, preferisco stare scomodo?.
Sono stato sempre un tipo scomodo.
Ecco perché non si è mai ?accomodato? nel cercare le cose lo facessero apparire agli occhi del grande pubblico, non ha mi cercato la notorietà ?comoda? della TV o del cinema (lo dice più avanti nel corso dell?intervista) ed ha preferito sempre la vita scomoda del teatro.

Parla di lui il coreografo e regista Micha Van Hoecke

Lui esordisce dicendo:? Per me Franco è un modello? (affermazione che da sola esprime tutto il valore artistico ed umano di Franco).
Era un perfezionista nel creare cose nuove. La sua presenza di attore in un gruppo di ballerini faceva in modo che i danzatori diventassero intelligenti. Era molto amato dai ballerini, pur essendo lui un attore, con i quali trovava un rapporto umano artistico che non aveva uguali.
Franco era un artista raro perché aveva in sè delle capacità che non sempre si trovano negli attori: sapeva ballare,cantare con una voce calda profonda, sapeva mimare e tanto altro.

Tommasella Calvisi, un?amica, una sorella, canta in onore di Franco una ninna nanna in sardo che tanto gli piaceva.
Un?emozione da brivido in tutti per la bravura e l?intensità!

E? il momento del ricordo del regista ed amico di Franco, lo spagnolo Juan Ollé.
Franco ha recitato anche in spagnolo, e Juan ricorda come per un attore recitare in una lingua non propria non sia cosa facile: Franco ci è riuscito, ha strappato applausi ed ha fatto innamorare gli spagnoli.
Franco è stato un maestro per molti giovani.
E così a sorpresa viene chiamato Jordy Mollà, un ex-giovane allievo di Franco poi diventato un grande attore (l?interprete di Sant? Antonio di Padova, film nel quale anche Franco ha fatto una parte).
Lui racconta di come Franco era sempre disponibile, di come, nelle ultime settimane di vita, dovesse girare alcune scene del film e non si sia tirato indietro ed afferma? con molta forza? anche ?.alla morte.

Espressione intensa che ha colpito tutti noi per quanto era vera. La sua disponibilità era ben oltre ogni considerazione umana, lui prima ti accoglieva, ti capiva e poi era tutto per te!

Quarta parte dell?intervista (parla della televisione e del cinema)

?La televisione è triste!Ho fatto poche esperienze perché la considero una cosa triste, che mi sta stretta. ?
Dice come gli piaceva ricordare quei piccoli momenti che rendono felici, come uno sguardo.

?Il cinema mi piace molto andarlo a vedere?. Dice come per lui il cinema è misterioso e farlo sarebbe come svelare questo mistero e quindi perdere una magia così grande.

Una splendida canzone francese suonata e cantata dai suoi amici musicisti.

Viene proiettata l?ultima parte dell?intervista.

E? davvero molto intensa e vi traspare tutta la sua umiltà e la sua grandezza.
Dice che non gli sembrava di avere molto da insegnare ma sente che deve sempre imparare da tutti, anche dai bambini ai quali ha fatto tante volte lezione.
Afferma che ognuno ha il suo metodo che va scoperto ed aiutato ad emergere. Lui, più che un professore, si sentiva un maestro, che poteva appunto aiutare a far emergere il talento insito in ognuno.

Parla poi di alcune persone dalle quali ha appreso tanto.
Parla di Gabriella Bartolomei, di Tommasella Calvisi e di qualche altro.

Si rammarica per il fatto che forse gli è mancato il contatto con la scrittura, anche se ha conosciuto uno scrittore e con lui ha cercato di scrivere qualche cosa .
Conclude affermando la sua grande passione, il suo grande amore per il teatro.

E poi parla dell?importanza dello stupore, dell?importanza di stupirsi sempre : ?finché riesco a stupirmi sono salvo!?

La serata volge al termine e non poteva mancare un ricordo bellissimo per la signora vicina di casa, un mazzo di fiori alla mamma e l?invito ad una festa che gli amici di Franco avevano organizzato preparando ognuno qualche cosa, come a Franco sarebbe piaciuto.
Mentre si avvia la festa, tantissimi di noi fanno un ulteriore gesto concreto per avere sempre di più Franco nel cuore e nella mente: l?iscrizione all?associazione..

Due ore di forti emozioni.
Due ore con Franco presentissimo, sia nel ricordo di tutti sia con la bella presenza in tutti.

Una persona speciale che non poteva non essere messa in evidenza!

Dopo aver festeggiato, anche noi riprendiamo la strada per tornare a Roma con nel cuore uno di quei momenti indimenticabili che segnano per tutta la vita.
Ancora grazie, Franco!

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E? passato poco più di un anno da quando Franco Di Francescantonio ci ha lasciato su questa terra!
Il tempo passa ma, il ricordo di Franco è sempre vivo in noi.

In tanti era nato il desiderio di creare qualche cosa che lo ricordasse per sempre e potesse dare la possibilità a tanti di conoscerlo, di conoscere l?artista bravissimo, e l?uomo magnifico che è stato.

Ecco quindi l?idea di fondare un?associazione, venuta ad alcuni di noi compaesani e, nello stesso tempo, agli amici fiorentini!
Sono stati più bravi e più veloci loro di Firenze, ed a loro ci uniamo anche noi.

Sabato 14 ottobre, alle ore 21, ci sarà la presentazione di questa associazione alla quale sono invitati tutti quelli che conoscevano Franco e quelli che vogliono conoscerlo.

Saranno presenti personaggi del mondo del teatro che tanto lo hanno stimato ed amato ma, soprattutto, ci saremo noi suoi amici che tantissimo lo abbiamo amato, stimato, applaudito.

Se qualcuno di Firenze e dintorni vuole esserci lo può fare liberamente.

Per chi desidera conoscere un po’ di più la persona ho linkato i post pubblicati in suo ricordo. Per chi desidera conoscre di più l’artista basta fare una ricerca su google.

Per chi desidera altre informazioni:
associazionefrancodi@libero.it

http://bera05.blog.tiscali.it/mf2123188/
Ciao,sono tornato!

http://bera05.blog.tiscali.it/ed2124069
Ricordando Franco Di Francescantonio…

http://bera05.blog.tiscali.it/rb2124563
Ancora di Franco.

http://bera05.blog.tiscali.it/vj2151356
Per ricordare Franco Di Francescantonio!

http://bera05.blog.tiscali.it/ws2726777
Franco Di Francescantonio?già un anno!

Riferimenti: Foto:invito alla presentazione dell’associazione

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