Archivio Agosto 2006


Questa mattina alle 6,30 è ancora buio,causa le nuvole che non hanno ancora abbandonato il cielo. La mia attrezzatura per la corsa è ancora umida, non posso fare troppo rumore per cercarne altra?pazienza, tanto in poco tempo sarebbe nuovamente umida!
Esco con le nuvole in cielo che minacciano ancora pioggia ma mi avvio comunque lungo il fiume.
E? una meraviglia correre in queste condizioni: il fiume da un lato, dapprima poche case e poi un frutteto dall?altro!
Faccio non molta strada ed incomincia a piovere, proseguo un po?(mica ci si può fermare alle prime gocce d?acqua) però poi, visto che la pioggia aumenta di intensità decido di tornare indietro.
Il percorso del ritorno mi avvicina al centro della cittadina e, nonostante la pioggia, faccio una deviazione per andare cercare una Boulangerie per comprare dolci per gli equipaggi.
Tornare al camper con qualche cosa di dolce è sempre una bella esperienza perché stimola un?accoglienza più calorosa.
Chi non ha il desiderio di essere accolto con calore, ogni volta che rientra?

Intanto la pioggia aumenta d?intensità e così nell?ultimo tratto sono costretto ad accelerare il passo e questo non mi dispiace.
Appena arrivato vedo il secondo equipaggio, ovvero Mari e Narci, che stanno uscendo per la solita passeggiata; questa mattina sarà particolarmente romantica perché sono costretti a stare strettamente abbracciati sotto un unico ombrello causa la pioggia!
Al camper cerco di non fare rumore perché il sonno è ancora profondo, con il fresco si dorme ancora meglio!
Dopo non molto si sveglia il generale, subito si informa immediatamente sulle condizioni atmosferiche: nuvoloso con pioggia a tratti!
Per alzare l?umore della truppa ordina di iniziare i preparativi per la colazione, che sia abbondante (come se di solito è scarsa) il programma comunque deve andare avanti!
Visto il tempo metereologico non proprio ideale per andare a visitare la cittadina, ci attardiamo a fare colazione, più del solito. Si chiacchiera, su quanto abbiamo visitato sino ad oggi, del programma della giornata, che prevede la visita ad un?abbazia, (questa volta vera, cioè abitata ancora dalle suore) S. Pierre, sugli avvenimenti vari del viaggio.
Da dove siamo parcheggiati, vicino al fiume, non siamo distanti dal centro.
Dalla guida leggiamo che l?abbazia ha una chiesa che ha subito diversi rifacimenti della facciata, siamo curiosi di vedere cosa ne è venuto fuori. (più tardi ci rendiamo conto che tutto l?insieme è abbastanza armonioso).
All?interno della chiesa ci sono diverse sculture in legno molto belle, in particolare una deposizione di Gesù dalla croce.
In una cappella laterale il generale nota che si sta preparando per la Messa e ce ne da comunicazione (a me e all’Annina), visto che abbiamo il desiderio di ascoltarla. E? una messa per un gruppo di giovani che intuiamo, dai canti, facenti parte del cammino neocatecumenale. Canti molto belli eseguiti con l’accompagnamento di chitarra, violino e percussioni. Dall?armonia dell’esecuzione pensiamo si tratti di un gruppo molto affiatato, che sicuramente avevano passato un periodo di vacanza insieme.
Il generale e Stè ci attendono per andare a visitare il chiostro ed altre parti comuni dell?abbazia.
Il chiostro, molto bello ed anche molto grande rispetto a quelli visitati sin?ora; dalla guida leggiamo che è il più grande esistente in Francia; è molto particolare perché ogni colonna di sostegno della parte coperta ha i capitelli con ornamenti tutti diversi.
La visita non richiede molto tempo però, il tempo passa ed è quasi ora del pranzo!
Usciamo e velocemente per tornare alla base.
Nella via del ritorno, guarda caso, ci troviamo davanti alla boulangerie dove questa mattina ho preso il pane ed i dolci.
Entrano le due generalesse, (non so se avete capito che sono golosette, e si sostengono a vicenda nelle scelte) inizia subito il fraseggio di rito, con gli occhi incollati ai diversi vassoi: prendiamo questo? No! Guarda quest?altro dolce, no..no guarda questo! E così vanno avanti nella scelta e nell?acquisto. Io cerco di guardare dall?altra parte, non vorrei lasciarmi tentare!
Stè assiste più direttamente agli acquisti mettendo qualche indicazione propria.

Intanto fuori una nuvola passeggera scarica ancora un po? di pioggia, meno male, il sole che era uscito nel frattempo già ci aveva fatto rimpiangere il fresco della mattina.
Al camper cerchiamo di preparare velocemente il pranzo perché c?è in programma di ripartire.
Oggi si pone in atto un sistema per cucinare risparmiando tempo e riducendo l?impiego dell?acqua: cottura della pasta direttamente nel pomodoro. Il risultato è ottima pasta saporita.
Per secondo la Quiche lorrainne (non so se scrive così, si tratta della torta rustica) buonissima, acquistata poco prima. Come fanno questo tipo di pietanza qui in Francia non lo fanno da nessuna altra parte, penso che siano stati loro ad inventarla.
Mentre pranziamo, gli spazi liberi di questo grande giardino si è riempiono di persone che in diversi angoli giocano a bocce.
E? uno spasso vederli giocare.
Una cosa attrae la mia attenzione: uno spago agganciato al passante dei pantaloni dei giocatori con all?estremità una cosa che da lontano non capisco bene cosa sia.
Penso ad uno spago graduato per misurare la distanza delle bocce. Scopro, poco dopo, l?utilità di tale attrezzo: si tratta di uno spago con una calamita alla estremità che serve a rialzare la boccia da terra senza inchinarsi, geniale! Incredibile ?sti francesi!!
Tra un riposino ed un?osservazione del territorio si è fatta l?ora di ripartire ma è anche l?ora del the! Guai saltare questa sana abitudine, tra l?altro dobbiamo consumare i dolcetti acquistati dalle golosone, con il sostegno di Stè!
Riprendiamo il viaggio direzione AGEN; il nome preciso della destinazione ve lo dirò più avanti altrimenti cominciate a sghignazzare.
Le strade che percorriamo sono, manco a dirlo, belle, con meravigliose rotatorie una più bella dell?altra. Ne incontriamo una con il tema della vendemmia: viti, torchio per la spremitura; un?altra con un battello e tutti barili accatastati insieme, altre con piante e fiori di tutti i colori. Sono così diffuse che a volte sembra che stanchino un po?; però provo ad immaginare cosa sarebbe il traffico se non ci fossero, brrrrrrr!
Nel percorso intravvediamo da lontano le enormi torri con nuvole di vapore acqueo di una centrale termonucleare.
Fino ad ora non avevamo ancora incontrato aree industriali. Questa centrale, immersa nel verde, ci fa pensare alla fortuna che hanno i francesi che avendo un territorio immenso, tali installazioni possono essere ubicate in zone a poco impatto ambientale, dando così un fastidio relativo ai piccoli centri limitrofi.
Dopo la centrale riprende il solito paesaggio: vigneti, campi di grano trebbiati, campi già arati pronti alla semina, boschi, piste ciclabili al limitare del bosco. Sembrano i paesaggi delle favole!
Sulla guida vediamo che facendo una breve deviazione possiamo andare a visitare un piccolo borgo, con una chiesa ed un castello molto antichi, chiamato LA ROMIEU.
La via che si inoltra tra il verde è già di per sè bellissima. Arriviamo in questo piccolo borgo, riusciamo a parcheggiare facilmente perché prima di entrare c?è un apposito parcheggio.( qui ogni piccolo paese è munito di parcheggi comodi, giardini aree per pic-nic, ecc).
Entriamo in questo piccolo borgo seguendo la direzione di una torre molto alta, un campanile. Nella piccola piazzetta vediamo che c?è molto movimento: sotto un porticato si sta svolgendo una recita con attori in costume, scopriamo che si tratta di un festival di teatro ambulante!
Il borgo è piccolissimo ed in breve lo giriamo tutto; la chiesa, con il relativo chiostro è chiusa, ci accontentiamo di scattare foto dall?esterno. Il tempo per un bicchiere di vino locale (con dei venti è inevitabile!!) e riprendiamo il viaggio direzione CONDOM (non ridete il paese si chiama così!
Anche questo piccolo paese in mezzo ad una campagna meravigliosa è dotato di una chiesa molto bella con relativa torre campanaria.
Troviamo il parcheggio in due spazi diversi .
Ceniamo con la cena che le nostre generalissime, nonché cuoche provette, si sono avvantaggiate nel pomeriggio durante il riposino:
cosce di anatra accompagnate con dell?ottimo riso in bianco condito naturalmente con il sughetto della carne;
formaggi ed isalata.
Dopo cena ci avviamo a visitare il paese .
Porto con me la busta della spazzatura per cercare un posto dove buttarla, nel giro di perlustrazione precedentemente fatto, non avevo avvistato cassonetti.
A metà della prima via che percorriamo per andare verso il centro, quasi per incanto, vedo un cassonetto, non molto grande, a lato di un fabbricato, meno male!
Mi avvicino e butto dentro la busta. Essendo il cassonetto vuoto si produce un rumore inequivocabile, appunto quello delle bottiglie che toccano la plastica.
Un signore anziano stava sopraggiungendo da una via laterale e sentendo il rumore inizia a dire.? Ne pas glass. No wer!?
Lo guardiamo, ce l?ha con noi: ci sembra di capire che in quel contenitore non va messo il vetro! Figura di merda! Pensare che in tutti questi giorni eravamo stati attentissimi!
Tutti gli altri fanno l?aria indifferente!! Il colpevole, involontario, sono io, tutti mi guardano e nessuno fa niente, da ciò capisco che devo infilarmi nel secchione per poter recuperare le bottiglie e poi tentare di trovare il posto dove gettarle. I compiti più impegnativi sempre a me capitano, nonostante il mio titolo di caporale!!
Recuperare le bottiglie richiede un certo impegno perché il cassonetto pur non essendo molto alto è richiede di dover infilare parte del corpo dentro; mentre tutti gli altri con sguardo indifferente trattengono il sorriso.
L?unico aiuto che mi danno è cercare di capire con il vecchietto francese dove è ubicato il contenitore per il Gass (vetro). Dovrebbe essere alla fine del parcheggio grande, (la tentazione è di lasciarle dietro l?angolo); comunque girato l?angolo vedo i contenitori e mi libero del “problema glass”!

Più tardi scopriamo che ogni casa ha il suo contenitore che tiene da parte e poi, la sera, lo porta fuori nella strada principale, dove passa il camion che lo svuota!
Il paese è molto bello, c?è la solita grande chiesa che sembrerebbe sproporzionata per il numero degli abitanti, chi lo sa quale sia stato il motivo che hanno fatto fare una tale opera .
Facciamo il solito giretto all?interno scattando foto anche se con il buio.
Dopo poco ci riavviamo al camper stanchi di un?altra giornata bella, bellissima, nella quale gli occhi e la mente hanno trovato il giusto appagamento.

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Questa mattina, nonostante abbia fatto fatica ad addormentarmi, la sveglia è stata quasi come al solito alle 6,40.
Oggi è un giorno particolare: un anno dalla partenza per il cielo del mio amico Franco.
Ho ricordato qualche giorno prima di partire questo doloroso evento perché sapevo che, in viaggio, non sarei riuscito a scrivere ancora su di lui, persona speciale che meriterebbe di essere conosciuto più profondamente, come uomo e come artista.
Continuo il racconto delle vacanze perché la vita continua e penso che Franco sarebbe stato felice di conoscere, più approfonditamente,delle belle vacanze trascorse.

Mi preparo a malincuore per la corsetta mattutina, è un modo per distrarmi!

Alle 7 sono già in città: è deserta, proprio il contrario di quello che era ieri sera, piena zeppa di turisti.
Corro tra le due cinta murarie senza incontrare nessuno. Una sensazione incredibile mi pervade: penso a quanti soldati avranno percorso negli anni
quegli spazi, a quanti turni di guardia su quelle torri, d?estate, d?inverno, a quante battaglie…. Immagino la vita all?interno della città, il lavoro fuori dalle mura, nei campi che circondavano il castello e che adesso accolgono case. Faccio il giro delle mura che, ad un certo punto, devo abbandonare per passare in un camminamento esterno, poi rientro e giro in lungo e largo.
Dopo un po? incontro il secondo equipaggio quasi al completo (Juli dorme) che passeggia tra le mura.
Scambiamo qualche rapida considerazione sulla bellezza del posto e poi uno confronto interessantissimo sull’eventuale avvistamento di una Boulangerie (pane e dolci): nella zona vecchia della città non ne ho individuata neanche una.
In città è tutto chiuso ed i pochi bar che stanno aprendo non hanno quasi niente. Anche i Narcis sono sconsolati perché non sono riusciti a trovare un bar fornito di dolci per fare la colazione.
Mi incarico di andare io nella zona nuova sotto le mura a cercare quanto desiderato.
Mi dirigo verso la città nuova e, dopo poco, individuo una Boulangerie che mi sembra ben fornita; acquisto cornetti freschi e baguette per tutti e due gli equipaggi.
Torno al camper con la mia busta di leccornie: la colazione questa mattina sarà ancora più ricca.
Alle 9,30, dopo l?abbondante colazione farcita di chiacchiere, opinioni più varie sui diversi avvenimenti, e soprattutto tanto ridere, il briefing mattutino tra i generali (la truppa in generale fa da contorno).
La prima tappa, ormai già dovreste saperlo, è trovare un posto per l?SSC (scarico acque grigie; scarico acque nere; carico acqua potabile).
La guida del generale indica un camper service municipale in un posto del quale adesso neanche ricordo il nome (se avessi partecipato alla riunione mattutina non mi sarebbe sfuggito questo particolare). Dopo qualche giro e rigiro, come è ormai normale, troviamo un punto di servizio camper posto in un parcheggio abbastanza grande .
C?è gia un camper che sta effettuando le operazioni.
Mi avvicino per visionare la situazione e capire quanti attacchi dell?acqua ci sono; in effetti scopro che il camperista stava prelevando l?acqua anziché dal rubinetto predisposto, da un altro rubinetto in un bagno pubblico sottostante il parcheggio .
Il prelievo da questo rubinetto con la pressione dell?acqua molto maggiore avrebbe ridotto i tempi del carico e così ci organizziamo in tal senso.
In attesa di poter collegare il tubo, steso velocemente, scambio qualche parola con il camperista tramite il mio francese maccheronico (magari fosse maccheronico!). Lui, appena capisce che sono italiano, mi dà la mano in un modo molto complimentoso e mi fa gli auguri per la vittoria del campionato mondiale di calcio. Ringrazio e cerco di spostare il discorso sul gesto di Zidane, lui disapprova in modo inequivocabile. Continuiamo a parlare con mezze parole e tanti gesti, e nasce una piccola confidenza al punto tale che lui mi lascia un suo bigliettino da visita con un sito dove, mi dice, sono pubblicati tutti i suoi lavori realizzati in tutta la Francia: si tratta di decorazioni floreali. Terminato il suo carico, attacco il tubo e procediamo a caricare velocemente i serbatoi dei due automezzi. Qualche piccolo inconveniente per i due diversi scarichi del secondo mezzo ma, dopo qualche manovra con alla guida Mari ed alle segnalazioni il Narci, si riesce a centrare il foro di scarico.

Intanto, da quando siamo partiti da Carcassonne , tra il viaggio e le varie operazioni si sono fatte quasi le 13 ed è bene, ripartendo, cercare di individuare uno spazio per potersi fermare per il pranzo.
Aguzziamo gli occhi e poco dopo riusciamo a trovare un piccolo parcheggio alberato vicino ad una chiesa, dove ci sono dei tavoli per il pic-nic, ed addirittura i bagni (ogni volta ne rimango benevolmente sorpreso!).
Apparecchiamo per mangiare tutti insieme su uno di questi tavoli.
Il pasto è frugale, per tutti e due gli equipaggi ma gli argomenti che vengono fuori sono profondi ed impegnativi: intromissione della chiesa (vista la vicinanza con l?edificio di culto) nelle cose dello stato;la procreazione assistita, l?uso del preservativo in Africa osteggiato dalla chiesa stessa. Argomenti importanti, la cui trattazione non è facile! Nel parlare emergono le diverse convinzioni dei membri della spedizione. Non mi soffermo troppo ad evidenziare le diversità ed i diversi schieramenti: ognuno è libero di attribuire all?uno o all?altro le diverse opinioni e le diverse tendenze di ragionamento pro e contro la chiesa.
Fa molto caldo e forse questo tipo di argomenti non è il più indicato perché rischia di accalorare ancora di più.
La stima reciproca comunque è tanta che si riesce ad andare agevolmente al di là delle diverse e, a volte, contrastanti opinioni.

Dopo un breve riposo, e nonostante il caldo si faccia ancora sentire, decidiamo di ripartire, con alla guida il generale che a parte la mattina poi durante il giorno sembra instancabile.
Il viaggio è lungo e facciamo diverse soste.
Verso sera arriviamo ad una cittadina chiamata Mossiac.
Trovare un posto dove fermarsi questa volta non è difficile perché grazie all?intuito del generale comandante della spedizione dopo aver attraversato un bellissimo ponte che ci fa entrare in città intravediamo un enorme spazio sotto i platani vicino al fiume. Ci dirigiamo in quella direzione visto il notevole spazio a disposizione riusciamo posizionare i due mezzi molto velocemente. Fa sempre molto caldo e non c?è un filo di vento nonostante siamo vicinissimi al fiume.
Iniziano immediatamente i preparativi per la cena che anche questa volta decidiamo di fare insieme fuori dai mezzi. I Narcis nella loro dotazione hanno due bellissimi tavolini componibili che si montano in pochissimo tempo e sono abbastanza spaziosi per poter ospitare tutti noi 8 persone .
La cena è abbondante e di ottima qualità:
spiedini in padella
melanzane dell?Annina;
formaggio;
ottimo vino rosso gentilmente offerto dai Narcis.
Siamo stanchi perché il viaggiare anche se comodamente in camper stanca. Poi sempre di più si realizza una delle mie citazioni da me create e più famose??riposare?stanca!? (pensate bene a questa apparente contraddizione poi sappiatemi dire)

Ci mettiamo a vedere le foto che giornalmente scattiamo con tre macchine fotografiche digitali e poi la sera le scarichiamo sul PC.
Vedere le foto tutti insieme è uno spettacolo divertente, si susseguono esclamazioni del tipo:
bellaaaaaa, bellissimaaa, complimenti, fa cagare; normale, sfocata, da cancellare, ecc.
Mentre siamo intenti a scorre le centinaia di foto da lontano incominciamo ad intravedere dei lampi.
Si avvicinano sempre di più e si inizia a sentire pure il rumore dei tuoni. Vuoi vedere che dopo tanto caldo arriva finalmente un temporale?
Inizia ad alzarsi, piano, piano anche un po? di vento, in pochissimo tempo si fa sentire a tutta forza.
Velocemente ritiriamo tutte le cose messe fuori, appena in tempo, inizia la pioggia; dapprima lentamente e poi sempre più forte, con una intensità da classico temporale estivo.
Il vento agita i platani in modo fragoroso, qualche piccola preoccupazione per il timore che qualche ramo si spezzi e cada sopra il camper. Per fortuna i rami sono grossi e qualche ramoscello che si spezza non può certamente causare problemi.
Stare in camper con la pioggia procura una sensazione bellissima, indescrivibile, da provare.

Si conclude così un?altra giornata nella quale per la maggior parte l?abbiamo passata in viaggio.
Percorrere diversi chilometri in camper, anche se stancante comunque, fa parte della vacanza e quindi va bene.
Siamo ppartiti da una bellezza, come il castello di Carcasson, e siamo arrivati a Mossiac, dove è presente un?altra abbazia con un altro chiostro e chiesa da visitare.
Domani sarà un altro giorno da dedicare alla cultura, all’arte, alla spirito (perchè no?)

Continua.

Riferimenti: Foto: Narci + mia (immagini di Carcassonne)

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Sarebbe bello se fosse sempre così?libero!
Di cosa parlo? Ma del famoso GRA!

Che cos?è?
Non lo sapete?
Ma è il grande anello stradale che gira tutto intorno a Roma e che 11 mesi l’anno è un’avventura percorrerlo!
Oggi per andare, dalla Salaria all?Aurelia,(quasi metà del famoso anello) ho impiegato meno di 20 minuti, nonostante due restringimenti di carreggiata causa cantieri di lavoro per l?ampliamento!
Ah, ahahahahahahahah, già vi vedo che vi sganasciate dal ridere!
E? impossibile, che fantasia!Neanche nei film di fantascienza più spinti riescono ad immaginare una cosa del genere!
Eppure vi assicuro che è andata proprio così!
Che bello!
Era da tempo che non provavo una sensazione così piacevole!
Lasciatemi godere ancora per qualche ora, poi, da lunedì se tutto andrà bene (ma deve andare proprio bene), ci vorrà almeno il doppio del tempo per lo stesso percorso (per fortuna che non lo faccio abitualmente e comunque lo faccio durante l’orario di lavoro)!
Chi lo sa perché in taluni casi l?uomo (entità non meglio definita) ha ridotto le città ad un ammasso di persone che per sopravvivere devono ?lottare? dalla mattina alla sera: in strada sempre e comunque la fila; in autobus e metropolitana, nelle ore di punta, non si riesce a salire, in bicicletta manco a pensarlo; forse in motorino!Poi si dice che i romani sò sempre incazzati! Per forza, se non tiri fuori i denti ma quando cavolo arrivi?
Hanno creato delle città invivibili. Ovvero ci si vive perché poi, alla fine, ci si abitua a tutto pure all?invivibilità!
Qualcuno per sopravvivere, meno peggio, cerca di andare ad abitare fuori città!
Ma poi, la mattina?
Ecco che si è costretti a scendere in strada a fare la fila! Ogni anno che passa bisogna partire sempre prima altrimenti non si arriva mai a lavoro.
Tutti si riversano in strada, per entrare in città e si procedelentamente sulle consolari e sul famoso GRA!
Quel poco di beneficio che si era riusciti ad assaporare vivendo fuori lo si perde in pochi momenti!

Attualmente non vedo soluzioni!
Voi?

Coraggio romani rimasti in città in queste settimane di agosto, è finita la pacchia, tra pochi giorni tornano tutti e ricomincia la “lotta”!

Riferimenti: Foto mia.

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Un bel fresco durante la notte ci costringe ad usare la coperta?meraviglioso!Erano giorni che non provavamo più la sensazione del fresco e la necessità ci coprirsi durante la notte!
Il generale non gradisce molto il freddo che definisce: fresco insistente (la siberia); freddo più deciso (la morte nera)!
Questa notte è stata la “siberia”!

Più volte mi sono svegliato e, meraviglia delle meraviglie, mi sono anche riaddormentato!
L?orologio si è fermato, (ogni tanto si ferma e poi dopo un po? riparte da solo, sarà influenzato dal proprietario?), guardo l?ora sul cellulare, quando Stè me la chiede.
Sono le 8,30, incredibile, ho dormito più del solito, ero proprio stanchissimo!
Sarebbe un po? tardi per fare la mia solita corsetta ma, visto che tutti dormono, ed anche Stè ha ripreso a dormire, vista la bellezza del posto dove ci troviamo non posso non andare.
Mi preparo cercando di fare il meno rumore possibile, esco e mi avvio verso l?abbazia percorrendo l?enorme spazio davanti.
Più avanti un cartello indica un sentiero che sale, proseguo e vedo che sale verso il monte che sovrasta l?abbazia.
E? un sentiero di montagna, un po? sconnesso, si corre male ma comunque proseguo sino a giungere in cima ai piedi di una enorme croce di metallo.
Da quassù si domina tutta l?abbazia sotto, ed i boschi e vigneti intorno, uno spettacolo incantevole, verde, bellissimo.
Ridiscendo e faccio un altro sentiero che costeggia un enorme vigneto; poi torno indietro, costeggio degli alberi da frutta, mangio qualche pera durissima di quelle come piacciono a me, poi per altra via torno sotto l?abbazia e quindi al camper.

La vita ferve, il generale è già in piedi e da disposizioni, (in pratica stanno facendo colazione alla grande), manco solo io! Mi affretto e recupero il tempo perso nel girovagare.
Alle 10 è prevista l?apertura dell?abbazia e la prima visita guidata, manco a dirlo noi siamo in ritardo. Il generale comandante dell?equipaggio B ci rimprovera un po?, ma poi accetta il nostro ritardo come un evento ineluttabile e, per ?riconsolarsi? approfitta per fare una passeggiata romantica con il Narci.
Alle 10,30 siamo pronti alla biglietteria: 9 Euro cadauno!(alla fine ci rendiamo conto che il prezzo è eccessivo)
Inizia la visita con una ragazza giovane come guida, parla solo il francese, a noi italiani danno un foglio con sopra riportato qualche notizia di tutte quelle che lei dirà a voce; per fortuna che tramite l?Annina e la Sà qualche cosa in più riusciamo a capire.
Io cerco di guardarmi intorno per vedere se si intravede qualche frate ma poco dopo riesco a capire che si tratta di un ex abbazia e che i frati non ci sono più da diversi anni;tutto il complesso è stato acquistato da un laico che lo ha fatto diventare un monumento, un?attrazione turistica.
Una delusione!
Mi aspettavo un luogo sacro dove si respira un?aria mistica e misteriosa nello stesso tempo, gli odori dei conventi fatti di incensi e di odori vari ed invece niente di tutto ciò: un monumento, bello ma, soltanto qualche cosa che era, e non è più!
Sul libro degli ospiti, prima di uscire lascio questa scritta condivisa anche dagli altri:
Una meraviglia architettonica che lascia intuire una meravigliosa vita spirituale che non c?è più!
Finiamo la visita intorno alle 12 . Il caldo che all?interno dell?abbazia non avevamo avvertito, si presenta all?improvviso e ci investe completamente, facendoci sentire la stanchezza.
Ci rendiamo subito conto che ripartire, come era in programma, non ci sembra l?idea migliore.
Il generale, che appena usciti aveva suonato l?adunata per impartire l?ordine della partenza, guardandoci in faccia si rende subito conto che la truppa è stanca, è fiaccata nelle forze dal caldo e come si suol dire: lo spirito è forte ma la carne è debolissima!!
Prende atto velocemente dellea realtà e, da grande generale stratega, fa il cosiddetto ?buon viso a cattivo gioco?, ed interrompe il conto alla rovescia.
Una ragione importante, che solo il generale non aveva sottovalutato nello spingere a ripartire, è il fatto che siamo a corto di vettovaglie e quindi la necessità urgente di fare la spesa:non abbiamo più pane ed anche le altre vettovaglie scarseggiano.
Ma come spesso capita nei momenti del bisogno ognuno tira fuori tutte le risorse disponibili ed allora vengono fuori le idee migliori per superare il momento difficile!
Per farla breve l?aiutante in campo del generale, l?Annina, ha un?idea che raccoglie subito il consenso del primo equipaggio:facciamo una spaghettata con il pomodoro fresco cotto con origano e cipolla.
Un abbondante piatto di spaghetti super squisiti che ci ha rimessi al mondo! Abbiamo fatto pure la scarpetta con i bibanesi (sapere cosa sono vero?).
Adesso il mondo prende dei contorni più definiti e visto che a ?pansa piena, se pensa meio? alle 14 briefing per decidere del pomeriggio: innanzitutto approvvigionamento di vettovaglie e bevande varie (meglio se alcoliche!) ; trasferimento alla bellissima cittadina (a detta del generale che l?ha già visitata) medioevale CARCASSON.

Scendendo dall?abbazia ci fermiamo quasi subito sulla strada troviamo un piccolo supermercato DESPAR, parcheggiamo con il primo mezzo quasi di fronte al supermercato e, meraviglie delle meraviglie troviamo una fontanella, una griglia per lo smaltimento delle acque grigie e dei bagni pubblici per lo scarico della cassetta WC.
Con lo Stè ci guardiamo in faccia e subito diventiamo operativi, mentre il generale e l’aiutante fanno spesa, noi carichiamo e scarichiamo le acque! Con un coordinamento ed un tempismo unici!
Riprendiamo il viaggio e prima di giungere a Carcasson, la guida ci indica un ?altra abbazia, questa volta vera, da visitare a La Grasse! Per quanto arriviamo si fanno le 18 e troviamo chiuso!
Mica tutto può andare sempre bene!!
Ne approfittiamo per fare un giro nel piccolo paese, il caldo è ripreso insopportabile e non facciamo altro che bere, pure il generale da segni di cedimento che nel corso della serata saranno sempre più evidenti!

Ci avviamo verso Carcasson percorrendo delle strade bellissime che passano in mezzo a vigneti, campi coltivati con grano, granturco, il tutto a perdita d?occhio, insieme a boschi con alberi di tutti i tipi. Attraversiamo dei paesi piccoli ma molti carini ed ordinati;ai lati delle strade di ingresso ed uscita ci sono degli enormi e bellissimi platani, che fanno un’ombra meravigliosa, graditissima.
Fa sempre caldo però questi paesaggi ci distraggono un po? e così riusciamo a percorrere i circa 30 Km. agevolmente.

Arrivare a Carcasson è un?esperienza fantastica!
Da lontano già si intravedono le torri del castello e man mano che ci avviciniamo le bellissime mura che circondano tutta la città.

Come al solito il primo impegno è quello di trovare un parcheggio adatto ai due mezzi. Le indicazioni questa volta non sono proprio chiarissime e dopo qualche giro e rigiro finalmente troviamo un parcheggio ampio e semivuoto, appena fuori, ma neanche tanto, da Carcasson.
Scendiamo una bella arietta ci investe e ci ristora!
Il generale però è sospettoso, non gli sembra un posto raccomandabile perché non vede altri camper, sicuramente quello non è il parcheggio che cercavamo, riservato ai camper.
Tutto sommato ci sembra un buon posto: spazioso, in piano, non molto vicino alla strada ma vicino alla città!
Dopo poco vediamo arrivare una macchina a tutta velocità che frena bruscamente di lato a noi ne scende un ragazzetto: testa quasi rasata, una maglietta nera con la scritta SECURITE?, pantaloni neri, anfibi, manganello, pistola, attrezzo per le scariche.
Cerchiamo di intavolare un discorso per capire il motivo della sua presenza:vigilerà nel parcheggio sino alle due del mattino.
Meno male pensavamo fosse un nazi-skin!
Al generale, e all?Annina, il colloquio, più che rasserenarle le preoccupa ancora di più! Lo facciamo parlare, offriamo birra e sigarette nell?intento nascosto, ma anche non troppo, di capire se ci ha detto la verità. La tattica del generale è quella di non esporre le truppe ed i mezzi ai pericoli, valutando bene dove sostare.
Decidiamo di cenare anche se sono le 20 circa per poi andare a visitare questo posto che si intuisce sia bellissimo.
La cena sempre all?altezza delle migliori tradizioni culinarie:
-salsicce in padella
- zucchine trifolate
-formaggio ed insalata..

Alle 21,30 circa, siamo pronti per la visita che inizia da una bellissima porta centrale dove si passa ancora su un antico ponte levatoio.
Ci sono due ordini di mura e tra l?una e l?altra un bellissimo ed ampissimo camminamento.
La cittadina ha vie piccole piene zeppe di gente, si fa fatica ad ammirare le bellezze delle costruzioni. Fa caldo ed all?interno delle mura si avverte ancora di più.
Il generale non è informa e questo avvilisce tutta la truppa.
Giriamo un po? qua e un po? la, cercando di evitare l?affollamento; ammiriamo queste enormi e bellissime fortificazioni ed ogni volta il pensiero va a chi ha ideato e costruito queste opere grandiose con i pochi mezzi a disposizione. Dopo un po? ci avviamo sulla via del ritorno perché abbiamo ancora sulle gambe la visita della mattina all?abbazia. Proviamo a fotografare anche se di notte non è il momento ideale.
Ci trasciniamo verso il camper; una birretta fresca la siamo meritati! Proviamo a rinfrescarci e rilassarci.

Un altro giorno sta per finire, oramai siamo già al quarto, e la vacanza si sta svolgendo su direttrici che prendono sempre di più una certa fisionomia: natura, cultura, amicizia!

Continua.

Riferimenti: Alcune vedute dell’abbazia Font Froid

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Mi sveglio di soprassalto dopo aver preso sonno da non molto tempo, per un rumore familiare: una spazzatrice per pulire le strade.
Mi sollevo dal letto, guardo fuori e mi rendo conto che il piazzale dove siamo parcheggiati si sta animando.
Sono le 7 di un martedì lavorativo e, logicamente, la gente va a lavorare!
Mica sono tutti in vacanza come noi!
Guardo bene e come era immaginabile si da ieri sera, ma il sonno e la stanchezza avevano bloccato le sinapsi celebrali, la piazza è adibita a parcheggio, forse sarebbe il caso di spostarsi in un posto più tranquillo.
Esco fuori ed incontro l?altro mattiniero come me il Narci dell?equipaggio B, veniva se anch?io ero sveglio (manco a dirlo ne era sicuro) per chiedere cosa sarebbe stato meglio fare.
Io sono ancora mezzo addormentato e non riesco a dargli molto retta, propongo però di spostarci lentamente in una piazzola meno frequentata. Lui dice che forse non è il caso perché non sappiamo bene e, vedendo la mia faccia con poche ore di sonno all?attivo, mi invita a prendere un caffé nel bar vicino; ne avrei bisogno ma rinuncio perché prima del caffé la mattina io pongo in atto tutta una serie di ?riti? propiziatori: bevo del succo di frutta diluito con acqua minerale e limone, mangio la frutta (a casa lo faccio sempre).
Dopo poco lo vedo ritornare con croissant e baghette anche per noi.
Un gesto così ti migliora immediatamente la giornata e ti riconcilia con il mondo intero anche se hai dormito poco!!
Intanto si è svegliato anche Stè , il generale e l?Annina manco a dirlo.
Nel giro di poco tempo la piazza inizia sempre di più ad animarsi ed è inevitabile che si sveglino tutti (forse se, piano, piano mi fossi spostato!)
Iniziamo la preparazione della colazione che come ho accennato nelle puntate precedenti necessità di un tempo congruo: tostare il pane in una padella (io lo specialista), preparare il the (Stè lo specialista) imburrare il pane, stendere perfettamente la marmellata, preparare il caffè, insomma un bell?impegno, il generale non si può lamentare della truppa! Questa mattina ci sono pure i croissant offerti dal Narci. Si procede alla colazione commentando la scelta del posto, dei rumori notturni, del ?russo?, lingua molto parlata dalla truppa e non solo!
Il posto dove siamo parcheggiati manco a dirlo è munito di bagni (puliti) e di panchine con i tavoli e sotto i platani un spazio per il gioco delle bocce.
Mi stupisco sempre ogni volta che vedo questo tipo di organizzazione!!
Anche oggi la giornata si presenta calda! E? un caldo eccessivo che mal sopportiamo tutti.
Viene convocato un briefing urgente per decidere cosa fare. Tutti gli ufficiali sotto la guida attenta e severa del generale comandante della spedizione analizzano le varie possibilità!
Dopo breve scaturisce una decisione unanime: puntare verso il mare per tentare di trovare un po? di refrigerio, in modo da poter riprendere tutti le forze che il caldo piano, piano ci assottiglia.

Prima tappa, comunque, approvvigionamento di vettovaglie per la truppa, in particolare bevande che il caldo fa esaurire in brevissimo tempo.
L?itinerario è stato studiato cercando di fare strade alternative all?autostrada che, oltre ad essere carissima non ci permette di godere di questi bellissimi paesaggi.
Dopo non molti chilometri però, ci rendiamo conto che se vogliamo arrivare al più presto dobbiamo per forza prendere l?autostrada perché le strade normali con le continue rotatorie, l?attraversamento dei paesi rallenta notevolmente l?andatura.
Itinerario:
Nimes
Montpellier
Beziers
E finalmente Valras plage.

Arriviamo in questo paese di mare, mediterraneo, accaldati ed affamati!
I soliti giri per tentare di trovare un parcheggio adatto. Vicino al mare è impossibile perché i parcheggi sono interdetti ai camper, addirittura mettono dei limitatori di altezza in modo che si è costretti a rispettare il divieto.
Torniamo verso fuori e dopo diverse svolte, contro svolte individuiamo alcuni camper in lontananza, ci avviciniamo e scopriamo un?area di parcheggio, è strapiena di camper ma comunque due posticini riusciamo a trovarli, anche all?ombra.
Ci fermiamo e predisponiamo per consumare uno dei nostri pranzi cosiddetti frugali (a volte non sono proprio frugali, ma meglio non sottilizzare siamo in vacanza):
insalata verde e di pomodori;
tonno e formaggio.
La temperatura dell?aria è alta, andare al mare con sto caldo non è proprio il caso proviamo a riposare in camper cercando di aprire tutto per far circolare aria.
Un breve riposino e poi verso la spiaggia non molto distante. Mentre noi andiamo in spiaggia a conquistare un piccolo tratto di spiaggia, l?equipaggio B tiene le posizioni e sorveglia il territorio (in pratica dormono!!).
La spiaggia è super affollata, del tipo le spiagge italiane! Il mare deludente! Proviamo a fare un bagno col solo intento di raffrescarci un po?. Il problema è che siamo abituati ad altri tipi di mare, altri colori, altre trasparenze (l?anno scorso la Sardegna, anni precedenti la Puglia). Rispetto al mare di Maccarese, comunque, sembra il mare dei tropici!!
Non avendo alternative rimaniamo in spiaggia, ne approfittiamo per leggere e passeggiare, intanto il cosiddetto ?tempo? scorre. Tra i discorsi che si intavolano c?è la prossima tappa che dovrebbe essere un?abbazia molto bella; il programma sarebbe di arrivarci domani mattina perché apre ai visitatori alle 10 però, visto che il mare e i dintorni non sono bellissimi, compreso il posto camper non ci entusiasma, perché non riprendere il viaggio questa sera stessa, e passare la notte nelle vicinanze dell?abbazia, e domani mattina con calma fare la visita programmata? L?idea ci sembra buona, però prima di tutto dobbiamo condividerla con l?equipaggio B e poi dobbiamo provvedere alla famosa operazione (in questi giorni non ne ho ancora parlato) dello scarico delle acque (nere e grigie) e del carico dell?acqua potabile! (in seguito queste operazioni saranno identificate con una sigla:SSC)
Il problema principe del camperista è fare queste delicate operazioni. Ogni volta che si svuotano le acque e si carica l?acqua potabile il camerista è soddisfatto, è felice! Affronta tutto con il resto con spirito rilassato, diversamente diventa nervoso ed irascibile!
Il generale, provvisto di tutte le carte, legge sulla sua guida che vicino al porto c?è un camper service.
Iniziamo la ricerca per le stradine di questo luogo di mare. Dopo un girare e rigirare non riusciamo a trovare niente. Poi non più contenti del nostro intuito iniziamo a chiedere ci danno delle indicazioni e nuovamente gira e rigira ci ritroviamo al punto di partenza. Sembra il gioco dell?oca:ritorna alla casella precedente!
Per fortuna nel parcheggio camper dove siamo ritornati, c?è un camerista, non tutti sono al mare! Chiediamo se può darci le indicazioni per il ?camper service? con un francese approssimativo e gesticolante capisce immediatamente la nostra richiesta (tra i camperisti c?è un linguaggio ed un intuito incredibili). Alla nostra richiesta si illumina (quando ad un camerista chiedi una informazione che riesce a darti lo rendi un uomo felice, e non vede l?ora di passare ad altri le informazioni che conosce).
Ci indica la prima strada a destra e poi a sinistra e siamo arrivati!
Giriamo la prima a destra e poi a sinistra e troviamo in mezzo alla strada una colonnina dell?acqua ed uno scarico completamente gratuiti!
Incredibile era a due passi da noi, se avessimo chiesto subito non avremmo perso del tempo prezioso!
Esperienza: sempre chiedere ad altro camerista quando si arriva in un posto!
Questa colonnina è dotata di due rubinetti per l?acqua, uno scarico per le acque grigie ed un o per lo scarico delle cassette WC. Ci organizziamo velocemente ed in poco tempo il primo mezzo è OK. Per il secondo qualche difficoltà per lo scarico delle acque nere ma riusciamo brillantemente a superarle!
Ripartiamo direzione autostrada per Narbonne.
Uscita Narbonne sud, statale per Toulouse Carcasson e poi derivazione per l?abbazia di Font Froid.
Poco prima dell?abbazia, quasi sul davanti, troviamo un enorme spazio per parcheggiare , di per se sarebbe vietato ma chiedendo ad altri camperisti presenti la loro risposta: se si avvicina qualcuno basta dire che siamo in visita all?abbazia e che siamo arrivati tardi ed era chiusa. Tutto vero! Proprio la nostra condizione.

Ci sistemiamo e come al solito è anche l?ora di cena .
Il posto è bellissimo, lontano da strade, posti abitati, completamente isolati vicino ad un bosco con l?abbazia di fronte ed un monte proprio sopra, una pace un silenzio e, soprattutto un venticello freso che da giorni aspettavamo, ci rigenera subito e ci ridona l?entusiasmo.
La cena di questa sera è all?altezza di un ristorante di prima classe, le nostre due cuoche si sono superate:
-pasta al sugo di verdure (il frisone della Sabi opportunamente rielaborato dall?Annina, cuoca sopraffina)
-cotolette di agnello (buonissime)
-contorno de soliti buonissimi carciofini fatti in casa.
Era da un paio di giorni che rimandavamo ma, questa sera, non possiamo non condividere questi meravigliosi carciofini con l?equipaggio B! Lo Stè con atteggiamento stoico, trattenendo le lacrime, acconsente a tale atto di generosità (avevamo detto che è la nostra arma segreta però a volte ..costa).
L?equipaggio B anche loro stoicamente prelevano una modica quantità e restituisce il barattolo. Al vederlo ancora con carciofini all?interno lo Stè riprende il colore e si rilassa! (aveva rischiato di non vederli più!)

La serata finisce tutti fuori intorno ad un tavolo da pic-nic a bere le famose grappe del Narci! Di vari gusti, tutte molto buone! (la grappa facilita il sonno?)
Sono passate da poco le 22, in questo spazio c?è il buio assoluto siamo tutti stanchi dal viaggio e, soprattutto, provati dal caldo, sentiamo un richiamo in lontananza, è il letto che ci chiama con voce suadente?..vieni?vieni!
Non ci facciamo attendere, approfittiamo del fresco per cercare di passare una notte piena di sonno!

Segue!
Riferimenti: Foto di Narci. Spazio davanti all’abbazia.

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Manco a dirlo sono il primo ad alzarmi intorno alla 6,30, non è certo un merito io dormirei anche di più: e quello è!
La casa è avvolta nel sonno, perdono la bellezza dell?alba, che mi godo da bordo piscina.
Avrei il desiderio di andare a fare quattro passi ma nella confusione di ieri sera ho perso la maglietta e non mi sembra ?dignitoso? girare in canottiera, cò sti francesi mica si scherza: lo stile è stile!
Non potendo fare altro mi metto a fare manutenzione alla piscina, me ne intendo un po? e mi piace anche, tra le mie diverse mansioni per qualche anno ho fatto il responsabile tecnico della piscina aziendale!
Non avendo a disposizione un aspirafango , avvio il robot che pulisce automaticamente il fondo, tolgo dalla superficie gli insetti morti e le foglie, pulisco gli skimmer.
Dopo un po? arrivano Mari e Narci anche loro svegli presto.

Marina, sempre pronta e rendersi utile, si propone per preparare un caffé; la cosa non è così facile perché non conosciamo bene la casa e non sappiamo i posti, in cucina, delle varie cose. Comunque il desiderio di rendersi utile, portato avanti con impegno e dedizione, dopo un po? porta i suoi frutti e così riesce a trovare tutto l?occorrente ed a preparare un buon caffé (quando si sveglierà Meg ci mostrerà le cialde, proprio sotto gli occhi, per la caffettiera elettrica, caffé più buono!!)

Via, via iniziano a svegliarsi tutti gli altri, sono ormai già le 9,30.
Esce Stè che ha una faccia tra l?addormentato, lo stupito, il rincoglionito, (il buon vino francese ha fatto effetto anche sul resistente veneto): buon giorno Stè ben arrivato in questo mondo di svegli (il caffé ha inizia a fare effetto)
Poi è la volta del generale con una faccia leggermente più sveglia ma manco tanto.
Poi l?Annina pure lei uno ?zompi?, e man mano tutti gli altri!!
Il primo ordine del generale:
trovare un officina per riparare il Trankscamper, la sauna di eri le è bastata.
Avremmo dovuto andare già da un po? ma, sai com?è? Siamo in vacanza!!
Dopo alcuni scambi di opinioni, una delegazione parte per trovare l?officina con i nostri due angeli custodi(Meg e Boris).
Recuperiamo il mezzo dove parcheggiato e ci dirigiamo verso una piccola officina indicata da Boris.
Il meccanico dapprima ci fa attendere un po? poi viene e dice che lui non può fare niente (per fortuna con l?assistenza di Meg per la lingua) è necessario andare all?officina Fiat presente nel paese. Poteva dircelo subito, avremmo risparmiato altro tempo prezioso!!
Ci rimettiamo in cammino, percorriamo alcune vie di questo paese molto belle, le solite rotonde, una con la fontana, fiori da tutte le parti, dopo poco troviamo l?officina Fiat, abbastanza grande.
La Meg va a cercare qualcuno ed aspettiamo ancora; finalmente dopo un altro tempo che ci sembra interminabile, visto il caldo, esce dall??officina un signore che sembra il capo officina; ci chiede di descrivere il difetto riscontrato, osserva un po?, poi ci dice che non è sicuro se per il pomeriggio riuscirà a riparare il guasto, comunque lo lasciamo non abbiamo altre alternative. Prima di andare via ci raccomandiamo in tutte le lingue!!

Con Stè poco prima, mentre aspettavamo avevamo fatto un ragionamento che ci aveva tranquillizzati: ogni inconveniente che si presenterà non ci dovrà mai ?appesantire? più di tanto, lo accetteremo così come si presenterà e, forti di questa tranquillità, riusciremo a trovare tutte le soluzioni necessarie. (l?avevamo già sperimentato e lo sperimenteremo ancora durante la vacanza)

Lasciamo il mezzo e ripartiamo in macchina con Meg e Boris. Quest?ultimo, mentre aspettavamo aveva già pensato al pranzo ed era andato a trovare degli spaghetti di marca italiana come gli aveva raccomandato Stè. L?idea che a volte aiuta : una spaghettata pomodoro fresco e basilico!!

Una tavolata di 11 persone tutte super affamate! I due giovani Riki e Juli e non solo , hanno un piatto che solo guardarlo mi fa cresce la pancia!
Per secondo arista di maiale arrosto che Mari ha recuperato dal camper, zucchine per contorno. Una meravigliosa macedonia di pesche conclude un pranzo squisito.
Il caldo si sente e lo Stè non resiste più di tanto e si va a buttare in acqua; qualcun altro si sdraia all?ombra nel patio della casa, io riguadagno il mio letto, ho del sonno arretrato!
A merenda decidiamo di mangiare un enorme cocomero avanzato nella festa a Vittorio Veneto e che si siamo portati dietro, per tutto il lungo viaggio, sono con noi anche i nonni di Boris.
Il cocomero è fresco e molto buono, ci disseta e ci ridona energie.
Aspettiamo la telefonata dell?officina che arriva nel tardo pomeriggio. Ci organizziamo per andare a prenderlo insieme alla nostra traduttrice Meg e tutti gli altri si preparano per la partenza.
Il meccanico ci dice che ha cambiato il bulbo (termostato) che avvia la ventola di raffreddamento dell?acqua del radiatore, (difetto che avevamo diagnosticato noi), poi ci dice che non aveva la sonda della segnalazione dell?alta temperatura e quindi la spia rossa potrebbe riaccendersi ma, logicamente senza preoccupazione perché la ventola si sarebbe avviata, spesa: Euro 166,00!!
Però stì francesi, se fanno pagà!!

Arriva il momento di separarsi da questi due splendidi giovani, la commozione si affaccia agli occhi, i nostri (siamo troppo sensibili, come il generale), il giorno e mezzo circa passato con loro ha creato da subito una bella intesa che ci ha permesso di passare le ore in serenità e in allegria.
Un briefing prima della partenza permette di analizzare la proposta che ci ha fatto Boris di passare ad Avignone, un centinaio di Km da dove ci troviamo. Vista l?ora i generali sotto la guida del comandate in capo decidono che si può fare.
Alla guida del Tranks camper lo Stè, prima guida: la velocità e la qualità della guida è assicurata.
Appena fuori della bella cittadina che è inserita in una riserva naturalistica è ci appare un paesaggio spettacolare: boschi, campi verdi, campi di grano già trebbiato, vigneti a perdita d?occhio campi di lavanda. Il tutto molto curato ed ordinato.
Fa ancora caldo nonostante stiamo andando verso la fine della giornata; notiamo che a questa latitudine si fa notte più tardi! Forse sarà una caratteristica di questa vacanza: il caldo! (andando avanti invece l?aria sarà più fresca ed addirittura fredda) Comunque notiamo anche che lo stare bene insieme a iuta a sopportare il caldo senza lamentazioni troppo lunghe!
Arriviamo ad Avignone all?imbrunire.
Ci appaiono una cinta di mura imponente che divide la vecchia città dalla nuova.
La cosa più delicata ogni volta che si arriva è trovare un posto dove fermarsi che piaccia a tutti e sia adatto per tutti e due i mezzi. La stanchezza a volte si fa sentire insieme al desiderio di voler scendere, insieme al calo glicemico dovuto alla fame.
Entrare in una città sconosciuta e cercare un posto adatto è come fare 13 al totocalcio, ma noi abbiamo la nostra ?carta nella manica? il nostro ?13?: il generale comandante in capo dartSabifener coaudiovato dall?aiutante. Ed allora, intuito, spirito di osservazione, occhio attento, e non ultimo un pizzico di deredano , dopo qualche: ?gira di qua, no?sabi è meglio là; no, Annina, andiamo dritti vedo un cartello, svolta,svolta?(povero chi è alla guida), arriviamo in un posto adatto sia al Trankscamper che al Narcicamper che è più lungo di circa due metri.
Il posto trovato è proprio sotto le mura che circondano la zona vecchia di Avignone vicino ad una porta che ci fa entrare per andare verso il centro.

Una volta parcheggiati si decide di mangiare subito per poi andare a visitare la città che è stata residenza dei papa per circa 100 anni!
Un pasto cosiddetto frugale per noi va ben sempre le più rosee aspettative:
-insalata di pomodori
-carciofini sott?olio preparati dalle manine dell?Annina e mie (barattolo portato dal paesello in aereo; se fosse stato questo periodo penso che all?aeroporto lo avrebbero sequestrato considerandola arma chimica altamente pericolosa (con gioia profonda dei poliziotti));
- prosciutto, salame, formaggio asiago.
Rifocillati adeguatamente ci dirigiamo decisamente verso il centro.
La via principale è stracolma di gente di tutti i tipi, età, colore della pelle. La Francia da proprio l?idea di questa nuove e diverse tipologie delle nostre città dovute ad i flussi migratori da altri paesi.
Fa molto caldo nonostante siano quasi le 23!
In città si svolge un festival di teatro e su tutte le inferriate di recinzione, su alcuni muri di angolo dei palazzi sono appesi decine e decine di locandine degli spettacoli, peccato che sono tutte in francese e che siamo di passaggio!
La via centrale è molto grande e piena di gente che passeggia. Camminando, camminando arriviamo in una grande piazza da dove ci appare nella sua grandezza e maestosità un enorme palazzo che appunto è stata la residenza dei papi per circa un secolo. A fianco una chiesa che mi sembra un po? particolare.
Attraverso una strada si sale più in alto e si ammira la piazza dall?alto, tra l?altro un venticello più fresco ci dona sollievo dalla calura serale. Non vorremmo andarcene si sta troppo bene ma il tempo passa la stanchezza inizia a farsi sentire ed ora di tornare al camper. La strada sembra non finire mai!
Torniamo al camper e ci rendiamo conto che dove siamo parcheggiati non è il caso di rimanere: troppe macchine di passaggio ed un traffico di?ragazze di colore!!
Decidiamo di spostarci per trovare un posto più tranquillo e si prende la direzione Nims.
Dopo diverse peripezie vista l?ora che inizia ad essere tardi ci fermiamo a Rochefort Du Gard in una immensa piazza. La stanchezza è tale che non vediamo l?ora di fermarci, è passata da poco la mezzanotte e fa ancora molto caldo.
Velocemente trasformiamo il camper per la notte e ci mettiamo a dormire anche se non sarà facile per il caldo che non cessa a diminuire.

Riferimenti: Foto di Stè

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Oggi il funerale di un mio giovane compaesano, Angelo Frammartino, ucciso qualche giorno fa a Gerusalemme da un palestinese.
Un amico di mio figlio.
Angelo, un ragazzo di pace che ha dato la sua vita per la pace.
Un ragazzo che con il suo impegno laico ha onorato e continuerà ad onorare il nostro paese, l?Italia.
Oggi, in chiesa, credenti e non credenti, uniti intorno ad Angelo per dichiarare che la pace è l?unica via per sconfiggere la violenza.

Il papà di Angelo ha fatto delle dichiarazioni da persona saggia, responsabile: pur distrutto dal grande dolore per la perdita del figlio non si è scagliato contro nessuno. Ha detto che questo episodio è il frutto del clima di violenza diffuso nel mondo, che per questo non condanna e non odia nessuno.
Tanti giovani oggi intorno ad Angelo, tutti con nel cuore un grande desiderio di pace. Tanti ricordi della sua vita vissuta, tanti ricordi fissati nel cuore di chi lo conosceva bene.
Il vescovo di Gerusalemme ha parlato a nome dei palestinesi ed ha chiesto perdono per il gesto folle.

Con la sua vita Angelo ha dato un esempio di impegno concreto per la pace. Con la sua morte ha fissato nel cuore di tanti la certezza che la pace è l?unica via.

Grazie, Angelo, per la tua vita, per il tuo esempio: sono i tanti giovani come te che danno la speranza che un mondo di pace sarà possibile!

Un bella frase di Angelo:

?Faremo l?amore con la non-violenza per partorire la Pace dal grembo della società!?

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…segue.
Arrivati stanchissimi nello spazio di parcheggio trovato di ripiego a quello pensato, vicino all?Ikea di Padova, ci attrezziamo per la notte!
Il veicolo del primo equipaggio deve ricavare il secondo letto dal tavolo e dai due divani con un opportuna trasformazione (alla fine della vacanza effettueremo tale operazione in tempi da record).
Manco facciamo in tempo a chiudere gli occhi ecco che arriva sulla piazzola vicinissimi a noi un camion, scendono alcune persone ed iniziano a trafficare intorno al furgone parcheggiato.
Parlano a voce alta fanno i rumori più diversi senza minimamente preoccuparsi dedi due camper vicini?addio sonno!

Da quello che abbiamo capito, ricostruendo poi gli avvenimenti, sembra che questo camion dal quale hanno scaricato un rimorchio era venuto a prendere l?altro furgone che sicuramente era guasto.
Dopo un tempo che mi sembra interminabile se ne vanno e torna il silenzio. Io manco a dirlo non riesco a prendere sonno profondo, solo in un dormiveglia.
Alle 6,30 finisce pure il dormiveglia e sono sveglio del tutto, anche Stè (stranamente) è sveglio, l?idea è di partire e così esco ad accertarmi se anche il secondo equipaggio è sveglio, lo è almeno nel 50%(Narci e Mari), come noi, e quindi decidiamo di partire subito dopo aver preso un caffé preparato dalla Mari.
Il generale e l?aiutante se la dormono alla grande!!

Alla guida io, stavolta il più sveglio della situazione nonostante le poche ore di dormiveglia, all?altro il Narci.
Iniziamo il vero e proprio viaggio che ci porterà in Francia.
Ordine del generale: in Francia a Manosque (circa 80 km. Da Marsiglia) entro il pomeriggio!
E così: Padova ? Vicenza ? Verona ? Brescia – Piacenza, saranno le nostre tappe.

Dopo 2,30 ore di guida alle 9,15 si sveglia il generale e l?aiuto, da subito un ordine perentorio che esprime anche un nostro (mio e di Stè) desiderio: fermarsi per la colazione!

Uno dei vantaggi del viaggiare in camper: quando decidi di fermarti trovi un posto che ti piace, ti fermi, ed hai tutta la casa, bagno, cucina, tavolo, salotto.

Iniziano le nostre super colazioni che identificheranno e qualificheranno tutta la vacanza: The, caffé, pane tostato con burro e marmellata, biscotti vari!
Con i Tranks prendere il The è un rito che deve seguire una modalità ben collaudata da anni: al bollire dell?acqua si spegne il fuoco, si versa il the sfuso di ottima qualità(5 cucchiaini); si mette il coperchio ed un canovaccio sopra per non far disperdere il calore (a Stè non piacciono le cose tiepide). Per maggior sicurezza sulla temperatura prima di servirlo si riaccende il fuoco e si riscalda nuovamente. Si versa il latte nelle tazze nella giusta quantità e, solo dopo, il the. Il pentolino deve essere ricoperto con il coperchio ed il canovaccio sopra, guai se si raffredda!
Nessuna delle operazioni elencate può essere invertita, ad esempio prima il the e poi il latte?guai!

L?Annina come primo giorno non ricorda bene tutta la sequenza di queste operazioni e?rischia!
Come in ogni spedizione che si rispetti si pensa a tutto ma si dimentica sempre qualche cosa?la perfezione non è di questo mondo!
La marmellata! Manca la marmellata?orrore!Aiuto! E adesso? Come dirlo al generale?
Dimentico che ?l?arma segreta? della spedizione è sicuramente la generosità, che supplisce le mancanze dell?uno o dell?altro anche nelle cose concrete, ed ecco allora che il secondo equipaggio ha un barattolo anche per noi, addirittura marmellata di mirtilli!! Meno male la colazione è salva!!
Tale arma sarà utilizzata più volte durante tutto il periodo da ambedue gli equipaggi!

Nell?area di servizio dove ci siamo fermati facciamo gasolio ed alle 10,15 si riparte con alla guida il generale che, rifocillato dall?abbondante colazione, è pronto ad avanzare verso la meta. Al secondo mezzo si pone alla guida la Mari.
Tutti gli altri ?sbracati? nelle posizioni più comode.

Un altro vantaggio del viaggiare in camper:mentre si viaggia si può leggere comodamente sdraiati o seduti, si riesce perfino a scrivere avendo a disposizione il tavolo si possono allungare le gambe ecc.

Come in tutte le spedizioni oltre ad aver dimenticato qualche cosa si presentano anche degli imprevisti di varia natura!
Questa volta un imprevisto importante che avrebbe potuto ritardare i tempi della tabella di marcia: dopo una serie di salite impegnative si accende la spia della temperatura dell?acqua del primo mezzo (equipaggio A), ci si ferma appena possibile nella prima area di sosta, si spegne il motore e ci rendiamo conto che la ventola di raffreddamento non si è avviata.
Apriamo il cofano per cercare di far raffreddare velocemente il motore; cerco di infilarmi sotto il mezzo per capire se è possibile attivare la ventola direttamente escludendo il termostato (bulbo) sul radiatore.
L?operazione non è facile perché non riesco a mettere le mani causa il caldo eccessivo del motore e la posizione scomoda del sensore. Dobbiamo attendere che si raffreddi da solo!
Intanto è ora di pranzo e possiamo approfittare per preparare il pranzo, anche se non è il posto ideale ma è un?area di sosta accettabile con addirittura i bagni!
Mangiamo velocemente perché ci preme riprendere il viaggio per arrivare entro il tardo pomeriggio a destinazione: Manosque (circa un?ottantina di km. da Marsiglia)!
Il motore nel frattempo si è raffreddato e provia a riprendere il viaggio cercando di nono tirare troppo il motore.Il generale sempre alla guida, io a lato con l?occhio sull?indicatore della temperatura dell?acqua.
Il caldo si fa sentire oltre 34°C all?interno del camper. Il secondo mezzo è più fortunato in questo senso perché è provvisto di Gruppo Elettrogeno che alimenta un condizionatore d?aria che può rimanere acceso mentre viaggiano!!
Intanto lasciamo l?Italia ed entriamo in Francia, Mentone dopo Ventimiglia. Il paesaggio ci sembra subito molto bello: distese immense di vigneti alternati a boschi, campi coltivati ecc. (descrizione che ripeterò spesso in seguito)
Intanto il caldo diventa insopportabile e dobbiamo fermarci per sgranchirci le gambe.
Abbiamo iniziato a percorrere le autostrade francesi e ci sembra che siano molto care!!
Guai a chi si lamenta del costo delle autostrade italiane!! Il nostro caro Benetton ci tratta con i guanti bianchi!!
Mi rimetto io alla guida con l?occhio sempre attento alla lancetta della temperatura dell?acqua, cerco di non forzare il motore ed in fatti va abbastanza bene fino a quando una lunghissima salita fa risalire nuovamente la temperatura e si riaccende l?indicatore. Siamo costretti a fermarci ancora!
Pensa che ti ripensa su come riuscire a proseguire, poi un?idea geniale (scusate la modestia): accendere il riscaldamento all?interno dell?abitacolo in modo che parte del calore viene dissipato internamente!
In breve si spegne l?allarme e questo ci fa decidere che potrebbe essere un metodo per non fermarci ed arrivare a destinazione e poi li cercare un?officina! A Manosque ci aspetta la seconda figlia del generale la Meg, e non possiamo farla attendere!!
Riprendiamo il viaggio, Stè alla guida io a lato che manovro la leva del riscaldamento e la manopola del ventilatore interno ogni volta che la lancetta della temperatura dell?acqua inizia a salire!
Adesso voi immaginate: caldo fuori, noi con il riscaldamento al massimo!!
La temperatura all?interno del camper supererà i 38°C!
Una sauna viaggiante!!

Gli ultimi 50 km. Sono un po? per così dire?. caldi!!
Finalmente dopo un viaggio che ci sembra interminabile arriviamo a Manosque. Appena usciti dall?autostrada ci fermiano vicino ad una rotonda bellissima (piante di viti, ulivi, ed un vecchio torchio per pressare l?uva!) che smista il traffico per entrare in città
La prima di una serie interminabile di rotonde tutte molto diverse tra loro, a tema, tutte curatissime in ogni particolare!
Poco dopo vengono a prenderci Meg e Boris. Abbracci, baci, commozione, è da tanto che non vediamo la Meg. Conoscere Boris, è altrettanto un?emozione.
Ci rimettiamo in cammino per entrare in città, posteggiare i camper in un parcheggio e poi andare a cena a casa di Boris.
La cittadina ci sembra molto bella. Nonostante la stanchezza mi viene da notare tantissimi particolari come la cura delle rotonde come già detto, ma anche delle strade, dei marciapiedi ecc.. Alcuni di noi vanno a casa da Boris altri vanno a parcheggiare i camper e poi ci raggiungo in macchina con la MEG.
Una casa da favola in una posizione che domina tutta la cittadina: dapprima appare una bellissima piscina, poi un atrio esterno molto ampio, una cucina con un enorme finestrone che da una veduta incredibile diverse camere da letto, un bagno alla francese, WC in piccolo ambiente, il resto in grande ambiete!
Comunque accaldati come siamo l?attenzione per tutti noi del primo equipaggio è rivolto alla piscina! Giusto il tempo di indossare il costume e siamo subito in acqua! Dopo il caldo sofferto l?acqua fresca ci dona un refrigerio insperabile ed inatteso!
Intanto Boris e Meg si danno da fare per preparare la cena (risulterà squisita).
Durante la cena si ride delle avventure della giornata, del caldo sofferto si è felici per le belle persone conosciute, ci si diverte con i miei tentativi di parlare un francese (Boris un po? parla italiano, un suo amico quasi per niente) alla Totò (noio volevam savoire?!)Che ve lo dico a fa!
Un vinello francese niente male aiuta questo scambio culturale!!
Si va avanti sino ad oltre la mezzanotte ridendo e mangiando e bevendo, e non poteva non succedere , anche se tutti i partecipanti sono poco interessati al calcio però come non parlare dei mondiali? Come non ricordare che ?noio? siamo i campioni del mondo!! Come non ricordare le gesta, più che le gesta la ?testa? di Zidane? I francesi presenti dei veri signori, fanno i complimenti all?Italia del calcio!

Siamo tutti ospitati in questa bellissima e grandissima casa in tre camere da letto e vari divani, noi siamo in 8!

Io sono ?stra-cotto? dalla stanchezza e dal vino francese, e gli occhi si chiudono da soli considerando anche le poche ore di sono della notte precedente?.guadagno il letto e sprofondo in un sonno profondissimo!!

A conclusione del primo giorno posso dire che abbiamo superato brillantemente tutte gli imprevisti e le difficoltà che il giorno ha portato con se ed abbiamo rispettato la tabella di marcia!!

Continua

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Inizia l’avventura!
La prima fase di questo viaggio è raggiungere il resto della truppa a Vittorio Veneto, da dove ci saremmo imbarcati sui mezzi per l?invasione della Francia.
Non ci crederete ma il mezzo più economico, tra la macchina, il treno, l?aereo è risultato proprio quest?ultimo!
Un figlio, il più giovane, ci accompagna all’aeroporto, un percorso di tutto rispetto se si considera che si percorre una buona metà del grande e famoso Raccordo Anulare di Roma!
Arriviamo con un largo anticipo perchè è sabato pomeriggio, sono le 15,30 e fa un caldo bestia e la gente se ne sta a casa a fare la famosa pennichella!
Il cek-in è veloce, non c’e quasi nessuno, l’aeroporto in compenso è affollatissimo un sacco di gente che parte per l’estero, non si trova neanche un posto per sedersi.

Decidiamo di avviarci all’imbarco con la speranza che all’interno ci sia qualche posto cosi ingannare l’attesa comodamente.(perchè poi stà povera attesa va ingannata!! Boh!!)
Passano alle lastre i nostri bagagli dobbiamo mettere tutto dentro compreso cintura orologio, cellulare (poi se passano i veri terroristi con i coltelli di plastica, e ultimamente bottiglie con l?esplosivo se ne accorgono solo se qualcuno glielo dice).
Passa la borsa dell’Annina che, inspiegabilmente fa suonare lo strumento di controllo, aveva tolto tutto!
L’addetto al servizio si avvicina con sguardo sospetto e guarda l’Annina con aria minacciosa.(ora io dico a voi ma l’Annina può aver mai la faccia da terrorista, neanche un poliziotto inesperto alle prime esperienze avrebbe fatto una simile errata valutazione).
Le dice:?lei ha per caso una forbice?? E l’Annina con l’aria imbarazzata di chi sa che ha combinato una marachella:? certo! Nel beauty!?
Lui :? No! Nella borsa??
E lei candida, candida: ?certo ne ho sempre una? (ogni brava maestrina ha sempre una forbice con se!)
Lui: ?la deve lasciare se vuole partire, può spedirla!?
Stiamo andando solo a Treviso dove non mi pare che ci sono torri oltre a quella di controllo. E poi, se pure Annina è stata scambiata per una terrorista io, secondo voi, ho una faccia da pilota?
Insomma per farla breve deve lasciare la forbice che, per fortuna, era di quelle comperate all’IKEA (1,5 euro tre forbici).

Finalmente entriamo e troviamo posto nell’enorme sala d’attesa prima dell’imbarco! L’aria condizionata è accesa e si sta bene, si attende senza troppe ansie!
L’Annina che fine ad adesso è stata distratta da tutte queste operazioni vedendo che si avvicina l’ora della partenza inizia ad agitarsi (ha una fifa cane dell’aereo!) Cerca di nascondere questa sua ansia leggendo il giornale!Sono ancora le 16,30.
L’imbarco prima delle 17! Poco dopo chiamano l’imbarco del volo.
Annina vedo che inizia ad agitarsi, saliamo sulla navetta e poi sull’aereo, il suo viso inizia a farsi bianco, nonostante la sua carnagione scura. Inizia a dire che forse avremmo fatto meglio ad andare in treno. E già? Perchè non siamo andati in treno?
Lo dice a me che ha fatto tutto lei? Ha deciso il mezzo di trasporto (quello più economico), prenotato i biglietti, io mi sono limitato a confermare tutto!
Per incoraggiarla, e giocare un po’ sulla sua paura, nella speranza che si distragga: ?dai Annina non ci pensare, pensa piuttosto che bello che se precipitiamo moriamo tutti e due insieme?!?
Lei si agita ancora di più! Tento un’altra via consigliandole la lettura del suo giornalista preferito, Zucconi! Niente non funziona neanche Zucconi.
Provo con gli argomenti, casa famiglia, amicizie, ecc.!
Solo l’argomento Sabina (il generale) la distrae un po’, ma poi le sue paure tornano a dominarla, (diciamo che ad alcuni sentimenti quali la paura sono indipendenti dalla nostra volontà!)
Intanto hanno acceso i motori, lei prende la mia mano ed inizia a stringerla (alla fine del decollo avrò la mano semi stritolata).
Inizia la farsa degli assistenti di volo che descrivono le operazioni di emergenza: come allacciare le cinture, il salvagente ecc. meno male che è in inglese così l’Annina non si preoccupa troppo!
Non gli posso evitare la scena della maschera dell’ossigeno, ed emette un gridolino che cerca di soffocare con la mano!
Comunque, io mi chiedo a che serve tutta sta messa in scena ogni volta che si deve partire se poi il più delle volte quando succede non serve a niente?! Va bè, lassamo perde!!

Mentre inizia il rullaggio di nuovo ripetono le stesse istruzioni stavolta in italiano! Ariecco che stavolta dice che in caso di mancanza di pressione nell’aereo indossare la maschera dell’ossigeno, Annina sbianca ancora di più!
Il rullaggio continua e la mia mano stretta dall’Annina inizia a soffrire. Sento un? Oddio oddiooooooo ,soffocato e l?aereo si alza in volo; quando finalmente l?aereo si rimette orizzontale la mia mano avrebbe bisogno di essere immersa nel ghiaccio!!
Inizia a scorrere sotto di noi uno spettacolo bellissimo di prati verdi, gialli, marroni, scuro chiaro , uno spettacolo che ogni volta mi stupisce piacevolmente:dall’alto le cose sono sempre più belle! Questa considerazione ogni volta mi aiuta a ricordare che anche le cose del vivere, se viste da un punto di osservazione più alto le vediamo diverse, belle comunque!
L’Annina che si è leggermente tranquillizzata, con la sua cultura geografica mi fa notare lo scorrere del Tevere il lago di Bracciano di Bolsena e così via .
Incontriamo anche delle nuvole sotto di noi e qui non può mancare un’altra osservazione importante: il sole c’è sempre anche se alcune volte le nuvole lo coprono e non riusciamo a vederlo!
Dopo poco circa 40 minuti di volo il comandante annuncia la discesa verso l’aeroporto di Treviso, la mia mano che si stava appena riprendendo subisce un altro trauma nelle operazioni di atterraggio!

L?aeroporto di Treviso è così piccolo che scendendo dall?aereo si va facilmente a piedi verso il fabbricato, ritiriamo i bagagli in una saletta che neanche sembra quella di un aeroporto. Subito fuori, ad attenderci lo Stè e l’Olghina (figlia del generale Sabi,è una bella ragazza di 18 anni ormai, per noi che l’abbiamo conosciuta che ne aveva 3 è rimasta sempre Olghina),la loro calorosa accoglienza ci fa sentire a casa!
Di corsa alla macchina ed a casa dove ci attende il generale dartSabifener:
abbracci baci, ed è subito casa, ed è subito festa!

Quest’anno la festa di inizio estate, organizzzata ogni anno nel giardino del generale, è stata spostata in avanti in nostro onore! Accidenti che onore!!! (Chi sapeva del fatto ci guardava con una certa attenzione: chi sa chi saranno stì due!!)
Arriviamo poco tempo prima che inizino ad arrivare le persone invitate: giovani, meno giovani anziani.
Tutti portano qualche cosa da mangiare e da bere e mettono tutto su un enorme tavolo posto al centro del giardino.
Persino noi da Roma in aereo abbiamo portato un po’ di porchetta buona(verrà molto gradita)!
Poco dopo inizia la festa ed i giovani presenti, attrezzai di tutto punto iniziano a mettere della musica che, sorpresa delle sorprese, è la musica degli anni 70-80.
Si inizia a mangiare cose buonissime, ciascuno ha dato il meglio di se per contribuire alla buona riuscita della festa.
Bevande varie ma, certamente le bottiglie di vino sono quelle che vanno per la maggiore…che ne parliamo a fa? Siamo in Veneto? ciò!
Qualcuno arriva più tardi con ancora cose buone da mangiare che è necessario assaggiare e così, da un cibo all’altro, da un prosecco ad un vino rosso, la festa va avanti tra balli di gruppo di tutti i tipi. Sarebbe bello potersi fermare ancora un po’ ma il generale ordina di abbandonare la festa dopo aver dato una piccola sistematina e di ultimare il carico dei mezzi per la partenza con destinazione Padova.

Ultimati gli ultimi preparativi, sia del primo equipaggio, che del secondo ci si mette in moto.
Alla guida del primo mezzo la “prima guida”, l’autista più bravo ma soprattutto quello più sveglio(avendo dormito nel pomeriggio, si è portato avanti con la preparazione): Stè!
Noi siamo tutti stra-stanchi, mi metto a lato dell?autista, tutti gli altri dietro.
Stè non da segni di cedimento e guida alla grande. Io faccio fatica a tenere gli occhi aperti, e quando riesco, cerco di dire qualche cosa per tenere desto l’autista che però mi sembra non ne abbia bisogno.
Arrivare a Padova è stata dura per me che non guidavo figuriamoci per l’autista.
Comunque arriviamo ad un’ora della mattina nella quale sarebbe bene dormire. Il primo imprevisto (ce ne saranno altri durante tutto il viaggio) è che il parcheggio dove si pensava di fermarsi è chiuso, siamo costretti a ripiegare su uno spazio vicino dove c’è già un furgone parcheggiato ed una persona che dorme fuori. Non ci sembra il posto migliore ma la stanchezza è tanta che non abbiamo scelte.
Sono le tre del mattino, siamo stanchi ma pieni di soddisfazione perchè l’ordine del terribile generale è stato eseguito: prima tappa a Padova!

Continua!

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Ciao a tutti sono tornato da una vacanza bella, speciale!

Proverò, nei giorni che verranno, compatibilmente con il tempo disponibile con la ripresa del lavoro, a raccontarvi qualche cosa di quello che abbiamo visto e vissuto.
Non la solita vacanza alla quale ero abituato, ma una vacanza con dentro di tutto:
viaggio (3.100 KM.percorsi)
mare
oceano
montagna
spiritualità
cultura

Tutto ciò e tante altre cose ancora, unitamente al piacere dello stare insieme, ed al piacere di vedere crescere un?amicizia che dura ormai da oltre 15 anni con i Trank’s) e da appena due anni con i Narci?s.

Abbiamo tentato una pacifica invasione della Francia del sud,(non mi rendevo conto prima quanto fosse vasta la Francia), con due camper cosi composti:

Equipaggio A. (I Bera?s- I Tranck?s)

- Sabina (denominata generale dart-sabi-fener, il lato ?oscuro? della Forza), comandante in capo di tutta la spedizione (denominata in gergo: ?i campioni siamo noi!?) con compiti delicati di letture delle carte geografiche della Francia decifrabili solo con un codice segreto: l?esperienza! Addetta alla stesura del percorso, agli approvvigionamenti, alla preparazione del vitto speciale per l?equipaggio e?tantissimo altro ancora.

-generale aiutante di campo nonché comandante dell?intellingence, nonché addetta alla elaborazione delle carte del territorio, nonché aiuto all?approvvigionamento ed alla preparazione del vitto speciale, nonchè prima traduttrice:Anna Maria denominata Annina o Annette.(a seconda)

-soldato semplice, prima guida, nonché fotografo, nonché addetto a compiti ?delicati? (scarico acque grigie, nere; carico acque: Stefano detto Stè

-caporale, con particolari deleghe per la trasmissione degli ordini del generale alla truppa, addetto alla compilazione del giornale di bordo, aiutante e riserva in tutte le funzioni di cui sopra (tranne che il comando): Berardo detto Bera

E equipaggio B (I Marci?s)

-comandante dell?equipaggio B, nonché prima guida, nonché addetta all?approvvigionamento, nonché cuoca, nonché secondo aiuto alla lettura e stesura del percorso e tanto altro ancora: Marina detta Mari

-soldato semplice, seconda guida, primo manovratore, aiuto agli approvvigionamenti (portare i pesi), esperto con compiti speciali (vuotare il cesso):Narciso detto Narci

-soldato semplice, nonché consumatore vorace delle cibarie, nonché secondo aiuto nelle manovre uomo di parole molte parole efficaci:Riccardo detto Riky

-soldato semplice, secondo divoratore di cibarie, nonché primo lettore, nonché 1° umorista, l?arTista (meno distratto dell?anno passato): Giuliano detto Giuli.

Abbiamo visitato una parte del sud della Francia con una capatina sino all?atlantico. Vi dirò, cammin facendo, se avrete la voglia e la pazienza di seguire questo viaggio.

La Francia, un paese che abbiamo molto rivalutato (almeno io)!
Un paese che cura in modo attento e direi quasi maniacale tutto ciò che è il bene comune: strade, piazze, marciapiedi, giardini.
Le rotonde ad ogni incrocio di strade sono una meraviglia, una più bella e più elaborata dell?altra.
Giardini ombrosi attrezzati con tavoli per il pic-nic, bagni pubblici curati e puliti (in alcuni c?è addirittura la carta igienica); spazi appositi per il gioco delle bocce ( non sapevo che i francesi ne fossero così appassionati).
Vasi di fiori in special modo gerani e petunie attaccati ai pali dell?illuminazione pubblica, che vengono innaffiati con un apposito strumento che permette di arrivare ad una certa altezza.
Quasi ogni piccolo paese ha parcheggi per i camper e punti di carico e scarico delle acque diffusissimi e gratuiti!
Paesaggi bellissimi che ricreano lo spirito e riconciliano con il mondo!

Noi saremo i campioni del mondo di calcio, loro certamente sono campioni in tantissime e più importati aspetti e settori.

Vi parlerò di questo viaggio con descrizioni scritte e con un assaggio delle numerosissime foto che abbiamo scattato con tre macchinette digitali. Una raccolta di foto del primo fotografo la potrete trovare tra qualche giorno su questo sito: http://www.flickr.com/photos/tranks/.

Nella foto i due mezzi della spedizione ed un piccolo assaggio dei meravigliosi fiori che addobbano tutti i paesi.

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