Archivio Maggio 2006

L’idea di fondare un partito dal titolo “se non lo faccio io chi lo fa?” mi ha fatto venire alla mente, come conseguenza, una riflessione sul valore dei piccoli gesti, delle piccole cose che ognuno di noi ha la possibilità di fare ogni giorno. E’ molto diffusa l’idea che solo le grandi cose sono importanti! Quante cose, cosiddette grandi, capitano ogni giorno, ogni mese, ogni anno? Se guardo alla mia vita non mi sembra che siano molte. Invece, di piccole cose quali: sostituire il rotolo della carta igienica (come da post precedente), buttare i secchi della spazzatura(sono espertissimo sul riciclo), lavare la caffettiera in modo che la mattina sia già pulita, sparecchiare, lavare i piatti (grande chi ha inventato la lavastoviglie) ecc., e molte altre ancora, come pulire, fare il bucato, cucinare, fare la spesa, ecc. ecc. ecc. ne è piena (strapiena) la nostra esistenza. Il cosiddetto valore aggiunto a questo ragionamento potrebbe essere chiedersi, e poi rispondersi alle seguenti domande:con quale atteggiamento, stato d’animo si fanno tutte queste cose? Possibili risposte: Per dovere? Per necessità? Per costrizione? Penso che dietro ad ogni gesto, anche il più piccolo, la motivazione di fondo dovrebbe essere sempre la stessa: per amore e con amore. Ogni cosa fatta per amore da piccola che è, prende un’importanza enorme, perché si eleva su un piano dove il metro di misura di ogni azione è proprio l’Amore! Questo è il dover essere! Quanto detto è la teoria! Poi, man mano che andiamo avanti, ci rendiamo conto che è un cammino quello che facciamo per arrivare alla meta; in certi momenti, in certi giorni, sembra impossibile ma, se l’abbiamo sperimentato almeno una volta, certamente possibile lo è!

(continua…)

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C?è un aspetto della vita di tutti i giorni che passa quasi inosservato ma, nel complesso equilibrio familiare, è importante, molto importante!

A casa siamo in cinque, (quattro in questo periodo perché il secondo figlio è all?estero).
Non è raro, nel corso della giornata, più verso le ore mattutine o serali , sentire urla disperate del tipo: è finita la carta igienica!! Chi mi prende il rotolo?!(i rotoli di scorta sono tenuti nel bagnetto cosiddetto di servizio)

Già, chi lascia stare quello che sta facendo per passare il rotolo della salvezza?
Possibile che non si accorta/o che il rotolo era finito? Chi ha finito il rotolo perché non ha provveduto alla sostituzione?
Domande alle quali non è umanamente possibile avere risposte!
Dopo qualche altro urletto, sempre più disperato, qualcuno mugugnando provvede, prende il nuovo rotolo e lo passa al/alla malcapitata!

Secondo una corrente di pensiero del ?tanto ci pensa qualcun altro? il rotolo della carta igienica anziché finire posizionato al suo posto (troppa fatica) inizia a vagare per il bagno: termosifone, lavandino, bidet, termosifone, bidet ecc., per giorni?..il ?rotolo vagante? ! (potrebbe essere anche il titolo di un film)

Nelle famiglie, in particolare i figli, sono tutti iscritti al partito del ?tanto ci pensa qualcun altro?! Sono tesserati e pagano anche la quota di iscrizione annua!

Per fortuna nelle famiglie c?è qualcun altro iscritto al partito ?è meglio che lo faccio io se no, non lo fa nessuno? e così dopo qualche giorno di posizione vagante torna nella sua apposita posizione quasi poco prima della fine del mandato!

E così qualche giorno dopo l?urlo disperato??..?chi mi prende il rotolo?!

Chi pensate che ha inventato il rotolone di carta igienica sempre più lungo? E? stato certamente un iscritto al partito ?è meglio che lo faccio io?.. ? per cercare di lavorare meno!

Se poi trasportiamo la situazione su u piano filosofico, e l?analizziamo alla luce di uno dei concetti base, fondamentali: ?tutto passa?. Ecco che è inevitabile che il rotolone per grande che possa essere ad un certo punto finisce!

Per rassicurare, e dare speranza agli iscritti al partito ?è meglio che lo faccio io??, comunico una notizia riservatissima saputa in anteprima (vi pregherei il massimo riservo):
alcuni scienziati, di fama mondiale, stanno lavorando ad un rotolo di carta igienica che non si esaurisce mai!

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Riprendo un commento che ho lasciato sul blog di Juva.

Ogni giorno ci viene consegnato un ?pacchetto? tramite ?posta celere?, con dentro: il tempo, le azioni, gli errori, le gioie i dolori ecc.!
Tutto il contenuto del pacchetto, in particolare il tempo, deve essere consumato entro 24 ore, altrimenti si perde!
Non si può recuperare il tempo del giorno precedente, o chiederne in prestito al giorno successivo.
Tutto si conclude nel tempo indicato.
Pensando bene a questa realtà che chiamerei del ?pacchetto giornaliero? non può che derivarne una grande responsabilità: vivere bene il tempo e tutto ciò che ci viene consegnato nel ?pacco dono? perché altrimenti perdiamo delle possibilità.
Tutto è un regalo, anche se a volte ne faremmo a meno, come quando nel ?pacco?, insieme alle cose belle piacevoli, troviamo: dolori, imprevisti, incomprensioni, disagi, paure, sbagli.
Le gioie le consumiamo subito, i dolori invece cerchiamo di scansarli o di rimandarli ad altri momenti. Alcune volte è possibile altre volte invece non è possibile e dobbiamo viverli per come si presentano.
Per le gioie non abbiamo bisogno di capire, ci piacciono le viviamo.
Per il dolore le cose cambiano un po?.
Non ne capiamo il motivo ed il significato profondo, ci fermiamo alla prima sensazione e capita che ci ?restiamo sotto?.
Il significato del dolore non si capisce subito , a volte occorre tempo, altre volte lo si capirà più avanti nel tempo, altre volte ancora rimane un mistero, fintanto che siamo su questa terra.
A volte ci rammarichiamo, magari troppo tardi, per possibilità perse, situazioni non valorizzate al meglio perché non abbiamo aperto bene il nostro pacchetto e non abbiamo guardato bene dentro, anche nei punti più nascosti.
Disponiamo il nostro animo, fin dal mattino, a ricevere il ?pacco dono? del giorno, ad aprirlo senza timore: è un dono e come tale va accettato e vissuto!

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Spesso la nostra insoddisfazione, le nostre tristezze, le malinconie derivano dal fatto che non ci accettiamo come siamo, non accettiamo le situazioni che si presentano e come si presentano ecc.
Il nostro limite più evidente, a volte, è il fatto che noi, per primi, non ci accettiamo.
I limiti fanno parte di noi, sono impastati nel ?cemento? di cui siamo fatti, e man mano che si cresce diventano sempre più un tutt?uno con noi.
Nel tempo, se siamo onesti con noi stessi, possiamo dire di conoscere i nostri limiti (i miei, a volte mi fanno “paura”).
Vivendo, sbagliando e ricominciando, sulla mia pelle, ho capito che, se cerco di essere felice del mio cercare di essere quello che sono (ad esempio carbone nero) e cerco di non voler a tutti costi essere altro (ad esempio diamante); se cerco di fare bene la mia funzione di carbone (bruciare e dare calore) anche il mio essere insignificante e nero (non politicamente, per carità), prende la sua giusta posizione ed il suo giusto ruolo, il suo giusto valore.

Al carbone non si dice che è brutto e nero, è carbone e basta!
Ci si lamenta, se mai, se non “brucia” bene, e non fa il calore per il quale è sua natura specifica!

Se il carbone pensa e desidera diventare diamante ecco che incominciano i guai!

Come diceva il nostro buon De Andrè : “dai diamanti non nasce niente, dal letame può nascere un fiore!”

Allora perché cercare di essere tutti ?diamanti??

Per concludere e trovare un risvolto pratico a quanto detto mi sembra di poter riassumere:
il primo impegno non deve essere rivolto a togliere i limiti (lavoro immane), ma quanto quello di cercare di ampliare, e far crescere, le qualità ed i talenti che ognuno di noi ha!

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Moglie maestra + maggio( periodo prime comunioni) = casa piena delle più strane, costose e bruttissime bomboniere!

Alcune domande mi sorgono spontanee:
- possibile che si deve rendere tutto, persino il rito della prima comunione, conforme alla spietata legge del consumismo?
- possibile che un evento così particolare per un bambino, deve essere contornato da tutti sti? aspetti esterni, consumistici, ? spesso pacchiani, inutilmente costosi?

Di bomboniere ne ho viste di brutte, ma così brutte, da accapponare la pelle! (nello scegliere la foto ho cercato qualche cosa che i miei occhi potessero vedere senza strabuzzare!)

Mi meraviglia che, questi stranissimi oggetti, pur essendo costosi non se ne riesca a fare a meno!
Soldi che potrebbero essere spesi molto ma molto meglio, ad esempio devoluti ad associazioni che si occupano di bambini in difficoltà poveri ecc.(ce ne sono per tutti i ?gusti?!)

Spero solo che, i bambini, in mezzo a tutti questi ?riti? (fatti solo per soddisfare i genitori) non vengano distratti da un momento così bello ed importante.

PS
Ieri sera, stranissima coincidenza:ci hanno regalato una bomboniera molto carina, realizzata da due giovani sposi (Ma e Sa) con l?ausilio di una loro amica.
I soldi non spesi li hanno devoluti ad una associazione che aiuta i bambini in un paese povero.
Grande!!!

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Guardando prima di tutto a me stesso, guardando intorno, leggendo qui e la tra i blog mi è venuto da chiedermi: chi può dirsi realmente consapevolmente ?sano? di mente?
Non vi preoccupate, non nel senso della pazzia vera e propria , ma nel senso di avere più o meno problemi legati all?affettività, al relazionarsi con gli altri ecc.
Chi può dire di non avere qualche problema con se stesso, con i propri desideri, i propri bisogni, e la realtà così come si svolge giorno dopo giorno?
Chi può dire che i propri desideri spesso non vanno in conflitto con la realtà?
Chi può dire di non avere qualche problema di relazione:moglie, marito compagno/a, collega, ecc.?
Il nostro estremo bisogno d?amore, nasce con noi, si sviluppa lentamente con gli anni ed ha un?estrema e continua necessità di essere alimentato, curato, con la considerazione, la stima la comprensione ecc..

Il ?guaio? qual è?

E? che spesso, l?amore, la comprensione, la stima, la pretendiamo, senza essere disposti a metterci in gioco per primi.
I nostri bisogni salgono alla mente, ne prendono possesso,e non si schiodano neanche se ci fanno stare male.
I bisogni materiali, come la fame, la sete, il sonno, abbastanza facilmente possiamo soddisfarli.
I bisogni spirituali, invece, sono difficili da soddisfare.
La mancanza d?amore ci rende fragili, vulnerabili, in balia degli eventi!

Il nostro famoso ?IO? pretende ascolto.
Noi gli diamo ascolto, perché è bene ascoltarlo però, guai a farci ?prendere la mano?: più ascolto gli diamo, più pretende!
Non sempre, dandogli ascolto, ce ne deriva felicità anzi, spesso, ci conduce dritti, dritti all?infelicità.

E? una lotta continua tra la ricerca della felicità ed il tenere a bada questo ?IO? che dice di lavorare per noi ma poi non si capisce per chi c?o lavora.

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Capire, capirsi, in particolare con il genere femminile, è un impresa quasi impossibile!
Dico questo, forte dell?esperienza dei miei anni, da quanto leggo sui blog, dai discorsi che si fanno in giro nei diversi ambienti, dalle problematiche di rapporti di coppia che mi trovo ad ascoltare per diverse ragioni.
Entrare nella testa dell?essere umano non è possibile!
Troppi sentimenti legati a sensazioni passate, presenti.
Troppe aspettative per il futuro.
Troppe variabili dovute ad umori, avvenimenti, stato fisico, psicologico, spirituale e chi più ne ha, più ne metta!
Credo anche che, capirsi, quel tanto che basta per vivere un rapporto di piena rispondenza ed armonia, pensandoci bene, forse è possibile se, ambedue i soggetti prima di ogni altra cosa, si impegnano a rivolgere lo ?sguardo? all?altro/a in modo costante, pronti a ricominciare ogni volta che questo non avviene.
I limiti umani, di ognuno ci sono, guai a non considerarli, però l?impegno in questa dimensione del rapporto di reciproca donazione fa in modo che si riescano a superare, agevolmente, anche se con qualche fatica.
In certi momenti rimane la sensazione forte di incomprensione ma, se lo si è sperimentato almeno una volta, si può dire che non sempre serve capirsi ed anche che capirsi non è sufficiente, l?amore è un valore più grande che riesce ad andare ben oltre la comprensione umana!
Una bella frase che a volte viene usata in senso non propriamente positivo è:? non capisco ma mi adeguo?.
Adeguarsi a situazioni che l?altro/a propone anche se non pienamente comprese, non è detto che si debba fare sempre ma, se fatto per amore, dell?altro/a acquista tutto un altro valore!
Questa mi sembra una buona tecnica, da sperimentare, per tentare di capirci? qualche cosa di più.

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Spesso, il sabato pomeriggio, per alcuni motivi, vado in piccolo ospizio gestito da un privato.
Gli anziani non sono tanti, sono tenuti molto bene, il posto è bello, pulito, il costo per la permanenza so che è alto!
La mia presenza un pochino li incuriosisce perché non ho parenti ospiti.
Alcuni di loro non hanno più l?uso della mente e della memoria. Mi scambiano per qualcuno che loro conoscono e mi parlano, io annuisco, sorrido e loro sono contenti.
Nella loro fragilità mi fanno una grande tenerezza.

Ogni volta che esco per tornare a casa un pensiero profondo sulla vita mi sale alla mente: si nasce si cresce, si lotta per migliorare le condizioni di vita, a volte con enormi sacrifici , si mettono al mondo figli, si crescono, si ama , si litiga,ecc., poi arriva la vecchiaia e,con essa, tutto quello che ne consegue sino a finire in un ospizio per gli ultimi giorni della vita.

Finire in un ospizio sarà sempre più normale, spesso i figli sono addolorati da questa scelta, ma non possono fare diversamente, date le condizioni di vita attuali: case piccole, scomode, non adatte ad una vita indipendente di un anziano, impossibilità di poter accudirli dato la necessità di lavoro che impegna tutto il giorno.
A volte si ricorre a delle badanti, ma sento che sono problemi continui.

Ben triste sarebbe la nostra vita se anche questa fase (la vecchiaia) non avesse un senso per noi, e per chi sta intorno a noi!

Le stagioni della vita si susseguono ed in ognuna di esse si vivono realtà importanti.
La caratteristica che dovrebbe accomunare ogni periodo della vita sarebbe quella di non vivere solo per se stessi ma riuscire a guardarsi intorno, e donare qualche cosa di se. Così facendo il vivere acquisisce quel famoso ?valore aggiunto? che progredisce nella giusta direzione nella misura in cui ci si dona, si ama!

Intorno a noi possiamo notare giovani scontenti della loro condizione, delle loro scarse possibilità, del rapporto con i genitori.
Adulti insoddisfatti del loro lavoro, della loro famiglia, dei figli ecc.. Anziani che non accettano la loro condizione di vita, a volte in solitudine, e con problemi di salute.
Si vedono anche persone non ancora anziane che vivono di nostalgie e di ricordi, che parlano sempre delle stesse cose, del tempo passato perché non accettano il tempo presente.
Il tempo presente può essere scomodo, può essere pesante, ma quello è!
Può essere però pieno, appagante stimolante.

Chi è che non vorrebbe rimanere sempre giovane?
Questo non è nella natura delle cose!
E? quindi necessario acquisire la saggezza che sta nel cogliere, in ogni tempo presente, lo stimolo per vivere e cogliere la pienezza della gioia in ogni stagione, in ogni condizione!

Riferimenti: Foto: WindoWeb

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Torno spesso su argomenti che fanno parte del vivere quotidiano e che penso non sono mai completamente approfonditi in tutte le mille sfaccettature.
Forse mi ripeto nei contenuti ma ogni volta che scrivo ne approfondisco qualche sfumatura in più, che poi constato mi è molto utile per vivere!
La persona, o le persone con le quali viviamo sono un profondo mistero, spesso impenetrabile fino in fondo, nel profondo.
Non basta una vita per cogliere cosa passa nella mente e nell’anima di una persona anche se si vive per una vita insieme perché, i pensieri, gli stati d?animo, sono in continua evoluzione: non si fa in tempo a comprenderne uno che subito cambia e ne subentra un altro, nuovo, diverso, a volte opposto al precedente.
Dell?altro/a se ne possono conoscere i gusti, nel vestire nel mangiare; si possono conoscere ed a volte prevedere le reazioni, a volte il pensiero ma, mai (diciamo quasi mai per non essere troppo rigidi e decisi) cogliere nel profondo quello che l’altro sta vivendo, i dolori e le gioie più intime, che, tra l’altro, non sono facili da rivelare neanche a chi li sta vivendo.

La vita in due è complessa, la routine delle cose di ogni giorno, se non si fa attenzione, riesce a livellare qualsiasi slancio!

La complessità del nostro essere “animali” bisognosi di continuo amore, complica le cose perchè ci aspettiamo, sempre, e sempre di più dall’altro, amore, comprensione, attenzione, e tutto quello che sarebbe giusto aspettarsi!
La vita con il suo svolgersi si complica con tutte le implicazioni che porta con se: problemi di lavoro, di salute di rapporti ecc.
Da quanto sopra enunciato ci si potrebbe scoraggiare e giungere a conclusioni sbagliate: inutile faticare, non c?è speranza?
Stiamo tranquilli, rilassiamoci, speranza c?è!
Chi ha fatto la mente, ha dotato l?uomo di tanti accessori che, insieme al ?cuore?, conducono questa meravigliosa cosa che è il vivere ed il vivere insieme!
Uno di questi ?accessori? è un?idea, che può diventare possibilità: sempre si può ricominciare nel cammino della conoscenza, e sempre si giunge a conoscere un pochino di più, guai se sapessimo tutto e subito dell?altro/a!

Un altro accessorio è la Speranza: tutto può cambiare, tutto può ricominciare, nulla è mai perso per sempre, nuove energie posso scaturire dal nostro cuore e dalla nostra mente!

Un altro stupendo accessorio, implementabile nel ?programma del vivere? è la possibilità che ogni giorno abbiamo di azzerare tutto ciò che è stato del giorno precedente, ?bruciando? eventuali rimasugli che possono rovinarci l?esistenza e possiamo porci:nuovi, e vuoti di fronte al giorno che inizia!

Vivere così, non è per niente facile!
Se si riesce il premio è la gioia profonda nel cuore.

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Ieri sera, mentre tornavo dal lavoro, rallentando in una curva per entrare nel centro abitato, nell’angolo opposto alla strada in una casa con un cancello che si apre su un piccolo pezzetto di terra, una scena:
un signore molto anziano sta per entrare nel cancello;una signora molto anziana gli va incontro sugli scalini, lo guarda, gli dona tre rapidi bacini sulla bocca e poi gli porge un bicchiere d’acqua con un amore nello sguardo e nell’atto di porgere il bicchiere che io sono rimasto incantato!
Quanta tenerezza, quanta delicatezza, quanta commozione in quella scena. Mi ha riempito il cuore.
Sul blog in questi giorni si parla d’amore, si parla di situazioni di crisi nei rapporti di coppia, diffcoltà di tutti i tipi, coppie che si separano. Ed ecco che, come in risposta, questa scena quasi simbolicamente ed inaspettatamente viene a dire: amarsi delicatamente, amorevolmente per tutta la vita è possibile!
Tre bacini ed un bicchiere d’acqua dati in quel modo, indicano una vita, di donazione e di amore appassionato, ma molto concreto!
Volevo fermarmi a ringraziarli ma avevo timore che “l’incanto svanisse”!

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