Archivio Aprile 2006


Eccoci al secondo, per alcuni il terzo, appuntamento con Domenico detto Dono, per un?altra giornata sui monti.
L?itinerario di oggi: Monte Fontecellese (Carsoli).

La partenza presto (per alcuni, orari improponibili la domenica), da due punti diversi della città per ritrovarsi all?uscita dell?autostrada, Carsoli.
Le previsioni non sono delle migliori! E? prevista pioggia ma, quando si è deciso di andare si va, senza preoccuparsene molto.
Molti si sono lasciati spaventare dalla meteorologia avversa e così ci ritroviamo solo in undici. Come capita spesso il più ?vecchio? io, tutti gli altri giovani e giovanissimi. Con alcuni ci si conosce, con altri si fa subito amicizia!
Qualche piccolo imprevisto e contrattempo è sempre da mettere in conto: andare in montagna sviluppa la pazienza, e così iniziamo la salita alle ore 9,55.
Cominciamo a camminare, poco dopo incontriamo un gruppo di scout che stanno già scendendo: in montagna è necessario essere mattinieri ma noi siamo cittadini e per di più romani o giù di lì (i romani, anche se ai tempi belli hanno conquistato mezzo mondo, si sono fatti la fama di essere un po? pigri e comodi?.).
Poco dopo incontriamo due alpinisti, dall?aspetto e dal passo?anche loro scendevano già!
Il percorso quasi subito inizia a salire, ma sò tutti giovani, mica dovrebbero risentirne?…..o no?
Dopo 45 minuti una prima tappa: si giunge in una bella radura dove c?è una piccola chiesetta con a lato un locale con camino e legna! Un gruppo di mucche e vitellini sono al pascolo libero; poco dopo il nostro arrivo, pensano bene di allontanarsi: ?stì cittadini quanto rumore fanno!!
Qualcuno è già stanco?.non ci sono più i giovani di una volta!!
Si fa un briefing per decidere cosa fare: proviamo a salire ancora, con la speranza che la nebbia si alzi dandoci la possibilità di seguire il sentiero senza difficoltà!
Riprendiamo il cammino dopo aver ritemprato le forze con l?ausilio di cioccolata, frutta secca, ecc.
La salita è ripida e non tutti riescono a seguire il ritmo del capo fila.
Si sale per ancora 40 minuti fino a giungere in un?altra piccola radura. La nebbia inizia ad infittirsi e così il capo, Dono, decide che non è più prudente proseguire. Molti gioiscono in cuor loro, erano già stanchi; per qualche altro una piccola delusione non poter salire in vetta!
Si inizia la discesa con l?impegno di recuperare legna nel sottobosco per il fuoco.
Arrivati nella radura con chiesetta e locale con camino, ci organizziamo velocemente per accendere il fuoco. All?inizio stenta ad avviarsi ma con un po? di pazienza si riesce a fare un bel fuoco. Graticola pronta e non appena si forma un po? di brace ecco che sfoderiamo le vettovaglie che il capo aveva suggerito di portare: salsicce e wurstel.
Inizia la lenta cottura, mettiamo anche il pane ad abbrustolire, inizia un?attesa che il profumino delle salsicce alla brace mette a dura prova (come spesso succede: lo spirito è forte ma la fame è tanta!) . Qualcuno cerca di fermare la fame con qualche panino già pronto. Man mano che la cottura procede si inizia a distribuire la carne cotta con il pane abbrustolito: che bontà! Si va avanti per un po? poi, non avendo altro, si mette a scaldare qualsiasi cosa, panini già pronti, mozzarella fatta a fette, addirittura crackers.
Qualcuno ha portato la Nutella mangiandola poi in tutti i modi, anche con le salsicce!!
Fino a quando non abbiamo esaurito tutto il mangiabile, tutti rimaniamo intorno al fuoco; poi, sazi, qualche momento di riposo. Il capo d àsempre il buon esempio iniziando a riordinare il luogo!
Dopo qualche momento di riposo ci rendiamo conto che qualche goccia di pioggia inizia a cadere, aiuto!?.non è che ci prendiamo una bella fradiciata? Decidiamo di affrettare la discesa.
Alle 14.50, siamo sulla via del ritorno.
Le gocce di pioggia sono poche e finissime tanto da non disturbare.
Qualcuno ha il passo più veloce perché teme la pioggia improvvisa ed intensa ma riusciamo ad arrivare alle macchine appena in tempo per non bagnarci.
La solita capatina al bar più vicino, non tanto per mangiare (le salsicce devono ancora essere smaltite) quanto per bere qualcosa .
Ci salutiamo con affetto ed amicizia, con la gioia nel cuore per aver vissuto una bellissima giornata di sincera amicizia, a contatto con la natura, nonostante le condizioni meteo non delle migliori.
L?unico piccolo rammarico per me, appassionato montanaro, è quello di non essere riuscito ad arrivare in vetta. Ma, come ho scritto altre volte, in montagna è bello arrivare in vetta, ma è anche bello fermarsi quando le condizioni non lo permettono!

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In Italia in questi giorni, oltre ai noti eventi politici, sta succedendo un fatto molto grave: la Soc. Autostrade, fiore all?occhiello delle società italiane, sta compiendo un?operazione a dir poco scandalosa procedendo alla fusione con una società spagnola, Abertis.
Pensate che gli attuali proprietari della società (svenduta dal buon D?Alema durante il suo governo), la famiglia Benetton (soci di maggioranza), sono solo i gestori di un bene, quali le autostrade, di cui tutti noi siamo i proprietari. Con i nostri soldi e con la vita di molti (mio padre è morto durante la costruzione) sono state costruite le autostrade che adesso, unicamente per vile denaro, questi sprovveduti Benetton mettono in mano agli Spagnoli..
Vi rendete conto che, ai Benetton, dell?Italia non gliene può fregà de meno? L?importante è incassare soldi! In cambio hanno ceduto la sede della società, che sarà a Barcellona, e l?amministratore delegato, che sarà di Albertis.
L?attuale amministratore, Vito Gamberale, ha avuto un guizzo di saggezza (forse tutta la sua travagliata storia, quando era alla Telecom, e soprattutto il carcere lo hanno reso saggio e prudente): si è reso conto dell?assurdità di questa operazione e sta cercando di opporsi. Per tutta risposta Benetton lo ha licenziato!
L?incredibile è che sta succedendo tutto in questo momento di vuoto politico, nel quale al governo uscente non frega niente, quello nuovo ancora non c?è e quindi non può far sentire tutta la sua forza.
Si spera che l?ANAS, che dovrebbe fare l?interesse di tutti noi, intervenga immediatamente impedendo questo scandalo, per il bene di tutti noi italiani!

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Questa mattina ero troppo nervoso per lavorare!Dormito poco e male, per una situazione che a fine serata mi ha fatto saltare il mio equilibrio nervoso!
Entrando in ufficio, il solito disordine che da tempo devo sistemare, ha peggiorato il mio stato d?animo ed ha provocato una reazione positiva:rendere accettabile, almeno, l?ambiente ufficio (non parlo dell’ambiente di lavoro..irrecuperabile!), per tentare di recuperare un umore medio!
Da mesi ho chiesto degli armadi che non arrivano ancora, però questa mattina non potevo aspettare oltre!
Preso da un raptus mi sono messo a fare, almeno quello che potevo fare: togliere un armadio basso che ingombrava, togliere pacchi di cartelle dal davanzale delle finestre, buttare un sacco di roba!
Spostando in altro ufficio deposito un armadio esterno, ho recuperato spazio. Poi ho iniziato la difficile cernita delle cose da tenere e quelle da buttare!
Non vi nascondo che, tendenzialmente, non butto niente, salvo poi non ricordare dove metto la roba conservata quando mi occorre!Mi sono fatto coraggio ed ho buttato uno scatolone di carte ormai vecchie!
Dopo la mattinata dedicata a spostare e buttare,il mio ufficio ha ripreso un aspetto quasi accettabile!
Dovrei togliere ancora cose ma non so più dove metterle, continuo ad aspettare gli armadi!
L?umore non è risalito molto ma in compenso ho pulito!

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Ho trovato questo scritto che trovo molto importante nel suo significato e nei suoi risvolti concreti per la qualità della vita, ve lo propongo!

Un’altra cosa mi è venuta dalla malattia. Potrei formularla come un’accettazione positiva delle cose così come sono; un sì incondizionato a ciò che è, senza proteste soggettive, un’accettazione delle condizioni dell’esistenza come io la vedo e la capisco, accettazione della mia stessa natura come mi accade di essere. In questo modo forgiamo l’Io che non si spezza quando accadono cose incomprensibili. Un Io che resiste e accetta la vita.

(Scritto da C.G. Jung dopo la sua depressione)

Riferimenti: Foto di Stefano Tranchini

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Qualche giorno fa ho sentito parlare dell?umiltà, non ricordo il contesto però mi è rimasto impresso e vorrei approfondire con voi il concetto.
Qualsiasi ambiente si frequenti, dal lavoro a tutti gli altri ambiti, sociali, culturali, familiari, ecc., persone veramente umili, mi sembra, se ne trovano ben poche .
Persone che si pongono al centro dell?attenzione, che ostentano meriti e qualità, in particolare quando sono ignoranti se ne trovano numerose, gli ambienti di lavoro ne sono pieni!
Le persone umili, in genere, sono preparate, competenti.
Il più delle volte non appaiono, non si mettono in evidenza, sono timide e non si sentono mai all?altezza delle situazioni, della preparazione richiesta in ogni situazione.

Gli ignoranti sono anche presuntuosi. Direi di più:più sono ignoranti, ancor di più presuntuose.
Su un affresco, realizzato su una parete di una vecchia casa, campeggiava una scritta:l?ignoranza e la presunzione vanno sempre a braccetto! Quanto è vero!!
Non è facile vivere da umili in questa società dove conta solo ciò che appare, conta chi sa vendere cose che non ha, chi vende solo fumo!
Ogni giorno di più scopro che le persone veramente intelligenti sono anche umili, perché capiscono che la loro conoscenza, pur essendo vasta, è limitata; capiscono che non si finisce mai di imparare; capiscono che devono sempre aggiornare le loro conoscenze e capiscono che non possono renderle statiche ed assolute!
Sapendo di non sapere si può imparare, perché si ha la mente aperta ad acquisire sempre nuove conoscenze in ogni settore!
Se si pensa di sapere tutto, si rimane ignoranti per sempre perché la mente si chiude ad ogni possibile nuovo inserimento!

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L?incontro al solito posto: il parcheggio della piscina comunale.
Da diverso tempo non partecipavo ad un?escursione, e la bellissima accoglienza mattutina mi ha fatto molto piacere anche perché sincera, da parte di tutti, rivolta a tutti. Si capisce bene che il gruppo, oltre alle escursioni per stare in contatto con la natura, desidera incontrarsi, stare insieme in amicizia ed allegria.
Parafrasando Fiorello posso dire che:
eravamo io, Fidel, Corrado, Sergio….(13 persone)

Partiamo alle ore 6,35, cinque minuti oltre l?orario programmato (cinque minuti fatali). Subito, scendendo sulla Salaria, incontriamo un incidente (per fortuna senza conseguenze gravi per il conducente) successo da pochissimo che blocca la strada. Ormai non siamo nuovi a questi eventi del mattino presto e così ci mettiamo in paziente attesa.
Dopo circa mezz?ora riusciamo a ripartire e riprendiamo il cammino in direzione sud per prendere l?autostrada.
Il rito del caffé tutti insieme lo ?celebriamo?a Pescosolido.
Arriviamo alle pendici dei monti intorno alle 9,10.
Scendendo dalla macchina, un po? anchilosati dal viaggio, ci accoglie un fortissimo odore di mentuccia ed altri profumi provenienti dal bosco: le nostre narici abituate all?aria inquinata ne trovano un giovamento immediato, per non parlare dei nostri polmoni!
Iniziamo la salita imboccando un piccolo sentiero che si addentra nel bosco. Lo stacco è un po? improvviso e non tutti, da subito, riescono a mantenere il passo dei primi che hanno un vivo e pressante desiderio di arrivare presto! Dopo mezz?ora di cammino inizia a vedersi dall?alto un panorama splendido del bel paesino Pescosolido.
Ogni volta che si sale, la stessa esperienza: le cose viste dall?alto sono sempre più belle!
Proseguiamo con brevi momenti di sosta per ricompattare il gruppo e così, in fila indiana, si riesce a parlare: indovinate qual è l?argomento del giorno? Naturalmente la politica, le elezioni appena trascorse e i discussi risultati. Le opinioni, ovviamente, sono diverse ma lo scambio è pacato ed anche simpatico.
Un bellissimo pensiero sulla politica, ma di carattere generale lo esprime Sergio che afferma: non bisogna pensare solo a se stessi! In montagna questo concetto è fondamentale?non è che i nostri politici dovrebbero fare qualche escursione per imparare a lavorare insieme e meglio?
Dopo circa un?ora di cammino l?incontro con un signore del posto alla ricerca di asparagi (ne aveva un bel mazzo in mano, che custodiva gelosamente). Uno scambio di opinioni sul percorso ci porta a decidere di seguire la strada che ci suggerisce: sembra che sia più corta rispetto a quella in programma. Dopo la salita che abbiamo fatto, sentire che esiste un percorso più corto ridona vigore a tutti come un come un balsamo salutare.
La salita inizia a farsi più impegnativa ma continuiamo a sentire profumi meravigliosi e ammirare i colori dei fiori, degli alberi: tutto è molto bello. Anche per riprendere fiato, ci si ferma ad osservare questo spettacolo meraviglioso che è la natura, alla quale, vivendo in città, non siamo molto abituati!
Il solito Anselmo (artista nel cuore) ha lo sguardo sempre attento ad ogni cosa ed ecco che trova un ramo di legno sagomato da madre natura: con un occhio attento, è possibile vedere un elefante con la proboscide allungata da un lato, un altro animale con la testa alzata dall?altro.
Alle 11 tutti sentono la necessità di una sosta e Sergio esprime, a voce alta, captando il pensiero di tutti questo desiderio: accampiamoci per un riposino!
Siamo ad un altitudine di mt. 1.400; partiti da quota 860, abbiamo percorso un dislivello di mt. 540: non male!
Riprendiamo il cammino dopo esserci rifocillati con cioccolata (residuo delle uova pasquali) e frutta secca.
Poco dopo qualcuno attira l?attenzione, corriamo a vedere: su un albero un buco tondo perfetto realizzato da un Picchio, sotto l?albero i resti di truciolo di legno fresco, segno che da poco tempo l?uccello aveva smesso di forare il tronco.
Cose del genere le ho viste solo in televisione, in qualche servizio naturalistico!
Dopo circa due ore di cammino usciamo dal bosco, lo spettacolo delle montagne intorno con le cime ancora innevata è bellissimo, si riesce ad avere una visione anche dei paesini sottostanti.
Cammina, cammina (si sapeva che sarebbe stata lunga?però!), in una radura con qualche albero un altro meraviglioso spettacolo della natura: un piccolo scoiattolo che corre tra gli alberi e che, appena si accorge di noi, si rifugia su di un albero…Corriamo a vedere: lo individuiamo sulla cima, qualcuno scuote l?albero e lui, infastidito dalla nostra curiosità da ?animali cittadini?, salta da un ramo all?altro e se ne va nel bosco! Anche questo spettacolo dal vivo non l?avevo mai visto!
A quota mt. 1680 (ore 12) troviamo la neve sui lati del sentiero; si rientra ancora nel bosco, si inizia a salire rapidamente, per fortuna la temperatura è buona, il sole fa capolino tra le nuvole ma tutto è molto piacevole!
A mt. 1.726 si fa il punto sul percorso: i massimi esperti (Guelfo, Sergio, Corrado, Anselmo e qualche altro) aprono la cartina e, dopo un?attenta analisi, stabiliscono che la vetta è vicina (ancora poco più di un?ora di cammino)! Aiuto????!!
L?ultimo tratto è abbastanza faticoso. Quando intravediamo la cima parte quasi una gara (come li munelli) a chi per primo la conquista.
Alle ore 13,15 il primo è in vetta.
Ordine di arrivo: Angelo, Guelfo (un sessantenne agile senza un filo di grasso, con una falcata da fare invidia a qualche ventenne), Mario, ed io (nonostante i miei cinque kili di sovrappeso) sono riuscito a battere anche Roberto (detto Rambo).
Finalmente possiamo sederci sotto la croce che indica la vetta. Il sole si libera delle nuvole che vorrebbero nasconderlo, è si concede con il suo piacevole caldo tepore!
Il momento del pranzo è bellissimo, perché si scherza in allegria, si ironizza sui lati deboli dell?uno dell?altro e poi si sfoderano i vari pacchetti: pane e carciofi, pane prosciutto, vati tipi di pizza e salami ecc., una varietà di cibi interessante!
Si prende piacevolmente il sole (a fine giornata siamo tutti con il viso bene arrossato).
La pausa è breve perché il percorso di ritorno non sarà facile: alle 14,17 si riparte!
La discesa è sempre più tranquilla e rilassante: la gioia di essere riusciti a giungere in vetta è appagante e rende tutti soddisfatti.
Si scende più silenziosi: un po? per la stanchezza, un po? per contenere dentro di sè le bellezze delle quali gli occhi hanno goduto??
Qualcuno cerca di accelerare il passo, però poi è richiamato ad aspettare gli ultimi.
Anche scendendo, l?occhio attento del nostro Anselmo trova uno dei suoi famosi sassi che, ogni volta, riesce a scovare in mezzo a tantissimi: questa volta si tratta di un sasso tutto forato che sembra quasi un maschera.
Arriviamo alle macchine alle 16,55. La stanchezza è tanta ma anche la gioia di essere riusciti a vivere una giornata rilassante, tra la natura, con persone simpatiche, disponibili?.?belle? persone!
La solita birra e gazzosa al bar di Pescosolido e poi via, verso casa!

Riferimenti: Foto di Sergio Peruch sul monte Cornacchia

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Ogni tanto mi sfogo perché l?ambiente di lavoro sta diventando insopportabile, non tanto per il lavoro in se ma, per tutti quei modi di dire, di atteggiarsi che vanno di moda è che ogni giorno diventano più pesanti, perché vuoti di significati enunciati solo per riempire la bocca!
Una di queste ?frasi famose? che vanno per la maggiore è : Il valore aggiunto!
Una frase di per se, interessante piena di risvolti anche positi ma,non sopporto come la pronunciano! Con quale enfasi, con quale solennità! Con quanta stupidità!
Io mi chiedo:
-non basta fare il proprio lavoro, come si diceva una volta, con coscienza, dedizione?
-non basta fare il proprio lavoro, a volte con sacrificio?
-non basta fare il proprio lavoro con impegno, mettendoci del proprio?
Che vorddì valore aggiunto? Che cosa si deve aggiungere? Che altro ancora?
Capitemi, lo so bene cosa intendono, ma da fastidio lo stesso, perché è solo apparenza, perché è solo ipocrisia perché è solo moda!
Io ?ragazzo? di una certa età (penso anche altri della mia età) ne ho viste tante di situazioni avvicendarsi in questi anni, guardo all?ambiente di lavoro ogni giorno e non mi viene da rilassarmi e sorridere! Speriamo bene!

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Qualche tempo fa su un blog (non ricordo di chi fosse) ho letto: ?forse mai, nella vita è possibile ottenere amore e passione, sicurezza e protezione, serenità e tranquillità ecc.?
Istintivamente mi sono domandato:perchè non è possibile avere amore, stabilità, affetto, passione, serenità, tranquillità ecc. sentimenti che tutti cerchiamo con “affanno”?
Pensando bene, osservando la situazione intorno mi sembra di poter dire che il blogger ha ragione:facile non è!
Ognuno dei sentimenti sopra elencati, prevede un certo livello di impegno, di sacrificio!
La malsana idea che si va diffondendo sempre di più, che bisogna scansare il sacrificio come fosse la peste, crea dei danni immani e quindi rende presumibilmente reale quanto affermato nel post di cui la citazione.
Nei rapporti tra le persone chi lo ha detto che è tutto facile?
Chi dice che tutto quello che si desidera si ha da subito?
Nessuno dice mai che il rapporto a due si costruisce oltre che con soddisfazione reciproca anche con sacrificio reciproco, continuamente, senza mai fermarsi!
I problemi iniziano a venire quando ci si ferma, quando le motivazioni iniziali si indeboliscono e non si hanno più, né la voglia, né la volontà, di rimboccarsi le maniche e continuare a costruire.
In un post su argomenti simili dicevo che per costruire si fa fatica:impastare il cemento, trasportare i mattoni, disporli?provate a sentire un muratore cosa dice della fatica del costruire.
Similmente quando si costruisce un rapporto!
Spesso si sente parlare della passione, della complicità (quest?ultima va molto di moda ultimamente)
La sola passione è ingannevole perchè dura un ?attimo?!
Non può essere solo la passione l’elemento che fa decidere un rapporto, ci sono tutti gli altri elementi che entrano in gioco.
L’Amore costruito, ricercato, desiderato, dura per tutta la vita e riempie il cuore e l’anima.
La sicurezza, la protezione, sono la conseguenza di un rapporto che si basa sull?amore appassionato.
Il nostro vivere è indubbiamente fortemente influenzato dall’istinto, dalla passione ma non dimentichiamo che madre natura ci ha dotato dei “correttivi” che sono la ragione, la volontà, che se utilizzati conducono ad un rapporto tranquillo e sereno.

Ciò non significa che sia facile! Che non ci siano dei problemi a volte molto seri per le ragioni le più diverse ma, penso, che valga la pena impegnarsi affinché i momenti di tranquillità e di serenità risiedano per più tempo nel nostro cuore.

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Potrebbe sembrare scontato ma, Vivere, facile non è!
Il vivere è un ?mestiere? che si impara, forse, con gli anni.
Non è automatico, nel senso che non basta che passino gli anni per imparare a vivere, non è come le carriere per anzianità (vedi i carabinieri).
E? necessario volerlo, desiderarlo impegnarsi perché ciò avvenga.
Cosa significa imparare a Vivere?
Forse significa cogliere le cose essenziali da quelle meno importanti.
Forse significa puntare alle cose che realmente contano, non lasciandosi distrarre da tutto il resto.
Forse significa fare l?esperienza dello sbagliare e del ricominciare.
Forse significa puntare in alto, a valori importanti anche se difficili.
Forse altro ancora…!
Vivere è il mestiere più difficile che si possa imparare perché non c?è molta gente che lo possa insegnare.
Non ci sono scuole (la scuola stessa non sempre aiuta in questa direzione); alcune indicazioni possono essere date dalla famiglia ma, non sempre, perché non è detto che anche i genitori abbiano imparato a Vivere bene.
Non è facile perché da tutte le parti (ambiente, scuola, televisione, giornali) giungono stimoli di tutti i tipi e creano mode, tendenze che a volte vanno nella giusta direzione, altre volte, spesso, vanno in direzione opposta a ciò che può essere considerato il Vivere.
A volte non è facile distinguere cosa sia giusto perché, ciò che serve, è confuso in mezzo a centinaia di altre cose.
Da diversi avvenimenti, ai quali si assiste ogni giorno, si constata l?assenza di valori che dovrebbero essere alla base del vivere:l?onestà, la disponibilità, la serietà, l?impegno a fare bene sia nell?ambiente lavoro sia nei rapporti umani, il rispetto delle persone, delle cose, della natura.
Imparare a vivere mi sembra sia puntare su questi principi cercando di svilupparli secondo la propria indole, senza lasciarsi scoraggiare dagli insuccessi, ricominciando sempre!
Guardare alla semplicità della natura nella quale piante ed animali vivono nella semplicità e nell?essenzialità!
Sicuramente serve altro ancora ma, se si cercasse di realizzare quanto detto sarebbe già un bel vivere.

PS
Chiedo scusa ma non mi sono accorto di aver rielaborato gli stessi appunti con i quali avevo già pubblicato un post pure con lo stesso titolo!
Pur rimanendo gli stessi concetti, a distanza di qualche giorno, senza ricordare di aver già postato ho variato lo scritto (è un tema che ho particolarmente a cuore).
Per rispetto a chi ha espresso un commento e per chi ha letto questo post e non l’altro, per rispetto all’autore della bellissima foto, lo lascio comunque! Scusate nuovamente!

Riferimenti: Foto di CLAUDIO TREZZANI.

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Vicino Siena, nel comune di Monticiano c?è una meraviglia della natura ancora alla portata di tutti!
Si tratta di terme di acqua calda sulfurea.
Una grossa bocca d?acqua sgorga dalla montagna, riempie delle vasche create nel tempo in modo naturale nella roccia, per poi finire nel fiume sottostante.
Ci si può immergere in queste acque calde gratuitamente!
Immergersi nell?acqua calda(circa 40°C)in particolare quando la temperatura esterna è bassa, dona una sensazione piacevolissima.
Se si rimane immersi per qualche tempo la pelle apre i pori ed espelle impurità, la pressione sanguigna scende (bisogna fare attenzione che non scenda troppo), il risultato finale è : pelle liscia e rilassamento totale di tutto il corpo.
Quando si esce, si ha accumulato tanto di quel caldo che per diverso tempo non si percepisce nessuna sensazione di freddo.
Il luogo inizia ad essere molto conosciuto, è sempre pieno di gente che si immerge; addirittura stranieri in visita in quelle zone, forse dietro indicazioni di qualche guida turistica, approfittano di questa opportunità salutare, gratuita.
Sembra strano che l?uomo in questi anni non abbia ancora requisito la sorgente per trasformarla e renderla a pagamento, infatti, sono in corso dei lavori proprio accanto per utilizzare questa ricchezza naturale.
La speranza è che il luogo attuale resti così com?è da anni; chi vorrà stare più comodo ed usufruire di altri servizi potrà andare nella struttura sicuramente più accogliente che si sta realizzando.

Un consiglio: se vi capita di essere da quelle parti andate ad immergervi!!

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