Archivio Gennaio 2006


Al primo piano del palazzo dove lavoro ci sono due bagni per uomini: uno ha lo sciacquone difettoso.
Voi potreste dire, embbè?
Sono mesi che è in queste condizioni e nessuno, di chi dovrebbe pensare a farlo riparare, se ne occupa!
Ogni volta che, malauguratamente si deve andare al bagno perché ?natura premit? (una delle poche frasi latine che conosco) prima di riuscire a far scaricare l?acqua occorre tanto di quel tempo che
si da l?impressione, a chi ti vede entrare, che sei affetto da diarrea prolungata, e i tuoi colleghi ti danno addirittura per disperso!
Non viene riparato perché ?nessuno lo vede?!
Il direttore risiede al terzo piano quindi, quel ?nessuno lo vede?, è riferito a lui!
Sì, perché non so dove lavorate voi ma dove sto io, un?azienda statale, privatizzata (ovvero quasi regalata) si sta diffondendo un ?virus? che è molto più pericoloso dell?influenza aviaria:si fa quel poco che viene visto da chi ?conta?!
Terribile!

Speriamo che non diventi una pandemia perché altrimenti ne vedremo delle belle!
In questo sistema capitalistico, una delle forme peggiori, si tende solo al profitto, tutto il resto viene tralasciato.
In questo sistema, dove le parole che voglio sentire dire è ?stiamo risparmiando?, ?abbiamo evitato quella spesa?, succede che non si ripara lo sciacquone e, non si fanno neanche cose molto più importanti!
Risparmiare, risparmiare!
Se da un lato ha i suoi aspetti positivi, in particolare in una famiglia (lo vedo io a casa con i figli, che tutto fanno meno che risparmiare) in un?azienda che, tra l?altro, produce costantemente utili esagerati ecco che il termine risparmiare può assumere dei risvolti ridicoli e, direi di più, addirittura pericolosi, quando tale mentalità si espande dal direttore sino all?ultimo usciere.
Questo non fare o fare solo quello cha appare porta tutti come su un grande set cinematografico dove viene costruito solo quello che la macchina da presa deve filmare e tutto il resto è puntellato ed inesistente. Il guaio è che non stiamo girando un film ma sta rovinando quanto, bene o male, hanno prodotto quelli che ci hanno preceduto!
Ai nostri figli cosa lasceremo?
Un set cinematografico?

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E’ veramente terribile che qualche rappresentante di questa america che, si proclama civile, dice di esportare la democrazia in tutto il mondo, e poi mette a morte un uomo.
La pena di morte è sinonimo di inciviltà!
Poteva accadere qualche tempo fa, quando il valore della vita era inesistente ma, oggi, come si può pensare di mettere a morte un proprio simile, pur se ha commesso un delitto?
Se ci si pone su questo piano i “delitti bianchi” (non so se qualcuno ha usato già questa espressione), cioè quelli che commettono i vari “galantuomini” che fanno fallire grandi aziende rovinando centinaia e centinaia di persone, i “galantuomini” che, pur di guadagnare, non si fermano neanche davanti alla possibilità che centinaia o migliaia di persone vengano avvelenate, ecco, a questi che cosa bisognerebbe fare?
Come si pensa di conteggiare il valore della vita? Chi uccide una o due persone, la pena di morte, e chi uccide centinaia di persone come in Iraq cosa bisognerebbe fare?
Mi rendo sempre più conto che l’umanità ha fatto enormi progressi in tantissimi campi, migliorando le condizioni di vita dell’uomo ma, in tantissimi altri aspetti è rimasta al tempo dell’ “occhio per occhio”!
Al di là di tutti i ragionamenti che si possono fare io vorrei chiedere: in questo grande e civile paese, per il fatto che ci sono ancora condanne a morte il numero dei crimini è forse diminuito? Chi commette un omicidio, prima o durante, pensa forse di non commetterlo perchè potrebbe essere preso e messo a morte lui stesso?

Stì americani a volte sò veramente ridicoli!

Riferimenti: Un blog per fare qualche cosa:blogvita.blog.tiscali.it

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Quante volte ci è stata detta questa frase, oppure siamo stati noi a dirla?
Provate a pensarci!
E? una delle frasi più diffuse entrate a far parte ormai dell?intercalare dei nostri dialoghi giornalieri è, addirittura, stata adottata da un noto spot pubblicitario! Già! Se melo dicevi prima?!!Ormai?.
Ma cosa intendiamo quando pronunciamo questa frase?
Vogliamo giustificarci?
Vogliamo scusarci?
Vogliamo mettere le mani avanti, in modo da non essere accusati di una cosa non fatta?
Forse tutte queste cose ed altro ancora!
Ogni volta che la pronunciamo è come se avessimo persa un?occasione con la persona alla quale la rivolgiamo .
E si! Perché ??se me lo dicevi prima? presuppone che: era nelle mie possibilità aiutarti, farti quella cosa, ma non essendomi accorto non l?ho fatta!
La frase sotto intende anche che non è colpa mia se non ti ho aiutato, è che non ho capito questa tua necessità!
Potrebbe essere letta come mancanza di dialogo mancanza di attenzione verso le persone alle quali rivolgiamo la frase?
Sei uscito a fare la spesa mi sarebbe servito?se me lo dicevi prima!
Per cena c?è quella cosa che non gradisco?.se me lo dicevi prima!
Sono passato in quel posto?se me lo dicevi prima!
Ma prima quando?
Prima di cosa?
A volte capita che ci mettiamo la coscienza a posto: io l?avrei fatto se soltanto tu me lo avessi detto o fatto capire.
Sarebbe necessaria un?attenzione l?uno verso l?altro tale che, frasi del genere, non dovrebbero essere pronunciate, se non per battuta!
Sarebbe necessario un volersi bene così attento da riuscire ad intuire le necessità ed i bisogni dell?altro/a.
Sarebbe importante rendersi sempre più conto, come ho scritto qualche giorno fa, che siamo nel ?già ma non ancora? ed è quindi sempre valido il????ricominciare!
Adesso ce lo siamo detti!

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Per continuare il discorso sulla incomunicabilità mi sono posto una domanda, alla quale tentare di dare una risposta:chi può dire, pur avendo una soddisfacente relazione di coppia, oppure un? amicizia profonda, di riuscire a dire all?altro/a tutti i pensieri più nascosti, le angosce, le paure, le difficoltà, le gioie le soddisfazioni che ogni giorno passano nella mente?
Quando va bene, con il tempo che i ritmi di vita moderni impongono, si fa fatica a dire le cose più importanti, quelle più evidenti, figuriamoci quelle più interiori!
Pensandoci bene però, non credo neanche che sia il poco tempo a disposizione, a volte può essere un alibi, quanto una difficoltà oggettiva: è difficile dire di se, della propria interiorità!
A volte ci facciamo frenare dal pensiero che l?altro/a può non riesce a capire; altre volte sono sensazioni, sentimenti, così intrecciati che anche noi facciamo fatica a districare, figuriamoci se possiamo comunicarli.
Ognuno di noi è una ?macchina? complessa, con possibilità di pensieri infiniti come l?universo!
Se, gli scienziati, dopo decenni di osservazione non sono ancora arrivati a conoscere l?immensità dell?universo come si può pretendere di riuscire a conoscere e comunicare l?immensità dell?animo umano?
L?impegno, lo sforzo, deve essere sempre vivo ed alimentato ogni giorno.
Mai far affievolire la tensione al dono completo di se, nella mente però, la consapevolezza delle difficoltà che esistono e quindi il pensiero che potrebbe non riuscire. Cercare di non rimanerci male a tal punto da ?bloccarsi? nel rapporto.
La realtà approfondita in qualche post precedente del ?già, e non ancora?, è sempre valida.

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E? un tema importantissimo che hanno trattato persone di grande cultura e capacità, a diversi livelli, culturali scientifici. In questo ambito mi permetto di dire anch?io delle cose che nascono dalla mia personale esperienza sperando che non siano cose ovvie e scontate, per me non lo sono!
Altre volte ho fatto riferimento a questo tema, in particolare quando ho parlato del rapporto di coppia.
Come si può facilmente immaginare l?incomunicabilità è un tema che riguarda tutti i rapporti di persone che si relazionano nel vivere di ogni giorno:amici, parenti, colleghi, vicini di casa, ecc., logicamente con intensità e risvolti diversi!
Nell?era di internet, dell?e-mail, degli sms, comunicare sembrerebbe facile, ma così non è!
Come è facilmente comprensibile, un conto è inviare notizie varie, un conto è comunicare ciò che si vive, ciò che passa nell?intimo più profondo di ognuno di noi: i dolori profondi, le gioie, le paure, i dubbi, le incertezze, i desideri, e tanto altro ancora.
Per quanto ci sforziamo, comunicare, percepire ciò che l?altro ci comunica, è un compito arduo, difficilissimo!
Perché questa difficoltà?
Ogni persona è fatta come è fatta!
Ognuno di noi è frutto di tante situazioni diverse: il carattere, l?educazione, gli studi fatti, le esperienze vissute siano esse gioiose o dolorose e tanto, tantissimo altro!
Quando tentiamo di comunicare, automaticamente, tutte le componenti di cui sopra si fondono e, quello che diciamo, prende una forma ben definita.
Chi ascolta riceve queste informazioni nella forma venuta dalla ?fusione? e, a sua volta le percepisce con il nostro stesso meccanismo.
I risvolti di quello che accade, tutti i giorni, è esperienza comune: si capisce parte di quello che realmente si voleva dire, si creano malintesi, in particolare per le cose scritte prive del tono della voce, che può modulare l?intenzione!
Nello svolgersi dei rapporti accade che, spesso, si rimane male per cose dette o dette male ed è tutto un:io volevo dire; non mi sono spiegato; non hai capito ecc. Tutto questo genera ancora altre parole e che, a loro volta, rientrano nei meccanismi di cui sopra e non si finisce più se, ad un certo punto, non ricorriamo a dei meccanismi importanti che si chiamano: comprensione, tolleranza, perdono, buona fede, desiderio di andare oltre.
A volte serve chiarire, altre volte serve amare senza nient?altro!

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La depressione è una malattia terribile! A volte si riesce ad uscirne a volte no!
A volte si verificano questi epiloghi drammatici.

Situazioni incomprensibili, nelle quali le parole sono forse inutili, forse non riescono a consolare, però vanno dette per dare valore alla vita comunque, anche in queste circostanze nelle quali la vita viene tolta.
La vita di questa ragazza è per ciascuno di noi un messaggio: vivere nel cercare di cogliere nelle persone intorno a noi i dolori profondi, le tristezze, dare la possibilità di far emergere il disagio; ascoltare con il profondo del cuore le ansie a volte nascoste di tanti.
E’ un messaggio di vita che continua in tanti e che deve prendere il senso vero profondo. Troppo spesso si è superficiali, si da importanza a situazioni frivole, stupide, si vive solo per noi senza guardare intorno cosa succede.
Questa morte deve servire a farci rendere conto di quanto importante, seria è la vita, quanto sia necessario viverla in modo che ne valga la pena, quanto a volte basta pochissimo per farla finire in modo così incomprensibile!
La depressione è terribile, ti fa sentire solo, inutile incapace, fa perdere valore ed entusiasmo per qualsiasi cosa per bella che sia. Ti fa vivere con la tristezza nel cuore e con il desiderio che finisca.
Questa morte deve dire, a ciascuno di noi che, aiutarsi a vivere in questo mondo non facile, è possibile! Possiamo riuscirci se lo desideriamo e ci impegniamo sul serio.
Tantissime persone hanno bisogno di essere accolte, comprese, amate, accettate, noi, ciascuno di noi può mettere in campo queste meravigliose possibilità.
E’ giusta, umana, naturale la tristezza, il dolore, ma è anche giusto non lasciarsi sopraffare, è necessario scuotersi e, da domani, rimboccarsi le maniche per fare tutta la nostra parte.
Certamente in tanti casi sono necessari gli specialisti, ma la parte di ognuno è importante.
Ho vissuto da vicino il suicidio del figlio di 17 anni di un mio carissimo amico.
Si è suicidato adoperando la pistola del papà poliziotto!
Un bel ragazzo, sensibile, generoso, un suicidio inspiegabile.
Potete immaginare la grande tragedia, l’immenso ed incolmabile dolore dei genitori, e di tutti noi.
I genitori, persone meravigliose, non si sono chiuse in questo dolore ma si sono ulteriormente aperti all’aiuto delle persone nel bisogno, in particolare degli extra comunitari.
Si sono aperti alla condivisione del dolore delle persone accanto a loro.
Il dolore non lo toglie loro nessuno ma la loro vita non ha perso senso, perchè stanno facendo in modo che la vita di tanti prenda un senso, quando sembra impossibile.
Vederli sereni, aperti gioiosi, è una lezione continua per tutti noi.

http://mishmisheyael.blog.tiscali.it/zw2380550/

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Il pane , blu!
La carne, rosso!
Gli affettati verde!

Il gioco dei colori, al supermercato, con i simpatici fogliolini dell?elimina code.
La mia strategia: appena si entro nel supermercato subito si corro a prendere il numero, ovvero i diversi numeri per le diverse file!
Poi succede che con questi numeri in mano mi ritrovo a seguire tre display, nel mentre cerco di prendere anche le altre cose!
Il compito impegnativo è quello di ricordare il colore della fila!
Succede che, alzando gli occhi al display, scopro che è arrivato il turno al pane, corro?. ed invece mi rendo conto che l?ho scambiato con quello dei salumi, allora di corsa a tentare di recuperare nell?altra fila. Sarebbe anche facile se non ci fosse qualche simpatica persona , ad occhio, pensionata, avrebbe tutto il tempo per fare la spesa, che prontamente interviene richiamando ad alta voce il rispetto della fila.
Per evitare ciò io, furbo, prendo almeno due numeretti per ogni fila così riesco sempre a recuperare!
Diventa ?impegnativo? quando sei , ad esempio, al banco dei salumi, ed arriva il turno del pane o della carne, la scena è di quelle delle comiche: si passa da un lato all?altro indicando le cose da prendere sia all?uno che all?altro, a mò di operatore della borsa valori, o di un direttore di orchestra!
Che dire, è ?un?avventura? che, presa per il giusto verso, è anche divertente!
A me, fare la spesa in compagnia con l?Annina mi diverte, da solo non mi? pesa!
Sarà forse perchè mi capita il sabato e forse un altro giorno a settimana?

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Durante tutta la giornata dall?inizio del giorno sino alla sera facciamo tante cose, a volte tantissime!
Ci siamo mai chiesti cosa è realmente necessario, di tutto quello che facciamo per la nostra vita? Per vivere salvaguardando la salute fisica e psicofisica?
Alcune cose le facciamo in automatico, sono istintive, e servono per tenere in ?moto? il nostro fisico:mangiare, bere, dormire ecc., altre cose invece necessitano di una nostra precisa volontà.
Molto tempo lo impieghiamo (lavoro) per procurarci i mezzi affinché possiamo vivere nel senso più ampio del termine:mangiare, vestire, riempire il tempo libero ecc.
E? importante capire bene quali ingredienti sono necessari affinché tutto quello che facciamo sia indirizzato ad ottenere una qualità di vita degna di essere vissuta!
Il nostro impegno è nel cercare di alimentare questi ingredienti oppure ci lasciamo scivolare addosso le situazioni senza dare un senso ad ogni cosa?
Molti di questi ingredienti coinvolgono il rapporto con le persone che vivono con noi ed intorno a noi, in famiglia a lavoro per strada ecc.
Ogni giorno siamo a dover fare i conti con persone di diverso genere :simpatiche, antipatiche, disponibili, indisponenti, arroganti, presuntuose, ma anche umili, buone, che possono rendere la strada più difficoltosa, a volte più agevole.
Se pensiamo che ognuno di noi è unico ed irripetibile, comunque, siamo fatti, acquistiamo un valore importante! Questo fatto, se da una parte esprime tutta la bellezza dell?essere umano, dall?altra evidenzia anche la difficoltà di dare il giusto valore a ciascuno, così come è fatto.
Non è per niente facile, ed ognuno di noi lo sa!
Ecco allora l?importanza di cogliere e sviluppare, in noi ed intorno a noi, tutto quello che può facilitare, il nostro vivere indirizzato a salvaguardare la salute fisica e psichica.
Da queste, ed altre riflessioni, mi sono fatto l?idea che per vivere, come per cucinare, oltre ad una buona dose di fantasia occorrono degli ingredienti genuini che, giustamente dosati e preparati, portano al risultato voluto.
Ho fatto un elenco di ?ingredienti? che secondo me rappresentano il minimo per raggiungere il risultato desiderato.
Invito ciascuno di voi ad aggiungere eventuali altri ?ingredienti? che reputate importanti per quanto detto!

Una misura di pazienza
Due misure d?Amore
Una misura di tolleranza
Due misure di buon umore
Una misura di onestà
Una misura di sincerità
Una misura di buon senso
Una misura di impegno
Una misura di umiltà
Disponibilità quanto basta
Mescolare tutto
Far riposare 6/8h
Cuocere a fuoco vivo
Servire il tutto con impegno, sacrificio, dedizione!

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Gli ultimi amici arrivati sul blog:protezione civile Valle del Velino!
Volontari che impegnao il loro tempo libero non solo nel volontariato, non solo per le emergenze, ma per tantissime iniziative utili socialmente!
Il presidente di tale associazione è un collega pieno di iniziative:una ne pensa, cento ne fa!
Un carissimo benvenuto, nella speranza che il blog li aiuti a far conoscere le loro iniziative, a far conoscere questo mondo del volontariato.
Tanti volontari nei vari campi dalla protezione civile, all’assistenza in ospedale alla vigilanza davanti alle scuole ecc. Persone che sentono un dovere rendersi utili, servire in qualche modo il prossimo.
Un augurio sincero affinchè le attività, ed il numero di persone possano crescere sempre più!

berardo.

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Oramai ci siamo, anche il sabato sta finendo le sue ore!
Lunedì si ricomincia dopo qualche giorno di ferie!
Inizia l?anno per davvero!

Uno dei campi dove poter verificare le nostre buone intenzioni in termini di disponibilità di accoglienza, di pazienza, di comprensione, elasticità, misericordia, è proprio il lavoro!
Al lavoro si passa tanto di quel tempo, troppo, e tutto ciò che avviene può essere considerato un test attendibile della nostra buona volontà! La tentazione, ogni tanto, sarebbe quella di creare una barriera protettiva ma?..poi?
Lunedì riprendono i rapporti piacevoli e quelli meno, quelli fluidi e quelli scricchiolanti, e quelli addirittura arrugginiti.
Con ognuno l?anno nuovo porta nuove opportunità, si riusciranno a cogliere?
Si riprende con le situazioni assurde sempre più tipiche di ogni ambito lavorativo.
Si ricomincia con una malsana tendenza (ne ho parlato altre volte) che si sta diffondendo, sempre di più, che è quella dell?apparire, del fare solo ciò che è visibile al ?padrone?, tutto il resto può anche crollare.
A volte mi chiedo come si fa ad andare avanti cò ste capocce!
Meno male che siamo all?inizio dell?anno con la disponibilità del budget ancora completa, almeno per qualche mese, spero di non sentire i discorsi, senza senso sul non spendere!
Tra pochi mesi poi si completerà l?ultima fase di una ristrutturazione interna che fa proprio pena! Chi ha ideato questa nuova forma di organizzazione del lavoro deve averla pensata in una notte ?buia e tempestosa, causata da cattiva digestione da peperonata e salsicce ?! Tutti ne sono scontenti ma nessuno ha coraggio di dire che è una grande ??.. (.non mi viene nessun termine appropriato che si possa scrivere!)
Vedremo cosa succederà! Qualche tempo fa me ne preoccupavo eccessivamente, adesso sono molto più distaccato: sarà quel che sarà!
Lunedì riprendo contatto con una infinità di lavori che dovevano concludersi entro l?anno e che per diversi motivi sono ancora lì da portare avanti ancora per mesi ?uffa!
Lunedì spero che ancora non siano stati elaborati in modo definitivo i risultati della chiusura, inspiegabilmente anticipata, dei conti del 2005 con il relativo bilancio, per qualche giorno ci sarà una relativa calma!
Speriamo che tutto sia andato bene, se no chi li sente stì grandi strateghi che si lamenteranno perché hanno guadagnato qualche centinaia di euro in meno delle migliaia, oserei dire milioni di euro che comunque hanno guadagnato?!
C?è un?ingordigia capitalistica tale che riescono ad essere scontenti se non hanno guadagnato sino all?ultimo euro che si erano prefissi (ripeto, la proporzione è tra qualche centinaia di euro rispetto ai milioni che comunque ogni anno guadagnano).
Ebbene si ricomincia!
Se non ci fosse l?impegno a vivere bene l?attimo presente che aiuta a dosare le preoccupazioni di giorno in giorno, ci sarebbe da essere già stanchi, invece??.. avanti, riprendiamo con ISD (Impegno,Sacrificio, Dedizione).

Buona ripresa a tutti!

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